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    Sovvenzioni pubbliche e applicazione dei principi del Trattato UE

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    N. 1297/2011 Reg. Prov. Coll.
    N. 521 Reg. Ric.
    ANNO 2009
    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza) ha pronunciato la presente
    SENTENZA
    sul ricorso numero di registro generale 521 del 2009, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
    Cooperativa P. a r.l., rappresentata e difesa dall'avv. Rosa Fanizzi, con domicilio eletto presso G. C. in Bari, via ...omissis...;
    contro
    Regione Puglia in persona del Presidente pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Lucrezia Girone, con domicilio eletto presso Lucrezia Girone in Bari, Lungomare Nazario Sauro, 31-33;
    nei confronti di
    Associazione L. Onlus + 14, rappresentata e difesa dagli avv. Antonio Deramo, Emanuele Tomasicchio, con domicilio eletto presso Antonio L. Deramo in Bari, via Imbriani, 26;
    per l'annullamento
    previa adozione di idonea misura cautelare
    - degli atti di svolgimento della procedura selettiva pubblica bandita dalla Regione Puglia per il finanziamento di progetti per la connettività sociale, ed in particolare:
    - della determinazione del Dirigente Servizio Sistema Integrato Servizi Sociali della Regione Puglia n. 912 del 28.11.2008, pubblicato sul BURP n. 13 del 22.01.2009, recante: "Avviso pubblico 'Connettività Sociale Approvazione graduatorie, reiscrizione ed impegno.";
    - delle graduatorie "Connettività Sociale 1" e "Connettività Sociale 2" allegati nn. 1 e 2 della suddetta determinazione, di cui costituiscono parte integrante e sostanziale;
    - ove occorra, degli allegati nn. 3 "Elenco dei non ammessi" e 4 "Schema di Convenzione" della stessa determinazione, di cui costituiscono parte integrante sostanziale;
    - della determinazione del Dirigente Servizio Sistema Integrato Servizi Sociali della R.P. n. 26 del 26 gennaio 2009, pubblicato sul BURP n. 22 del 5.2.2009, recante: "Avviso pubblico 'Connettività Sociale'. Approvazione graduatorie, reiscrizione ed impegno. Rettifica;
    - delle graduatorie rettificate "Connettività Sociale 1" e "Connettività Sociale 2" allegati nn. 1 e 2 della suddetta determinazione, di cui costituiscono parte integrante e sostanziale;
    - di ogni atto comunque connesso, presupposto e consequenziale, ed in particolare, ove occorra, e nei limiti dell'interesse:
    - - di tutti i verbali del Gruppo Tecnico di Valutazione e, in particolare:
    1) del verbale n. 2 recante approvazione dei sottocriteri contenuti nella "Griglia di valutazione" di cui all'allegato A dello stesso verbale;
    2) dei verbali nn. 3, 4, 5, 6, 7, 10, 11, 12 e 13 e delle schede di valutazione ad essi allegate, nella parte relativa all'esame e valutazione dei progetti ammessi con riserva a finanziamento, nonché del verbale n. 8 e delle schede di valutazione ad esso allegate;
    3) del verbale n. 9 e delle schede di valutazione ad esso allegate, nella parte relativa all'esame e valutazione del progetto presentato dalla odierna ricorrente, esclusa dal finanziamento;
    - di ogni successivo atto di numero e data sconosciuti, con cui sono stati eventualmente ammessi definitivamente a finanziamento i progetti già ammessi con riserva;
    - di ogni successivo atto di numero e data sconosciuti, con cui è stata eventualmente approvata qualsivoglia rettifica delle graduatorie "Connettività Sociale 1" e "Connettività Sociale 2", unitamente alle graduatorie rettificate;
    - di ogni atto successivo di numero e data sconosciuti, con cui è stato eventualmente disposto il finanziamento dei progetti utilmente collocati nelle graduatorie definitivamente approvate dall' amministrazione.
    Quanto ai primi motivi aggiunti depositati il 28 novembre 2009:
    - della determinazione del Dirigente Servizio Sistema Integrato Servizi sociali Regione Puglia n. 382 del 12 giugno 2009, pubblicata sul BURP n. 109 del 16 luglio 2009, recante "Atto dirigenziale n. 912 del 28 novembre 2008 - Graduatorie Connettività sociale. Ammissione al finanziamento dei progetti ammessi con riserva";
    - di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale a quello impugnato ancorchè non conosciuto:
    nonché per il risarcimento dei relativi danni
    Visti il ricorso, il primo ed il secondo atto di motivi aggiunti e i relativi allegati;
    Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Puglia in persona del Presidente e della società cooperativa I.So.La;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatore nell'udienza pubblica del giorno 15 giugno 2011 il dott. Paolo Amovilli e uditi per le parti i difensori Rosa Fanizzi e Lucrezia Girone; nessuno è comparso per la soc. coop. I. controinteressata;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
    FATTO E DIRITTO
    1. Espone la società ricorrente, in necessaria sintesi ex art 3 c.2 c.p.a., di aver partecipato quale cooperativa iscritta alla sezione "A" dell'Albo regionale delle cooperative sociali per lo svolgimento di attività socio-sanitaria, assistenziale ed educativa, alla procedura selettiva pubblica bandita dalla Regione Puglia per il finanziamento, sotto forma di contributo in conto capitale, di progetti per la connettività sociale, giusto bando pubblicato sul B.U.R.P. n. 73 del 7 maggio 2008, al fine di realizzare centri atti a favorire l'accesso ai servizi digitali della PA in favore di persone con disabilità motoria, sensoriale e psichica.
    Il bando prevedeva un importo complessivo dei finanziamenti pari a 2.000.000,00 euro, con un limite massimo di 100.000,00 euro per ogni soggetto proponente, ed individuava sette voci di valutazione ed i punteggi massimi attribuibili per ognuna.
    Con verbale n. 2 del 10 luglio 2008, il Gruppo tecnico di valutazione regionale individuava in seguito alla scadenza dei termini di presentazione delle domande, per ogni voce suddetta alcuni sottocriteri di valutazione, prevedendone i relativi punteggi, da insufficiente fino ad ottimo.
    La domanda presentata dall'odierna ricorrente non veniva ammessa a finanziamento, riportando un punteggio complessivo di 59,50 punti, di soli 0,50 punti inferiore al punteggio minimo di 60/100 indicato nel bando.
    Con ricorso ritualmente notificato e depositato, l'odierna ricorrente, come sopra rappresentata e difesa, impugna i provvedimenti in epigrafe indicati inerenti lo svolgimento della procedura selettiva pubblica de quo, chiedendone l'annullamento nei limiti dell'interesse azionato, deducendo le seguenti articolate censure
    I. Eccesso di potere per difetto di motivazione ed istruttoria; violazione art 2 e 3 l. 241/90, art 24 e 97 Cost, principi generali in materia concorsuale, sviamento.
    II. Violazione e falsa applicazione art 8 del bando; mancata o comunque falsa applicazione dei criteri stabiliti nel bando; violazione principio della par condicio, buona amministrazione ed imparzialità; eccesso di potere per illogicità ed irrazionalità manifesta, disparità di trattamento, arbitrarietà, contraddittorietà.
    III. Eccesso di potere per carenza di istruttoria, travisamento, illogicità manifesta, disparità di trattamento, contraddittorietà e palese irragionevolezza della motivazione, sviamento, disparità di trattamento, arbitrarietà, perplessità.
    In particolare, lamentava la genericità dei sotto criteri individuati dalla Commissione, unitamente alla inidoneità sotto l'aspetto motivazionale del giudizio tecnico effettuato, con conseguente impossibilità di ricostruzione del percorso logico valutativo seguito per ritenere il progetto di poco insufficiente ai fini dell'ammissione al finanziamento. Secondo la prospettazione della ricorrente, ciò risultava ancora più grave, in considerazione dell'espressione da parte della Commissione di un giudizio motivato in riferimento ad altri progetti non ammessi a finanziamento.
    Inoltre, sotto diverso profilo, lamentava anche la mancata esclusione di concorrenti per carenze documentali, nei cui confronti veniva consentita dalla Regione una illegittima integrazione, in evidente violazione del principio della par condicio.
    Chiedeva pertanto la difesa della ricorrente una nuova valutazione del proprio progetto ai fini dell'ammissione.
    Con ordinanza n. 283/2009 questo Tribunale ordinava alla Regione Puglia l'ostensione in favore della ricorrente dei format progettuali e relativa documentazione dei progetti concorrenti.
    Si costituiva la Regione Puglia, chiedendo il rigetto del gravame perché infondato, nonché la controinteressata cooperativa sociale I., la quale tra l'altro evidenziava l'inammissibilità per carenza di interesse delle censure avverso i progetti degli altri concorrenti.
    Con atti di motivi aggiunti la ricorrente estendeva l'impugnativa al provvedimento conclusivo di ammissione definitiva a finanziamento, nonché, a seguito di accesso ai documenti, all'ammissione a finanziamento di altri candidati.
    Alla Camera di Consiglio del 13 maggio 2010 questa Sezione con ordinanza n. 329/2010, accoglieva la suindicata istanza cautelare, disponendo pur nella sommarietà che contraddistingue la fase cautelare, il riesame della domanda di finanziamento, rilevando:
    " - che in base ad una lettura conforme al Trattato UE ed in particolare ai principi ivi contenuti di trasparenza e non discriminazione - applicabili per giurisprudenza consolidata (ex multis Consiglio di Stato sez VI, 25 gennaio 2005, n. 168) a qualsivoglia procedimento diretto all'attribuzione di vantaggi economici a soggetti operanti sul mercato da parte di una pubblica amministrazione - i criteri selettivi in ordine alla concessione di sovvenzioni pubbliche debbono essere interamente predeterminati in sede di bando;
    - che anche volendo ammettere nel settore dei procedimenti per la concessione di contributi economici la possibilità per la Commissione di integrare il bando mediante specificazione di sub-criteri, le determinazioni in concreto disposte dalla Commissione risultano comunque complessivamente generiche ed indeterminate, in contrasto con i principi di derivazione comunitaria suesposti, ed in danno della disposta esclusione della ricorrente dalla contribuzione per cui è causa;
    - che d'altronde, la stessa genericità dei criteri per l'assegnazione dei punteggi rende insufficiente anche la motivazione alfanumerica espressa dalla Commissione;
    - che pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, il progetto presentato dall'odierna ricorrente (a cui è stato attribuito un punteggio complessivo di 59,50 punti con mancanza di soli 0,50 punti per raggiungere il minimo richiesto di 60 punti) deve essere riesaminato, con conseguente congelamento delle risorse di bilancio correlate alla quota contributiva di spettanza;"
    La V sezione del Consiglio di Stato, con ordinanza 4888 del 25 ottobre 2010, respingeva l'appello cautelare promosso dalla Regione Puglia, ritenendo fondate le censure inerenti l'incongruità dell'operato del Gruppo tecnico, in relazione sia alla compilazione delle note di valutazione soltanto per alcuni dei partecipanti, sia di violazione della par condicio per la disposta integrazione della documentazione mancante in favore di alcuni partecipanti, sia infine per l'incoerenza di taluni progetti ammessi a finanziamento.
    All'udienza del 15 giugno 2011 la causa veniva trattenuta per la decisione.
    2. Il ricorso è in parte fondato, in parte inammissibile.
    Con il ricorso in epigrafe la società Cooperativa P. impugna tutti gli atti inerenti il procedimento di concessione di contributi economici di cui al bando pubblicato sul B.U.R.P. n. 73 del 7 maggio 2008, chiedendo non già l'annullamento dell'intera procedura, bensì il giusto collocamento nella graduatoria finale di merito, all'esito di una rivalutazione tecnica della propria proposta progettuale, da parte di Commissione con composizione diversa. Tale rivalutazione d'altronde costituiva già un preciso obbligo per l'Amministrazione resistente, essendo espressamente disposta nell'ordinanza cautelare n. 329/2010, non riformata dal Consiglio di Stato.
    Così delimitato il thema decidendum, ritiene il Collegio fondate le censure di violazione dell'art 3 l.241/90, del principio di par condicio, di eccesso di potere per disparità di trattamento ed irragionevolezza, nonché di falsa applicazione dell'art 8 del bando.
    Seppur con precipuo riferimento alle gare di appalto, la giurisprudenza ha da tempo chiarito che nella fase di valutazione delle offerte da parte di una commissione di gara, l'attribuzione dei punteggi in forma soltanto numerica è consentita quando il numero delle sottovoci, con i relativi punteggi, entro le quali ripartire i parametri di valutazione di cui alle singole voci, sia talmente analitica da delimitare il giudizio delle commissione nell'ambito di un minimo ed un massimo di portata tale da rendere di per sé evidente l'iter logico seguito nel valutare i singoli progetti sotto il profilo tecnico in applicazione di puntuali criteri predeterminati, essendo altrimenti necessaria una puntuale motivazione del punteggio attribuito (ex multis Consiglio Stato, sez. V, 03 dicembre 2010, n. 8410, id. 29 novembre 2005 n. 6759, id. 29 dicembre 2009, n. 8833, T.A.R. Sicilia Catania, sez. III, 16 novembre 2010, n. 4469 ).
    Ne consegue che l'assenza di sub-criteri o anche di criteri di valutazione sufficientemente dettagliati, la stazione appaltante non deve limitarsi ad attribuire il mero voto numerico, ma indicare in modo espresso le ragioni del giudizio svolto, se non in riferimento al contenuto delle singole voci (sub-criteri), quanto meno le ragioni dell'apprezzamento sinteticamente espresso con indicazione numerica (Consiglio di Stato sez V m29 dicembre 2009 n. 8833).
    Tali coordinate interpretative, da tempo pacifiche come detto nel settore dei contratti di appalto di lavori, servizi e forniture, non possono non valere anche in riferimento ai procedimenti attributivi di vantaggi economici, essendone comune l'esigenza di attuare i principi comunitari di trasparenza, non discriminazione e parità di trattamento, i quali si elevano a principi generali di tutti i contratti pubblici e sono direttamente applicabili, a prescindere dalla ricorrenza di specifiche norme comunitarie od interne ed in modo prevalente rispetto ad eventuali disposizioni interne di segno contrario (T.A.R. Emilia Romagna Bologna, sez. II, 21 maggio 2008, n. 1978).
    D'altronde, anche il diritto interno per evidenti ragioni di trasparenza ed imparzialità dell'azione amministrativa volta alla corresponsione di vantaggi economici - non disciplinata dal vigente Codice dei contratti pubblici relativo a lavori servizi e forniture - richiede a norma dell'art. 12 l. 241/90 la "predeterminazione" in forma pubblica dei criteri e delle modalità a cui l'Amministrazione deve attenersi, che deve essere ragionevolmente contenuta nell'avviso pubblico, a pena di elusione dei suesposti principi. Infatti i potenziali interessati debbono essere messi in condizione di conoscere, mediante adeguate forme di pubblicità, l'esistenza e la portata degli elementi di valutazione al momento della presentazione delle proposte progettuali, e non già in una fase successiva.
    Nella fattispecie per cui è causa, la Regione Puglia si è limitata a stabilire generiche voci di valutazione in sede di bando, procedendo poi a mezzo della Commissione, dopo la scadenza del termine di presentazione delle domande, ad integrare le predette disposizioni della lex specialis - senza invero che tale facoltà fosse prevista dal bando - mediante scomposizione in nuovi sub criteri, con ripartizione dei relativi punteggi da un punteggio minimo di insufficiente sino al massimo di ottimo, nel rispetto del punteggio massimo complessivo fissato dal bando.
    In disparte la questione dell'obbligo o meno per le Amministrazioni pubbliche di predeterminare interamente in sede di bando (o comunque con atto integrativo precedente la scadenza del termine di presentazione delle domande) i criteri selettivi per l'accesso alle contribuzioni pubbliche, analogamente a quanto oggi imposto nel settore degli appalti dall'art 83 c.4 d.lgs 163/2006 e s.m. - lettura invero condivisibile in applicazione del Trattato UE ed in particolare dei principi ivi contenuti di trasparenza e non discriminazione, - i criteri fissati dal Gruppo tecnico nel verbale n. 2 del 10 luglio 2008 non soddisfano i criteri di analiticità imposti dall'ordinamento.
    Infatti, i sub criteri così individuati - come detto peraltro senza alcuna autorizzazione in tal senso da parte della lex specialis - non delimitando sufficientemente la discrezionalità tecnica della Commissione, non consente di ricostruirne l'iter logico seguito. Tale incongruenza si coglie in tutta la sua evidenza in relazione alla espressione da parte della Commissione di un motivato giudizio nei confronti di altri progetti non ammessi a finanziamento (per es. per eccessiva attività di formazione) a differenza di quanto effettuato nei confronti della ricorrente, con conseguente chiara disparità di trattamento tra i concorrenti, in danno della società ricorrente.
    Le descritte incongruenze si sono poi riverberate nei confronti dell'attività di stretta valutazione tecnica della proposta progettuale, laddove le valutazioni compiute prestano il fianco alle doglianze di difetto ed irragionevolezza di motivazione, pur nel limite del sindacato del G.A. sulla discrezionalità tecnica, da ritenersi limitato al rilievo di indici sintomatici del non corretto esercizio del potere sotto i profili del difetto di motivazione, dell'illogicità manifesta e dell'erroneità dei presupposti di fatto (T.A.R. Campania Napoli, sez. I, 17 giugno 2011, n. 3227).
    Sul punto, il progetto della ricorrente prevede, come molti altri, l'attivazione di un centro informatico per disabili e loro famiglie in conformità agli obiettivi del bando. Mentre però quello della ricorrente ha ricevuto una valutazione di sola sufficienza (punti 2), altri progetti sono stati ritenuti meritevoli del punteggio di discreto (4 punti) o di più che sufficiente (3 punti), senza che sia data la possibilità di ricostruirne l'iter logico seguito.
    Ancora, la documentazione depositata in giudizio dimostra una complessiva sotto stima della proposta progettuale della ricorrente anche in riferimento ad altre voci, quali in particolare al "grado di applicazione delle pari opportunità", laddove risulta per tabulas l'impiego di un maggior numero di operatrici donne nel personale previsto.
    3. Per i suesposti motivi il ricorso è in parte qua fondato e va accolto, con l'effetto di ordinare al Dirigente regionale Servizio Sistema Integrato Servizi sociali la rivalutazione del progetto della ricorrente - come peraltro già statuito in sede di giudizio cautelare - secondo i criteri conformativi di cui in motivazione, mediante indicazione degli elementi che concorrano ad integrare e chiarire la valenza del punteggio complessivo rispetto ai sub-criteri di cui al verbale 2/2008, e le ragioni dell'apprezzamento sinteticamente espresso con l'indicazione alfanumerica, in modo idoneo a consentire l'esercizio del diritto di difesa garantito dagli art 24 e 113 Cost.
    Non ritiene il Collegio che la rivalutazione della proposta progettuale debba essere effettuata da Commissione a composizione diversa, ostandovi sia il disposto di cui all'art 84 c. 12 d.lgs. 163/2006, applicabile per eadem ratio anche alla fattispecie per cui è causa, sia perché nell'ordinamento non è rinvenibile il principio per cui a seguito dell'annullamento giurisdizionale di provvedimenti si debba procedere, per ciò solo, al mutamento del titolare dell'organo che li abbia adottati (Consiglio di Stato sez VI, 30 giugno 2011, n. 3896) salvo il diverso caso in cui siano proposte concomitanti censure nei confronti della composizione dell'organo valutativo, il che non è nella fattispecie per cui è causa.
    4. Ritiene invece il Collegio inammissibili per carenza di interesse le censure rivolte avverso i punteggi assegnati agli altri soggetti concorrenti, atteso che l'interesse azionato in giudizio non consiste nell'annullamento ed integrale ripetizione dell'intero procedimento concorsuale, bensì nell' ottenere l'ammissione al finanziamento richiesto, mediante valutazione ex novo del proprio progetto
    5. Quanto alla domanda risarcitoria contenuta negli atti di motivi aggiunti, la difesa della ricorrente propone due distinte istanze: la prima di risarcimento del danno derivante dalla illegittima mancata concessione del finanziamento spettante, anche sotto il profilo della sola lesione della chance di ottenerlo. La seconda in relazione al ritardo ex art 2-bis l.241/90 nell'ostensione dei format progettuali e della documentazione allegata, ottenuta solamente in seguito all'ordinanza n. 283/2009 di questo Tribunale.
    In relazione alla prima, ritiene il Collegio che la disposta rinnovazione della valutazione del progetto integri allo stato una tutela in forma reale della chance di successo, con esclusione di danni da risarcire per equivalente, a parte il danno emergente legato al ritardo della procedura e alle spese aggiuntive sofferte (ex multis Consiglio Stato, sez. V, 24 marzo 2011, n. 1796).
    Quanto al danno da ritardo per ritardata ostensione di documentazione amministrativa, la giurisprudenza amministrativa anche di questa Sezione, pur aderendo all'orientamento favorevole ritenendo il "bene tempo" meritevole di tutela secondo la clausola atipica del "danno ingiusto" di cui all'art 2043 c.c. (T.A.R. Puglia Bari sez III 25 febbraio 2010 n. 688) non ha mancato di rilevare la necessità per il soggetto danneggiato di fornire la prova anche dell'entità del danno, non potendosi invocare il principio acquisitivo, e dovendo il danneggiato quantomeno allegare circostanze di fatto precise anche ai fini del ricorso a presunzioni semplici, non potendo trovare altrimenti ingresso la valutazione equitativa ex art 1226 c.c. (Consiglio Stato, sez. V, 28 febbraio 2011, n. 1271, T.A.R. Lombardia Milano, sez. I, 02 maggio 2011, n. 1111).
    Ne consegue nella fattispecie, l'infondatezza della domanda, poiché la ricorrente non ha fornito, allo stato, elementi per determinare l'entità del danno a fronte della attuale perdurante possibilità di ottenere comunque il finanziamento pubblico richiesto; soltanto all'esito della rivalutazione del progetto sarà pertanto possibile stabilire, nella sede dell'ottemperanza, l'eventuale sussistenza di danni risarcibili per equivalente.
    6. Per i suesposti motivi va respinta, allo stato, la domanda risarcitoria.
    Sussistono motivi equitativi per disporre la compensazione integrale delle spese di lite, in relazione anche alla reciproca parziale soccombenza.
    P. Q. M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso integrato da motivi aggiunti, come in epigrafe proposto:
    1) lo accoglie parzialmente e per l'effetto annulla, nei limiti dell'interesse, gli atti impugnati e ordina al Dirigente regionale Servizio Sistema Integrato Servizi sociali la rinnovazione della valutazione del progetto della ricorrente, come da motivazione;
    2) lo dichiara parzialmente inammissibile come da motivazione;
    3) respinge l'istanza risarcitoria.
    Spese compensate.
    Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
    Così deciso in Bari nella camera di consiglio del giorno 15 giugno 2011 con l'intervento dei magistrati:
     
    IL PRESIDENTE
    Pietro Morea
    L'ESTENSORE
    Paolo Amovilli
    IL REFERENDARIO
    Rosalba Giansante
     
    Depositata in Segreteria il 13 settembre 2011
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
     

    Codice in tema di ordinamento e mercato del turismo

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    DECRETO LEGISLATIVO 23 maggio 2011 , n. 79

    Codice della normativa statale in tema di ordinamento e  mercato  del
    turismo, a norma dell'articolo 14 della legge 28  novembre  2005,  n.
    246, nonche' attuazione  della  direttiva  2008/122/CE,  relativa  ai
    contratti di multiproprieta', contratti relativi ai prodotti  per  le
    vacanze di lungo  termine,  contratti  di  rivendita  e  di  scambio.
    (11G0123) 
    

     in G.U.R.I. del 6 giugno 2011, n. 129 - Supplemento Ordinario n. 139
                       IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 
     
      Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
      Visto l'articolo 20, commi 3 e 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59; 
      Vista la legge 28  novembre  2005,  n.  246,  ed,  in  particolare,
    l'articolo 14, commi 14, 15 e 18; 
      Visto il decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  303,  recante
    ordinamento della Presidenza del  Consiglio  dei  ministri,  a  norma
    dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59; 
      Visto il decreto legislativo 6  settembre  2005,  n.  206,  recante
    codice del consumo, a norma dell'articolo 7  della  legge  29  luglio
    2003, n. 229; 
      Visto il decreto-legge 18 maggio  2006,  n.  181,  convertito,  con
    modificazioni,  dalla  legge  17  luglio   2006,   n   233,   recante
    disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni  della
    Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri  e  dei  Ministeri,  ed  in
    particolare l'articolo 1, comma 19-bis; 
      Visto il decreto legislativo 1°  dicembre  2009,  n.  179,  recante
    disposizioni legislative statali anteriori al 1° gennaio 1970, di cui
    si ritiene indispensabile la permanenza in vigore; 
      Vista la legge 4 giugno  2010,  n.  96,  recante  disposizioni  per
    l'adempimento di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza  dell'Italia
    alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2009, ed, in  particolare,
    gli articoli 1 e 2, e l'allegato B; 
      Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,
    adottata nella riunione del 19 ottobre 2010; 
      Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nell'Adunanza  del
    13 gennaio 2011; 
      Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui  all'articolo
    8 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  espresso  nella
    seduta del 18 novembre 2010; 
      Acquisiti i pareri delle competenti commissioni parlamentari  della
    Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e preso atto che la
    Commissione parlamentare per la semplificazione non  ha  espresso  il
    parere nei termini prescritti; 
      Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella
    riunione del 5 maggio 2011; 
      Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  del
    Ministro  per  il  turismo,  del  Ministro  per  la   semplificazione
    normativa e del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con  i
    Ministri dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare,
    degli affari esteri, della giustizia, dell'economia e delle  finanze,
    per la pubblica  amministrazione  e  l'innovazione,  dell'istruzione,
    dell'universita'  e  della  ricerca,  per  i  beni  e  le   attivita'
    culturali, del lavoro e delle politiche sociali e per i rapporti  con
    le regioni e per la coesione territoriale; 
     
                                    Emana 
     
                      il seguente decreto legislativo: 
     
                                   Art. 1 
     
           Approvazione del codice della normativa statale in tema 
                    di ordinamento e mercato del turismo 
     
      1. E' approvato il  codice  della  normativa  statale  in  tema  di
    ordinamento e mercato del turismo, di cui all'allegato 1. 
    
            
          
                                   Art. 2 
     
    Modificazioni al decreto legislativo 6 settembre  2005,  n.  206,  in
      attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa  ai  contratti  di
      multiproprieta', contratti relativi ai prodotti per le  vacanze  di
      lungo termine, contratti di rivendita e di scambio 
     
      1. Il titolo IV, capo I, del decreto legislativo 6 settembre  2005,
    n. 206, recante codice del consumo, e' sostituito dal seguente: 
     
                                 "TITOLO IV 
     
                 DISPOSIZIONI RELATIVE AI SINGOLI CONTRATTI 
     
                                   CAPO I 
     
    CONTRATTI DI MULTIPROPRIETA', CONTRATTI RELATIVI AI PRODOTTI  PER  LE
      VACANZE DI LUNGO TERMINE, CONTRATTI DI RIVENDITA E DI SCAMBIO 
     
                                   ART. 69 
     
                                 Definizioni 
     
      1. Ai fini del presente capo, si intende per: 
        a)  "contratto  di  multiproprieta'":  un  contratto  di   durata
    superiore a un anno tramite il  quale  un  consumatore  acquisisce  a
    titolo oneroso il diritto di godimento su uno o piu' alloggi  per  il
    pernottamento per piu' di un periodo di occupazione; 
        b) "contratto relativo a un prodotto  per  le  vacanze  di  lungo
    termine": un contratto di durata superiore a un  anno  ai  sensi  del
    quale un consumatore acquisisce a titolo  oneroso  essenzialmente  il
    diritto di ottenere sconti  o  altri  vantaggi  relativamente  ad  un
    alloggio, separatamente o unitamente al viaggio o ad altri servizi; 
        c) "contratto di rivendita": un contratto ai sensi del  quale  un
    operatore assiste a titolo oneroso un  consumatore  nella  vendita  o
    nell'acquisto di una multiproprieta' o di un prodotto per le  vacanze
    di lungo termine; 
        d) "contratto di scambio": un contratto ai  sensi  del  quale  un
    consumatore partecipa a titolo oneroso a un sistema  di  scambio  che
    gli consente l'accesso all'alloggio per il pernottamento o  ad  altri
    servizi in cambio della concessione ad altri dell'accesso  temporaneo
    ai vantaggi che risultano dai diritti derivanti dal suo contratto  di
    multiproprieta'; 
        e) "operatore": il "professionista", di cui all'articolo 3, comma
    1, lettera c); 
        f) "consumatore": la persona fisica, di cui all'articolo 3, comma
    1, lettera a); 
        g) "contratto accessorio": un contratto ai  sensi  del  quale  il
    consumatore   acquista   servizi   connessi   a   un   contratto   di
    multiproprieta' o a un  contratto  relativo  a  un  prodotto  per  le
    vacanze di lungo termine e forniti dall'operatore o da un terzo sulla
    base di un accordo tra il terzo e l'operatore; 
        h) "supporto  durevole":  qualsiasi  strumento  che  permetta  al
    consumatore  o  all'operatore  di  memorizzare  informazioni  a   lui
    personalmente dirette in  modo  che  possano  essere  utilizzate  per
    riferimento futuro per un periodo di tempo adeguato ai fini cui  sono
    destinate le informazioni e che  consenta  la  riproduzione  immutata
    delle informazioni memorizzate; 
        i) "codice di condotta": un accordo o un insieme  di  regole  che
    definisce  il  comportamento  degli  operatori  che  si  impegnano  a
    rispettare tale codice in relazione a una o piu' pratiche commerciali
    o ad uno o piu' settori d'attivita' specifici; 
        l) "responsabile del codice":  qualsiasi  soggetto,  compresi  un
    operatore o un gruppo di operatori, responsabile dell'elaborazione  e
    della  revisione  di  un  codice  di   condotta   o   del   controllo
    dell'osservanza del codice da parte di coloro che si sono impegnati a
    rispettarlo. 
      2. Nel calcolo della durata di un contratto di multiproprieta' o di
    un contratto relativo a un prodotto per le vacanze di lungo  termine,
    quale definito al comma 1, rispettivamente alle lettere a) e  b),  si
    tiene conto di qualunque disposizione del contratto che  ne  consenta
    il rinnovo tacito o la proroga. 
     
                                   ART. 70 
     
                                 Pubblicita' 
     
      1. Se un contratto di multiproprieta', un contratto relativo  a  un
    prodotto per le vacanze di lungo termine o un contratto di  rivendita
    o di scambio viene offerto al consumatore in persona  nell'ambito  di
    una promozione o di  un'iniziativa  di  vendita,  l'operatore  indica
    chiaramente nell'invito lo scopo commerciale e la natura dell'evento.
    Le informazioni di cui all'articolo 71, comma 1, sono a  disposizione
    del consumatore in qualsiasi momento durante l'evento. 
      2.  E'  fatto  obbligo  all'operatore  di   specificare   in   ogni
    pubblicita' la  possibilita'  di  ottenere  le  informazioni  di  cui
    all'articolo 71, comma  1,  e  di  indicare  le  modalita'  sul  come
    ottenerle. 
      3. Una multiproprieta' o  un  prodotto  per  le  vacanze  di  lungo
    termine non sono commercializzati o venduti come investimenti. 
     
                                   ART. 71 
     
                        Informazioni precontrattuali 
     
      1. In tempo utile prima che il  consumatore  sia  vincolato  da  un
    contratto o da un'offerta, l'operatore fornisce  al  consumatore,  in
    maniera chiara e comprensibile, informazioni accurate e  sufficienti,
    secondo le seguenti modalita': 
        a) nel caso  di  un  contratto  di  multiproprieta',  tramite  il
    formulario informativo di cui all'allegato II- bis e le  informazioni
    elencate nella parte 3 di detto formulario; 
        b) nel caso di un contratto relativo a un prodotto per le vacanze
    di  lungo  termine,  tramite  il  formulario   informativo   di   cui
    all'allegato II-ter e le informazioni elencate nella parte 3 di detto
    formulario; 
        c) nel caso di un contratto di rivendita, tramite  il  formulario
    informativo di cui all'allegato II-quater e le informazioni  elencate
    nella parte 3 di detto formulario; 
        d) nel caso di un contratto di  scambio,  tramite  il  formulario
    informativo  di  cui  all'allegato  II-quinquies  e  le  informazioni
    elencate nella parte 3 di detto formulario. 
      2. Le informazioni di cui al comma 1 sono fornite a titolo gratuito
    dall'operatore  su  carta  o  altro  supporto   durevole   facilmente
    accessibile al consumatore. 
      3. Le informazioni di cui al comma 1,  sono  redatte  nella  lingua
    italiana e in una delle lingue dello Stato dell'Unione europea in cui
    il consumatore risiede oppure  di  cui  e'  cittadino,  a  scelta  di
    quest'ultimo, purche' si tratti di una lingua ufficiale della  Unione
    europea. 
     
                                   ART. 72 
     
                           Requisiti del contratto 
     
      
      1. Il contratto  deve  essere  redatto  per  iscritto,  a  pena  di
    nullita', su carta o altro supporto durevole, nella lingua italiana e
    in una delle  lingue  dello  Stato  dell'Unione  europea  in  cui  il
    consumatore risiede oppure di cui e' cittadino, a sua scelta, purche'
    si tratti di una lingua ufficiale della Unione europea. 
      2. Nel caso di un contratto di multiproprieta' relativo a  un  bene
    immobile specifico, e' fatto  obbligo  all'operatore  di  fornire  al
    consumatore anche una traduzione conforme del contratto nella  lingua
    dello Stato dell'Unione europea in cui e' situato l'immobile. 
      3. In ogni caso, per qualsiasi tipo di contratto  disciplinato  dal
    presente Capo, all'operatore  che  svolge  la  propria  attivita'  di
    vendita nel territorio nazionale  e'  fatto  obbligo  di  fornire  al
    consumatore il relativo contratto anche nella lingua italiana. 
      4. Le informazioni di cui all'articolo 71, comma  1,  costituiscono
    parte integrante e sostanziale del contratto  e  non  possono  essere
    modificate salvo qualora  vi  sia  l'accordo  esplicito  delle  parti
    oppure qualora le modifiche siano causate da circostanze  eccezionali
    e imprevedibili, indipendenti dalla volonta' dell'operatore,  le  cui
    conseguenze non avrebbero potuto essere evitate neanche con la dovuta
    diligenza. Tali modifiche, indicate espressamente nel contratto, sono
    comunicate al consumatore su carta o altro supporto  durevole  a  lui
    facilmente accessibile, prima della conclusione del contratto. 
      5.  Il  contratto  contiene,  oltre  alle   informazioni   di   cui
    all'articolo 71, comma 1, i seguenti ulteriori elementi: 
        a) l'identita', il luogo di residenza  e  la  firma  di  ciascuna
    delle parti; 
        b) la data e il luogo di conclusione del contratto. 
      6. Prima della conclusione del  contratto  l'operatore  informa  il
    consumatore sulle clausole contrattuali concernenti  l'esistenza  del
    diritto  di  recesso,  la  durata  del  periodo  di  recesso  di  cui
    all'articolo 73 e il divieto di versare acconti durante il periodo di
    recesso di cui all'articolo 76, le quali devono  essere  sottoscritte
    separatamente dal consumatore. Il  contratto  include  un  formulario
    separato di recesso, come riportato nell'allegato  II-sexies,  inteso
    ad agevolare  l'esercizio  del  diritto  di  recesso  in  conformita'
    all'articolo 73. 
      7. Il consumatore riceve una  copia  o  piu'  copie  del  contratto
    all'atto della sua conclusione. 
     
                                 ART. 72-bis 
     
         Obbligo di fideiussione per i contratti di multiproprieta' 
     
      
      1. L'operatore  non  avente  la  forma  giuridica  di  societa'  di
    capitali ovvero con un capitale sociale versato inferiore a 5.500.000
    euro e non avente sede legale e sedi secondarie nel territorio  dello
    Stato  e'  obbligato  a  prestare  idonea  fideiussione  bancaria   o
    assicurativa a garanzia della corretta esecuzione del contratto. 
      2. L'operatore e' in ogni caso obbligato  a  prestare  fideiussione
    bancaria o assicurativa allorquando l'alloggio oggetto del  contratto
    di  multiproprieta'  sia  in  corso  di   costruzione,   a   garanzia
    dell'ultimazione dei lavori. 
      3. Delle fideiussioni deve farsi espressa menzione nel contratto di
    multiproprieta' a pena di nullita'. 
      4. Le garanzie di cui ai  commi  1  e  2  non  possono  imporre  al
    consumatore la preventiva esclusione dell'operatore. 
     
                                   ART. 73 
     
                             Diritto di recesso 
     
      1. Al consumatore e' concesso un  periodo  di  quattordici  giorni,
    naturali e consecutivi, per recedere, senza  specificare  il  motivo,
    dal contratto di multiproprieta', dal contratto relativo  a  prodotti
    per le vacanze di lungo termine, dal  contratto  di  rivendita  e  di
    scambio. 
      2. Il periodo di recesso si calcola: 
        a) dal giorno della conclusione del contratto  definitivo  o  del
    contratto preliminare; 
        b)  dal  giorno  in  cui  il  consumatore  riceve  il   contratto
    definitivo o il contratto preliminare, se posteriore alla data di cui
    alla lettera a). 
      3. Il periodo di recesso scade: 
        a) dopo un anno e quattordici giorni a decorrere  dalla  data  di
    cui al comma 2 del presente articolo  se  il  formulario  di  recesso
    separato previsto all'articolo 72, comma 4, non  e'  stato  compilato
    dall'operatore e consegnato al consumatore per iscritto, su  carta  o
    altro supporto durevole; 
        b) dopo tre mesi e quattordici giorni a partire dalla data di cui
    al  comma  2  del  presente  articolo  se  le  informazioni  di   cui
    all'articolo  71,  comma  1,  incluso   il   formulario   informativo
    applicabile di cui agli allegati da III a VI, non sono state  fornite
    al consumatore per iscritto, su carta o altro supporto durevole. 
      4. Se il formulario separato di recesso previsto  all'articolo  72,
    comma  4,  e'  stato  compilato  dall'operatore   e   consegnato   al
    consumatore per iscritto, su carta o altro supporto  durevole,  entro
    un anno dalla data di cui  al  comma  2  del  presente  articolo,  il
    periodo  di  recesso  inizia  a  decorrere  dal  giorno  in  cui   il
    consumatore riceve tale formulario. Analogamente, se le  informazioni
    di cui all'articolo 71, comma 1, incluso  il  formulario  informativo
    applicabile di cui agli allegati da III a VI, sono state  fornite  al
    consumatore per iscritto, su carta o altro supporto  durevole,  entro
    tre mesi dal giorno di cui al  comma  2  del  presente  articolo,  il
    periodo  di  recesso  inizia  a  decorrere  dal  giorno  in  cui   il
    consumatore riceve tali informazioni. 
      5. Nel  caso  in  cui  il  contratto  di  scambio  sia  offerto  al
    consumatore contestualmente al contratto di multiproprieta',  ai  due
    contratti si applica un unico periodo  di  recesso  conformemente  al
    comma 1. Il periodo di recesso  per  i  due  contratti  e'  calcolato
    secondo le disposizioni del comma 2. 
     
                                   ART. 74 
     
          Modalita' di esercizio ed effetti del diritto di recesso 
     
      1. Il diritto di recesso  da  parte  del  consumatore  si  esercita
    dandone comunicazione scritta, su carta o altro supporto durevole che
    assicuri la  prova  della  spedizione  anteriore  alla  scadenza  del
    periodo di  recesso,  alla  persona  indicata  nel  contratto  o,  in
    mancanza, all'operatore. 
      2. All'uopo,  il  consumatore  puo'  utilizzare  il  formulario  di
    recesso di  cui  all'allegato  VII  fornito  dall'operatore  a  norma
    dell'articolo 72, comma 4. 
      3. L'esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore, nei
    modi indicati al comma  1,  pone  fine  all'obbligo  delle  parti  di
    eseguire il contratto. 
      4. Il consumatore che esercita il diritto di recesso, non  sostiene
    alcuna spesa, non  e'  tenuto  a  pagare  alcuna  penalita',  ne'  e'
    debitore del valore corrispondente all'eventuale servizio reso  prima
    del recesso. 
     
                                   ART. 75 
     
                                   Acconti 
     
      1. Per i contratti di multiproprieta', relativi a prodotti  per  le
    vacanze di lungo termine e di scambio e' vietato qualunque versamento
    di  danaro  a   titolo   di   acconto,   prestazione   di   garanzie,
    l'accantonamento di denaro  sotto  forma  di  deposito  bancario,  il
    riconoscimento esplicito di debito od ogni altro onere da parte di un
    consumatore a favore dell'operatore o di un terzo  prima  della  fine
    del periodo di recesso in conformita' dell'articolo 73. 
      2. Per i contratti di  rivendita  e'  vietata  qualunque  forma  di
    versamento di denaro a titolo di acconto,  prestazione  di  garanzie,
    l'accantonamento di denaro  sotto  forma  di  deposito  bancario,  il
    riconoscimento esplicito del debito od ogni altro onere da  parte  di
    un consumatore a favore dell'operatore o di un  terzo  prima  che  la
    vendita abbia effettivamente luogo o che sia posta fine in altro modo
    al contratto di rivendita. 
     
                                   ART. 76 
     
    Disposizioni specifiche concernenti i contratti relativi  a  prodotti
                       per le vacanze di lungo termine 
     
      1. Per i contratti relativi a prodotti  per  le  vacanze  di  lungo
    termine, il pagamento e' effettuato secondo scadenze  periodiche.  E'
    vietato qualsiasi pagamento del prezzo specificato nel contratto  che
    non sia conforme  al  piano  di  pagamento  periodico  concordato.  I
    pagamenti, comprese le quote di affiliazione, sono ripartiti in  rate
    annuali, ciascuna di pari  valore,  fermo  restando  gli  adeguamenti
    riferiti  ai  sistemi  di  indicizzazione   previsti   dalla   legge.
    L'operatore invia una richiesta scritta  di  pagamento,  su  carta  o
    altro  supporto  durevole,  almeno  quattordici  giorni,  naturali  e
    consecutivi, prima di ciascuna data di esigibilita'. 
      2. Fatto salvo quanto previsto  dall'articolo  73,  a  partire  dal
    secondo  pagamento  rateale,  il  consumatore  puo'  porre  fine   al
    contratto senza incorrere in  penali  dando  preavviso  all'operatore
    entro quattordici giorni, naturali  e  consecutivi,  dalla  ricezione
    della richiesta di pagamento per ciascuna rata. 
     
                                   ART. 77 
     
                     Risoluzione dei contratti accessori 
     
      
      1. L'esercizio da parte del consumatore del diritto di recesso  dal
    contratto di multiproprieta' o dal contratto relativo a  un  prodotto
    per le vacanze di lungo  termine  comporta  automaticamente  e  senza
    alcuna spesa per il consumatore la risoluzione di tutti  i  contratti
    di  scambio  ad  esso  accessori  e  di  qualsiasi  altro   contratto
    accessorio. 
      2.  Fatto  salvo  quanto  previsto   dagli   articoli   125-ter   e
    125-quinquies del decreto legislativo 1° settembre 1993, n.  385,  in
    materia di contratti di credito  ai  consumatori,  se  il  prezzo  e'
    interamente  o  parzialmente  coperto  da  un  credito  concesso   al
    consumatore dall'operatore o da un terzo in base a un accordo fra  il
    terzo e l'operatore, il contratto di credito e' risolto  senza  costi
    per il consumatore qualora il  consumatore  eserciti  il  diritto  di
    recesso dal contratto di multiproprieta', dal  contratto  relativo  a
    prodotti per  le  vacanze  di  lungo  termine,  o  dal  contratto  di
    rivendita o di scambio. 
     
                                   ART. 78 
     
    Carattere  imperativo  delle  disposizioni  e  applicazione  in  casi
                               internazionali 
     
      
      1. Sono nulle le  clausole  contrattuali  o  i  patti  aggiunti  di
    rinuncia del consumatore ai diritti previsti dal presente capo  o  di
    limitazione delle responsabilita' previste a carico dell'operatore. 
      2. Per le controversie  derivanti  dall'applicazione  del  presente
    capo, la competenza territoriale  inderogabile  e'  del  giudice  del
    luogo di residenza o di domicilio del  consumatore,  se  ubicati  nel
    territorio dello Stato. 
      3. Ove le parti abbiano scelto di applicare ai contratti di cui  al
    presente capo,  una  legislazione  diversa  da  quella  italiana,  al
    consumatore devono comunque  essere  riconosciute  le  condizioni  di
    tutela previste dal presente capo. 
      4.  Ove   la   legge   applicabile   sia   quella   di   un   paese
    extracomunitario, i consumatori  non  possono  essere  privati  della
    tutela garantita dal presente codice, nel caso di: 
        a) uno qualsiasi dei beni immobili  interessati  e'  situato  sul
    territorio nazionale o di uno Stato dell'Unione europea; 
        b) nel caso di un contratto non  direttamente  collegato  a  beni
    immobili, l'operatore svolga attivita' commerciali o professionali in
    Italia o in uno Stato dell'Unione europea o  diriga  tali  attivita',
    con qualsiasi mezzo, verso l'Italia o uno Stato dell'Unione europea e
    il contratto rientri nell'ambito di dette attivita'. 
     
                                   ART. 79 
     
                   Tutela amministrativa e giurisdizionale 
     
      
      1. Al fine di garantire il rispetto  delle  disposizioni  contenute
    nel presente capo da parte degli  operatori,  i  consumatori  possono
    utilizzare gli strumenti specifici di cui agli articoli 27, 139,140 e
    140-bis del presente Codice. 
      2. E' comunque fatta salva la giurisdizione del giudice ordinario. 
     
                                   ART. 80 
     
          Informazioni per i consumatori e ricorso extragiudiziale 
     
      1. L'operatore puo' adottare appositi codici di  condotta,  secondo
    le modalita' di cui all'articolo 27-bis. 
      2.  Per  la  risoluzione  delle  controversie   sorte   dall'esatta
    applicazione  dei  contratti  disciplinati  dal  presente   capo   e'
    possibile ricorrere alle procedure di mediazione, di cui  al  decreto
    legislativo 4 marzo 2010, n. 28. E' fatta salva  la  possibilita'  di
    utilizzare le  procedure  di  negoziazione  volontaria  e  paritetica
    previste dall'articolo 2, comma 2, dello stesso decreto legislativo 4
    marzo 2010, n. 28. 
     
                                   ART. 81 
     
                                  Sanzioni 
     
      1.  Salvo  che  il  fatto  costituisca   reato,   l'operatore   che
    contravviene alle norme di cui agli articoli 70, commi 1 e 2, 71, 72,
    72-bis, 75, 76 e 77, e' punito, per ogni singola violazione,  con  la
    sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 5.000 euro. 
      2.  Si  applica  la  sanzione   amministrativa   accessoria   della
    sospensione dall'esercizio dell'attivita' da 30  giorni  a  sei  mesi
    all'operatore  che  abbia  commesso  una  ripetuta  violazione  delle
    disposizioni di cui al comma 1. 
      3. Ai fini dell'accertamento  dell'infrazione  e  dell'applicazione
    della sanzione, si applica l'articolo 62, comma 3. 
     
                                 ART. 81-bis 
     
                    Tutela in base ad altre disposizioni 
     
      1. Le disposizioni del presente capo non escludono, ne' limitano  i
    diritti  che  sono  attribuiti  al   consumatore   da   altre   norme
    dell'ordinamento giuridico. 
      2. Per quanto non previsto  dal  presente  capo,  si  applicano  le
    disposizioni del codice civile in tema di contratti.". 
      2. Al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, sono aggiunti i
    seguenti allegati: 
     
                                                         "ALLEGATO II-bis 
                                     (di cui all'articolo 71,  comma 1, e 
                                    all'articolo 73, commi 3, lettera b), 
                                                                     e 4) 
     
          FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI DI MULTIPROPRIETA' 
     
    Parte 1: 
      Identita', luogo di residenza e stato  giuridico  dell'operatore  o
    degli operatori che saranno parti del contratto: 
      Breve descrizione del prodotto (ad  esempio  descrizione  del  bene
    immobile): 
      Natura e contenuto esatti del diritto o dei diritti: 
      Indicazione  precisa  del  periodo  entro  il  quale  puo'   essere
    esercitato il diritto oggetto del contratto ed eventualmente  la  sua
    durata: 
      Data a partire dalla quale  il  consumatore  potra'  esercitare  il
    diritto oggetto del contratto: 
      Se il contratto riguarda un bene immobile specifico in costruzione,
    data  in  cui   l'alloggio   e   i   servizi/le   strutture   saranno
    completati/disponibili: 
      Prezzo che il consumatore deve corrispondere per l'acquisizione del
    diritto o dei diritti: 
      Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori  imposti  dal
    contratto; tipo di costi e  indicazione  degli  importi  (ad  esempio
    quote annuali, altre quote  ricorrenti,  prelievi  speciali,  imposte
    locali): 
      Sintesi dei servizi fondamentali a disposizione del consumatore (ad
    esempio elettricita', acqua, manutenzione,  raccolta  di  rifiuti)  e
    indicazione dell'importo che il  consumatore  deve  pagare  per  tali
    servizi: 
      Sintesi delle strutture a disposizione del consumatore (ad  esempio
    piscina o sauna): 
      Tali strutture sono incluse nei costi indicati in precedenza? 
      In caso negativo, specificare quelli inclusi e quelli a pagamento: 
      E' possibile aderire ad un sistema di scambio? 
      In caso affermativo, specificare il nome del sistema di scambio: 
      Indicazione dei costi di affiliazione/scambio: 
      L'operatore ha sottoscritto uno o piu' codici di condotta? In  caso
    affermativo, dove possono essere reperiti? 
      
    Parte 2: 
    Informazioni generali: 
      Il consumatore ha il  diritto  di  recedere  dal  contratto,  senza
    indicarne le  ragioni,  entro  quattordici  giorni  di  calendario  a
    decorrere dalla conclusione del contratto o  di  qualsiasi  contratto
    preliminare  vincolante  ovvero  dalla  data  di  ricezione  di  tali
    contratti se posteriore. 
      Durante il periodo di recesso e' vietato  qualsiasi  versamento  di
    denaro a titolo di acconto  da  parte  del  consumatore.  Il  divieto
    riguarda qualsiasi onere, incluso il  pagamento,  la  prestazione  di
    garanzie,  l'accantonamento  di  denaro  sotto  forma   di   deposito
    bancario, il riconoscimento esplicito di debito,  ecc.,  e  comprende
    non solo il pagamento a favore dell'operatore, bensi' anche di terzi. 
      Il consumatore non dovra' sostenere costi od  obblighi  diversi  da
    quelli stabiliti nel contratto. 
      In conformita' del diritto  internazionale  privato,  il  contratto
    puo' essere disciplinato da una legge diversa da quella  dello  Stato
    membro di  residenza  o  domicilio  abituale  del  consumatore  e  le
    eventuali   controversie   possono   essere   deferite   ad    organi
    giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di  residenza  o
    domicilio abituale del consumatore. 
      Firma del consumatore:                             
    Parte 3: 
      Informazioni  supplementari  cui  ha  diritto  il   consumatore   e
    indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad  esempio  indicazione
    del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso: 
    1) INFORMAZIONI IN MERITO AI DIRITTI ACQUISITI 
      Condizioni poste a disciplina dell'esercizio  del  diritto  oggetto
    del contratto sul territorio dello Stato membro o degli Stati  membri
    in cui il bene o i beni interessati sono situati, indicazione se tali
    condizioni siano state rispettate o meno e, in caso  negativo,  quali
    condizioni debbano  ancora  essere  rispettate,qualora  il  contratto
    conferisca il diritto ad occupare un alloggio da selezionare tra  una
    serie di alloggi, informazioni sulle  restrizioni  alle  possibilita'
    del consumatore di  occupare  in  qualsiasi  momento  uno  di  questi
    alloggi. 
    2) INFORMAZIONI SUI BENI 
      Se il contratto riguarda un bene immobile specifico, la descrizione
    accurata e dettagliata di tale bene e della  sua  ubicazione;  se  il
    contratto riguarda una serie di beni (multilocalita'), la descrizione
    appropriata dei  beni  e  della  loro  ubicazione;  se  il  contratto
    riguarda una sistemazione diversa da quella in un bene  immobile,  la
    descrizione appropriata della sistemazione e delle strutture, 
      servizi (ad esempio elettricita', acqua, manutenzione, raccolta  di
    rifiuti) cui il consumatore ha o avra' accesso e relative condizioni, 
      eventuali strutture comuni, quali  piscina,  sauna,  ecc.,  cui  il
    consumatore ha o potra' avere accesso e relative condizioni. 
    3) NORME AGGIUNTIVE  RIGUARDANTI  GLI  ALLOGGI  IN  COSTRUZIONE  (ove
    applicabile) 
      Stato di completamento dell'alloggio e dei servizi che  lo  rendono
    pienamente  fruibile  (gas,  elettricita',   acqua   e   collegamenti
    telefonici) e qualsiasi struttura cui il consumatore avra' accesso, 
      termine di completamento dell'alloggio e dei servizi che lo rendono
    pienamente  fruibile  (gas,  elettricita',   acqua   e   collegamenti
    telefonici) e una stima ragionevole del termine di  completamento  di
    qualsiasi struttura cui il consumatore avra' accesso, 
      numero  della  licenza  edilizia  e  nome  e   indirizzo   completi
    dell'autorita' o delle autorita' competenti, 
      garanzia quanto al completamento dell'alloggio  o  al  rimborso  di
    ogni pagamento effettuato qualora l'alloggio non  sia  completato  ed
    eventuali  condizioni  che  disciplinano  il  funzionamento  di  tali
    garanzie. 
    4) INFORMAZIONI SUI COSTI 
      Descrizione accurata e appropriata di tutti  i  costi  connessi  al
    contratto di multiproprieta'; di come tali  costi  saranno  ripartiti
    fra i consumatori e di come e quando tali costi possano aumentare; il
    metodo di calcolo dell'ammontare delle spese relative all'occupazione
    del bene, le spese obbligatorie (ad esempio imposte  e  tasse)  e  le
    spese amministrative generali (ad esempio per gestione,  manutenzione
    e riparazioni), 
      eventuali informazioni relative  a  spese,  ipoteche,  privilegi  o
    altri gravami registrati sul bene. 
    5) INFORMAZIONI SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO 
      Eventuali informazioni sulle disposizioni  per  la  risoluzione  di
    contratti accessori e sulle conseguenze di tale risoluzione, 
      condizioni di risoluzione del  contratto,  relative  conseguenze  e
    informazioni  su  qualsiasi  responsabilita'  del   consumatore   per
    eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa. 
    6) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI 
      Informazioni  sulle  modalita'  con   cui   sono   organizzate   la
    manutenzione e le riparazioni del bene e l'amministrazione e gestione
    dello stesso, specificando se e come i consumatori possono influire e
    partecipare alle decisioni in materia, 
      informazioni sulla possibilita' o meno di aderire a un sistema  per
    la rivendita  dei  diritti  contrattuali,  informazioni  sul  sistema
    pertinente e indicazione dei costi connessi con la rivendita mediante
    tale sistema, 
      indicazione della lingua o delle lingue che si possono usare per le
    comunicazioni con l'operatore per quanto riguarda  il  contratto,  ad
    esempio in relazione alle decisioni gestionali, all'aumento dei costi
    e al trattamento di richieste e reclami, 
      eventuale  possibilita'  di   risoluzione   extragiudiziale   delle
    controversie. 
      Conferma della ricezione delle informazioni. 
      Firma del consumatore. 
     
                                                          ALLEGATO II-ter 
                            (di cui all'articolo 71, comma 1, lettera b), 
                             e all'articolo 73, commi 3, lettera b), e 4) 
      
     
         FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI RELATIVI A PRODOTTI 
                       PER LE VACANZE DI LUNGO TERMINE 
     
    Parte 1: 
      Identita', luogo di residenza e stato  giuridico  dell'operatore  o
    degli operatori che saranno parti del contratto. 
      Breve descrizione del prodotto. 
      Natura e contenuto esatti del diritto o dei diritti. 
      Indicazione  precisa  del  periodo  entro  il  quale  puo'   essere
    esercitato il diritto  oggetto  del  contratto  ed  eventualmente  la
    durata del regime instaurato. 
      Data a partire dalla quale  il  consumatore  potra'  esercitare  il
    diritto oggetto del contratto. 
      Prezzo che il consumatore deve corrispondere per l'acquisizione del
    diritto o dei diritti, inclusi i costi ricorrenti che il  consumatore
    dovra' presumibilmente sostenere in conseguenza del  suo  diritto  di
    ottenere accesso all'alloggio,  del  viaggio  e  di  qualsiasi  altro
    prodotto o servizio connesso come specificato. 
      Piano di pagamento scaglionato  che  stabilisce  le  rate  di  pari
    importo per ciascun anno di durata del contratto  per  il  prezzo  in
    questione e date in cui devono essere versate. 
      Dopo il primo anno, gli importi successivi possono essere  adeguati
    per assicurare che sia mantenuto il valore reale  di  tali  rate,  ad
    esempio per tenere conto dell'inflazione. 
      Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori  imposti  dal
    contratto; tipo di costi e  indicazione  degli  importi  (ad  esempio
    quote annuali di affiliazione). 
      Sintesi dei servizi fondamentali a disposizione del consumatore (ad
    esempio soggiorni in albergo e voli scontati). 
      Sono inclusi nei costi indicati in precedenza? 
      In caso negativo, specificare quelli inclusi e quelli  a  pagamento
    (ad esempio soggiorno di tre notti incluso  nella  quota  annuale  di
    affiliazione; qualsiasi  altra  sistemazione  deve  essere  pagata  a
    parte). 
      L'operatore ha sottoscritto uno o piu' codici di condotta? In  caso
    affermativo, dove possono essere reperiti? 
    Parte 2: 
    Informazioni generali: 
      Il consumatore ha il  diritto  di  recedere  dal  contratto,  senza
    indicarne le  ragioni,  entro  quattordici  giorni  di  calendario  a
    decorrere dalla conclusione del contratto o  di  qualsiasi  contratto
    preliminare  vincolante  ovvero  dalla  data  di  ricezione  di  tali
    contratti se posteriore. 
      Durante il periodo di recesso e' vietato  qualsiasi  versamento  di
    denaro a titolo di acconto  da  parte  del  consumatore.  Il  divieto
    riguarda qualsiasi onere, incluso il  pagamento,  la  prestazione  di
    garanzie,  l'accantonamento  di  denaro  sotto  forma   di   deposito
    bancario, il riconoscimento esplicito di debito,  ecc.,  e  comprende
    non solo il pagamento a favore dell'operatore, bensi' anche di terzi. 
      Il consumatore ha il diritto  di  porre  fine  al  contratto  senza
    incorrere in penali dando preavviso all'operatore  entro  quattordici
    giorni di calendario dalla ricezione della richiesta di pagamento per
    ciascuna rata annuale. 
      Il consumatore non dovra' sostenere spese od  obblighi  diversi  da
    quelli specificati nel contratto. 
      In conformita' del diritto  internazionale  privato,  il  contratto
    puo' essere disciplinato da una legge diversa da quella  dello  Stato
    membro di  residenza  o  domicilio  abituale  del  consumatore  e  le
    eventuali   controversie   possono   essere   deferite   ad    organi
    giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di  residenza  o
    domicilio abituale del consumatore. 
      Firma del consumatore. 
    Parte 3: 
    Informazioni  supplementari  cui  ha   diritto   il   consumatore   e
    indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad  esempio  indicazione
    del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso: 
    1) INFORMAZIONI SUI DIRITTI ACQUISITI 
      Descrizione appropriata e corretta  degli  sconti  disponibili  per
    future prenotazioni, illustrata con una serie di  esempi  di  offerte
    recenti, 
      informazioni sulle restrizioni alla possibilita' del consumatore di
    godere dei diritti, quali la disponibilita'  limitata  o  le  offerte
    proposte in base all'ordine  di  arrivo  o  i  termini  previsti  per
    promozioni particolari e sconti speciali. 
    2) INFORMAZIONI SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO 
      Eventuali  informazioni  sulle  modalita'  per  la  risoluzione  di
    contratti accessori e sulle conseguenze di tale risoluzione, 
      condizioni di risoluzione del  contratto,  relative  conseguenze  e
    informazioni  su  qualsiasi  responsabilita'  del   consumatore   per
    eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa. 
    3) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI 
      Indicazione  della  lingua  o  delle  lingue  che  possono   essere
    utilizzate per le comunicazioni con l'operatore per  quanto  riguarda
    il contratto, ad esempio in relazione al trattamento di  richieste  e
    reclami, 
      eventuale  possibilita'  di   risoluzione   extragiudiziale   delle
    controversie. 
      Conferma della ricezione delle informazioni. 
      Firma del consumatore. 
      
     
                                                       ALLEGATO-II quater 
                            (di cui all'articolo 71, comma 1, lettera c), 
                              e all'articolo 73, commi 3, lettera b) e 4) 
     
             FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI DI RIVENDITA 
     
    Parte 1: 
      Identita', luogo di residenza e stato  giuridico  dell'operatore  o
    degli operatori che saranno parti del contratto. 
      Breve descrizione dei servizi (ad esempio commercializzazione). 
      Durata del contratto. 
      Prezzo che il consumatore deve  corrispondere  per  l'acquisto  dei
    servizi. 
      Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori  imposti  dal
    contratto; tipo di costi e  indicazione  degli  importi  (ad  esempio
    imposte locali, parcelle notarili, costi inerenti alla pubblicita'). 
      L'operatore ha sottoscritto uno o piu' codici di condotta? In  caso
    affermativo, dove possono essere reperiti? 
    Parte 2: 
    Informazioni generali: 
      Il consumatore ha il  diritto  di  recedere  dal  contratto,  senza
    indicarne le  ragioni,  entro  quattordici  giorni  di  calendario  a
    decorrere dalla conclusione del contratto o  di  qualsiasi  contratto
    preliminare  vincolante  ovvero  dalla  data  di  ricezione  di  tali
    contratti se posteriore. 
      E' vietato qualsiasi versamento di denaro a titolo  di  acconto  da
    parte del consumatore  fino  al  momento  in  cui  la  vendita  abbia
    effettivamente avuto luogo o  sia  stata  altrimenti  posta  fine  al
    contratto di rivendita. Il divieto riguarda qualsiasi onere,  incluso
    il pagamento, la prestazione di garanzie, l'accantonamento di  denaro
    sotto forma di deposito  bancario,  il  riconoscimento  esplicito  di
    debito,  ecc.,  e  comprende  non  solo   il   pagamento   a   favore
    dell'operatore, bensi' anche di terzi. 
      Il consumatore non dovra' sostenere costi od  obblighi  diversi  da
    quelli specificati nel contratto. 
      In conformita' del diritto  internazionale  privato,  il  contratto
    puo' essere disciplinato da una legge diversa da quella  dello  Stato
    membro di  residenza  o  domicilio  abituale  del  consumatore  e  le
    eventuali   controversie   possono   essere   deferite   ad    organi
    giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di  residenza  o
    domicilio abituale del consumatore. 
      Firma del consumatore. 
    Parte 3: 
    Informazioni  supplementari  cui  ha   diritto   il   consumatore   e
    indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad  esempio  indicazione
    del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso: 
      condizioni di risoluzione del  contratto,  relative  conseguenze  e
    informazioni  su  qualsiasi  responsabilita'  del   consumatore   per
    eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa, 
      indicazione  della  lingua  o  delle  lingue  che  possono   essere
    utilizzate per le comunicazioni con l'operatore per  quanto  riguarda
    il contratto, ad esempio in relazione al trattamento di  richieste  e
    reclami, 
      eventuale  possibilita'  di   risoluzione   extragiudiziale   delle
    controversie. 
      Conferma della ricezione delle informazioni. 
      Firma del consumatore. 
     
                                                    ALLEGATO II-quinquies 
                            (di cui all'articolo 71, comma 1, lettera d), 
                             e all'articolo 73, commi 3, lettera b), e 4) 
     
              FORMULARIO INFORMATIVO PER I CONTRATTI DI SCAMBIO 
     
    Parte 1: 
      Identita', luogo di residenza e stato  giuridico  dell'operatore  o
    degli operatori che saranno parti del contratto: 
      Breve descrizione del prodotto. 
      Natura e contenuto esatti del diritto o dei diritti. 
      Indicazione  precisa  del  periodo  entro  il  quale  puo'   essere
    esercitato il diritto  oggetto  del  contratto  ed  eventualmente  la
    durata del regime instaurato. 
      Data a partire dalla quale  il  consumatore  potra'  esercitare  il
    diritto oggetto del contratto. 
      Prezzo che il consumatore deve corrispondere per lo  scambio  delle
    quote di affiliazione. 
      Breve descrizione dei costi supplementari obbligatori  imposti  dal
    contratto; tipo dei costi e indicazione  degli  importi  (ad  esempio
    quote di rinnovo, altre quote ricorrenti, prelievi speciali,  imposte
    locali). 
      Sintesi dei servizi fondamentali a disposizione del consumatore. 
      Sono inclusi nei costi indicati in precedenza? 
      In caso contrario, specificare quelli inclusi e quelli a  pagamento
    (tipologia dei costi e indicazione  degli  importi;  ad  esempio  una
    stima del prezzo dovuto per singole operazioni di  scambio,  comprese
    eventuali spese aggiuntive). 
      L'operatore ha sottoscritto uno o piu' codici di condotta? In  caso
    affermativo, dove possono essere reperiti? 
    Parte 2: 
    Informazioni generali: 
      Il consumatore ha il  diritto  di  recedere  dal  contratto,  senza
    indicarne le  ragioni,  entro  quattordici  giorni  di  calendario  a
    decorrere dalla conclusione del contratto o  di  qualsiasi  contratto
    preliminare  vincolante  ovvero  dalla  data  di  ricezione  di  tali
    contratti se posteriore. Nel caso in cui il contratto di scambio  sia
    offerto   congiuntamente   e   contestualmente   al   contratto    di
    multiproprieta', ai due contratti si  applica  un  unico  periodo  di
    recesso. 
      Durante il periodo di recesso e' vietato  qualsiasi  versamento  di
    denaro a titolo di acconto  da  parte  del  consumatore.  Il  divieto
    riguarda qualsiasi onere, incluso il  pagamento,  la  prestazione  di
    garanzie,  l'accantonamento  di  denaro  sotto  forma   di   deposito
    bancario, il riconoscimento esplicito di debito,  ecc.,  e  comprende
    non solo il pagamento a favore dell'operatore, bensi' anche di terzi. 
      Il consumatore non dovra' sostenere costi od  obblighi  diversi  da
    quelli specificati nel contratto. 
      In conformita' del diritto  internazionale  privato,  il  contratto
    puo' essere disciplinato da una legge diversa da quella  dello  Stato
    membro di  residenza  o  domicilio  abituale  del  consumatore  e  le
    eventuali   controversie   possono   essere   deferite   ad    organi
    giurisdizionali diversi da quelli dello Stato membro di  residenza  o
    domicilio abituale del consumatore. 
      Firma del consumatore. 
    Parte 3: 
    Informazioni  supplementari  cui  ha   diritto   il   consumatore   e
    indicazioni specifiche per poterle ottenere (ad  esempio  indicazione
    del capitolo di un opuscolo generale) se non fornite in appresso: 
    1) INFORMAZIONI SUI DIRITTI ACQUISITI 
      Spiegazione del funzionamento del sistema di scambio;  possibilita'
    e modalita'  di  scambio;  indicazione  del  valore  attribuito  alla
    multiproprieta' del consumatore nel  sistema  di  scambio;  serie  di
    esempi di possibilita' concrete di scambio, 
      indicazione del numero di  localita'  disponibili  e  numero  degli
    aderenti al sistema di scambio, comprese eventuali limitazioni quanto
    alla disponibilita' di alloggi particolari scelti dal consumatore, ad
    esempio a  motivo  di  periodi  di  picco  della  domanda,  eventuale
    necessita' di prenotare con molto anticipo,  nonche'  indicazioni  di
    eventuali restrizioni dei diritti di multiproprieta' del  consumatore
    previsti dal sistema di scambio. 
    2) INFORMAZIONI SUI BENI 
      Descrizione breve e appropriata dei beni e della  loro  ubicazione;
    se il contratto riguarda  un  alloggio  diverso  dai  beni  immobili,
    descrizione appropriata dell'alloggio e delle strutture;  indicazione
    di dove il consumatore puo' ottenere informazioni supplementari. 
    3) INFORMAZIONI SUI COSTI 
      Informazioni  sull'obbligo  dell'operatore  di  fornire  per   ogni
    scambio proposto, prima di organizzare lo scambio stesso, dettagli in
    merito a qualsiasi costo  aggiuntivo  a  carico  del  consumatore  in
    relazione allo scambio. 
    4) INFORMAZIONI SULLA RISOLUZIONE DEL CONTRATTO 
      Eventuali informazioni sulle disposizioni  per  la  risoluzione  di
    contratti accessori e sulle conseguenze di tale risoluzione, 
      condizioni di risoluzione del  contratto,  relative  conseguenze  e
    informazioni  su  qualsiasi  responsabilita'  del   consumatore   per
    eventuali costi derivanti dalla risoluzione stessa. 
    5) INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI 
      Indicazione  della  lingua  o  delle  lingue  che  possono   essere
    utilizzate per le comunicazioni con l'operatore per  quanto  riguarda
    il contratto, ad esempio in relazione al trattamento di  richieste  e
    reclami, 
      eventuale  possibilita'  di   risoluzione   extragiudiziale   delle
    controversie. 
      Conferma della ricezione delle informazioni. 
      Firma del consumatore. 
     
                                                       ALLEGATO II-sexies 
                                        (di cui all'articolo 72, comma 6, 
                                              e all'articolo 74, comma 2) 
     
          FORMULARIO SEPARATO PER FACILITARE IL DIRITTO DI RECESSO 
     
                             Diritto di recesso 
     
      Il consumatore ha il  diritto  di  recedere  dal  contratto,  senza
    indicarne le ragioni, entro quattordici giorni di calendario. 
      Il diritto di recesso ha inizio a decorrere dal ... (da compilare a
    cura  dell'operatore  prima   di   trasmettere   il   formulario   al
    consumatore). 
      Qualora il consumatore non abbia ricevuto il  presente  formulario,
    il periodo di recesso ha inizio una volta che il consumatore  l'abbia
    ricevuto, ma scade in ogni caso dopo un anno e quattordici giorni  di
    calendario. 
      Qualora il consumatore non abbia  ricevuto  tutte  le  informazioni
    richieste,  il  periodo  di  recesso  ha  inizio  una  volta  che  il
    consumatore le abbia ricevute, ma scade in ogni caso dopo tre mesi  e
    quattordici giorni di calendario. 
      Al fine  di  esercitare  il  diritto  di  recesso,  il  consumatore
    comunica  la  propria  decisione  all'operatore  usando  il  nome   e
    l'indirizzo sotto indicati su supporto durevole (ad  esempio  lettera
    scritta inviata per posta  o  messaggio  di  posta  elettronica).  Il
    consumatore puo' utilizzare il formulario  in  appresso,  ma  non  e'
    obbligato a farlo. 
      Qualora il consumatore eserciti il  diritto  di  recesso,  non  gli
    viene imputato alcun costo. 
      Oltre al diritto  di  recesso,  norme  del  diritto  dei  contratti
    nazionale possono prevedere il diritto del consumatore,  ad  esempio,
    di porre fine al contratto in caso di omissione di informazioni. 
      Divieto di acconti. 
      Durante il periodo di recesso, e' vietato qualsiasi  versamento  di
    denaro a titolo di acconto da parte  del  consumatore.  Tale  divieto
    riguarda qualsiasi onere, inclusi  i  pagamenti,  la  prestazione  di
    garanzie,  l'accantonamento  di  denaro  sotto  forma   di   deposito
    bancario, il riconoscimento esplicito di debito, ecc. 
      Tale  divieto  include  non   soltanto   i   pagamenti   a   favore
    dell'operatore, ma anche di terzi. 
      Notifica di recesso 
      A (nome e indirizzo dell'operatore) (*) 
      Il/I (**) sottoscritto/i comunica/no con la  presente  di  recedere
    dal contratto 
      Data di conclusione del contratto (*) 
      Nome del consumatore/dei consumatori (***) 
      Indirizzo del consumatore/dei consumatori (***) 
      Firma  del  consumatore/dei  consumatori  (solo  se   il   presente
    formulario e' inviato su carta) (***) 
      Data (***) 
      (*) Da compilare a cura  dell'operatore  prima  di  trasmettere  il
    formulario al consumatore 
      (**) Cancellare la dicitura inutile 
      (***) Da compilare a cura del consumatore/dei consumatori nel  caso
    in cui  sia  utilizzato  il  presente  formulario  per  recedere  dal
    contratto 
      Conferma della ricezione delle informazioni 
      Firma del consumatore". 
    
            
          
                                   Art. 3 
     
                                 Abrogazioni 
     
      1. Dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto  sono
    abrogati: 
      a) il decreto del Presidente della Repubblica  4  agosto  1957,  n.
    918; 
      b) la legge 4 marzo 1958, n. 174, ad esclusione del titolo III ; 
      c) la legge 21 marzo 1958, n. 326; 
      d) la legge 12 marzo 1968, n. 326; 
      f) la legge 25 agosto 1991, n. 284; 
      g) l'articolo 16 della legge 7 agosto 1997, n. 266; 
      h) il decreto-legge  4  novembre  1988,  n.  465,  convertito,  con
    modificazioni, dalla legge 30 dicembre, 1988, n. 556; 
      i) il decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392; 
      l) la legge 29 marzo 2001, n. 135; 
      m) gli articoli 82, 83, 84, 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91, 92, 93, 94,
    95, 96, 97, 98, 99 e 100 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n.
    206; 
      n) il comma 4 dell'articolo 10 del  decreto-legge  31  gennaio  del
    2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007,
    n. 40; 
      o) l'articolo 83 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59. 
      2. La legge 27 dicembre 1977, n. 1084, che  ha  reso  esecutiva  la
    Convenzione internazionale sul contratto  di  viaggio  (CCV)  del  23
    aprile 1970, e' abrogata a  decorrere  dal  momento  in  cui  diviene
    efficace  la  denuncia  dello  Stato   italiano   della   Convenzione
    internazionale sul contratto  di  viaggio  del  23  aprile  1970,  in
    conformita' a quanto disposto dall'articolo 37 della medesima. 
      3. Resta in ogni caso fermo quanto stabilito dalla legge 6 dicembre
    1991, n. 394. 
    
            
          
                                   Art. 4 
     
                          Disposizioni finanziarie 
     
      1. Le disposizioni di cui  al  presente  decreto  legislativo  sono
    attuate nell'ambito delle risorse umane,  strumentali  e  finanziarie
    disponibili  a  legislazione  vigente  e,  comunque,  senza  nuovi  o
    maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 
      Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito
    nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica
    italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
    osservare. 
        Dato a Roma, addi' 23 maggio 2011 
     
                                 NAPOLITANO 
     
                                    Berlusconi, Presidente del  Consiglio
                                    dei Ministri 
     
                                    Brambilla, Ministro per il turismo 
     
                                    Calderoli,    Ministro     per     la
                                    semplificazione normativa 
     
                                    Romani,   Ministro   dello   sviluppo
                                    economico 
     
                                    Prestigiacomo, Ministro dell'ambiente
                                    e della tutela del territorio  e  del
                                    mare 
     
                                    Frattini,   Ministro   degli   affari
                                    esteri 
     
                                    Alfano, Ministro della giustizia 
     
                                    Tremonti,  Ministro  dell'economia  e
                                    delle finanze 
     
                                    Brunetta, Ministro  per  la  pubblica
                                    amministrazione e l'innovazione 
     
                                    Gelmini,  Ministro   dell'istruzione,
                                    dell'universita' e della ricerca 
     
                                    Galan,  Ministro  per  i  beni  e  le
                                    attivita' culturali 
     
                                    Sacconi, Ministro del lavoro e  delle
                                    politiche sociali 
     
                                    Fitto, Ministro per i rapporti con le
                                    regioni    e    per    la    coesione
                                    territoriale 
     
    Visto, il Guardasigilli: Alfano 
     
    
            
          
                                                               ALLEGATO 1 
     
                                               (previsto dall'articolo 1) 
     
    CODICE DELLA NORMATIVA STATALE IN TEMA DI ORDINAMENTO E  MERCATO  DEL
    TURISMO 
     
                                  TITOLO I 
                            DISPOSIZIONI GENERALI 
     
                                   CAPO I 
                            DEI PRINCIPI GENERALI 
     
                                   ART. 1 
     
                          (Ambito di applicazione) 
     
    1. Il presente codice reca, nei limiti  consentiti  dalla  competenza
    statale,  norme  necessarie  all'esercizio  unitario  delle  funzioni
    amministrative in  materia  di  turismo  ed  altre  nome  in  materia
    riportabili alle competenze dello Stato, provvedendo al riordino,  al
    coordinamento  e  all'integrazione  delle  disposizioni   legislative
    statali vigenti, nel rispetto dell'ordinamento dell'Unione europea  e
    delle attribuzioni delle regioni e degli enti locali. 
     
    
                                   ART. 2 
     
        (Principi sulla produzione del diritto in materia turistica) 
     
    1. L'intervento legislativo dello Stato nella materia del turismo  e'
    consentito quando il suo oggetto principale costituisce esercizio  di
    una autonoma competenza legislativa statale esclusiva o concorrente. 
    2. L'intervento legislativo dello Stato in  materia  di  turismo  e',
    altresi',  consentito  quando  sussistono  le  seguenti  esigenze  di
    carattere unitario: 
    a) valorizzazione, sviluppo e competitivita', a  livello  interno  ed
    internazionale, del settore turistico quale fondamentale risorsa  del
    Paese; 
    b) riordino e unitarieta' dell'offerta turistica italiana. 
    3. Le funzioni amministrative, esercitate dallo Stato di cui ai commi
    1 e 2, sono attribuite al Presidente del Consiglio dei Ministri o  al
    Ministro delegato. 
     
    
                                   ART. 3 
     
                  (Principi in tema di turismo accessibile) 
     
    1. In attuazione dell'articolo 30  della  Convenzione  delle  Nazioni
    Unite sui diritti delle persone con disabilita', fatta a New York  il
    13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con la  legge  3  marzo
    2009, n. 18,  lo  Stato  assicura  che  le  persone  con  disabilita'
    motorie,  sensoriali  e  intellettive  possano  fruire   dell'offerta
    turistica in modo completo  e  in  autonomia,  ricevendo  servizi  al
    medesimo livello di qualita' degli altri fruitori senza  aggravi  del
    prezzo.  Tali  garanzie  sono  estese  agli  ospiti  delle  strutture
    ricettive che soffrono di temporanea mobilita' ridotta. 
    2. Ai  fini  di  cui  al  comma  1,  lo  Stato  promuove  la  fattiva
    collaborazione tra  le  autonomie  locali,  gli  enti  pubblici,  gli
    operatori turistici, le associazioni delle persone con disabilita'  e
    le organizzazioni del turismo sociale. 
    3. E' considerato atto  discriminatorio  impedire  alle  persone  con
    disabilita' motorie, sensoriali e intellettive, di  fruire,  in  modo
    completo ed in autonomia, dell'offerta turistica, esclusivamente  per
    motivi comunque connessi o riferibili alla loro disabilita'. 
     
    
                                   CAPO II 
     
                             IMPRESE TURISTICHE 
     
                                   ART. 4 
     
                            (Imprese turistiche) 
     
    1. Ai fini del presente decreto legislativo sono  imprese  turistiche
    quelle  che  esercitano  attivita'  economiche,  organizzate  per  la
    produzione, la commercializzazione, l'intermediazione e  la  gestione
    di prodotti, di  servizi,  tra  cui  gli  stabilimenti  balneari,  di
    infrastrutture e di esercizi,  compresi  quelli  di  somministrazione
    facenti  parte  dei  sistemi  turistici  locali,   concorrenti   alla
    formazione dell'offerta turistica. 
    2. L'iscrizione al registro delle  imprese,  di  cui  alla  legge  29
    dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni, e con le modalita'
    di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n.
    581, e successive modificazioni, ovvero al repertorio  delle  notizie
    economiche   e   amministrative   laddove   previsto,   costituiscono
    condizione per usufruire delle agevolazioni,  dei  contributi,  delle
    sovvenzioni, degli incentivi e dei benefici di qualsiasi genere ed  a
    qualsiasi titolo riservate all'impresa turistica. 
    3. Fermi restando i limiti previsti dall'Unione europea in materia di
    aiuti di Stato alle imprese, alle imprese turistiche  sono  estesi  i
    contributi, le  agevolazioni,  le  sovvenzioni,  gli  incentivi  e  i
    benefici  di  qualsiasi  generi  previsti  dalle  norme  vigenti  per
    l'industria,  cosi'  come  definita  dall'articolo  17  del   decreto
    legislativo  31  marzo  1998,  n.  112,  nei  limiti  delle   risorse
    finanziarie a tal fine  disponibili  ed  in  conformita'  ai  criteri
    definiti dalla normativa vigente. 
    4.  Le  imprese  turistiche   non   costituite   conformemente   alla
    legislazione di uno Stato membro dell'Unione europea o di  uno  Stato
    AELS (EFTA) possono essere autorizzate a stabilirsi e  ad  esercitare
    le loro attivita' in Italia, secondo il  principio  di  reciprocita',
    previa iscrizione nel registro di cui al comma 2, ed a condizione che
    posseggano i requisiti richiesti dalle  leggi  statali  e  regionali,
    nonche'  dalle  linee  guida  di  cui  all'articolo  44  del  decreto
    legislativo 31 marzo 1998, n. 112. 
     
    
                                   ART. 5 
     
                  (Imprese turistiche senza scopo di lucro) 
     
    1. Le associazioni che operano nel settore del  turismo  giovanile  e
    per  finalita'  ricreative,  culturali,  religiose,  assistenziali  o
    sociali,  sono  autorizzate  ad  esercitare  le  attivita'   di   cui
    all'articolo 4, nel rispetto  delle  medesime  regole  e  condizioni,
    esclusivamente  per  gli  associati,   anche   se   appartenenti   ad
    associazioni straniere aventi finalita' analoghe e legate fra di loro
    da accordi di collaborazione. 
    2. Le associazioni di cui al  comma  1  assicurano  il  rispetto  dei
    diritti  del  turista  tutelati  dall'ordinamento  internazionale   e
    dell'Unione europea. 
     
    
                                  TITOLO II 
     
               PROFESSIONI E FORMAZIONE NEL SETTORE TURISTICO 
     
                                   CAPO I 
     
                           PROFESSIONI TURISTICHE 
     
                                   ART. 6 
     
                                (Definizione) 
     
    1. Sono professioni turistiche quelle attivita', aventi ad oggetto la
    prestazione  di  servizi  di  promozione  dell'attivita'   turistica,
    nonche' servizi di ospitalita', assistenza, accompagnamento e  guida,
    diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del  viaggio  e
    della vacanza, anche sotto il profilo  della  conoscenza  dei  luoghi
    visitati. 
     
    
                                   CAPO II 
     
                             MERCATO DEL LAVORO 
     
                                   ART. 7 
     
                            (Percorsi formativi) 
     
    1.  Allo  scopo  di   realizzare   percorsi   formativi   finalizzati
    all'inserimento lavorativo nel  settore  del  mercato  turistico  dei
    giovani  laureati  o  diplomati,  il  Presidente  del  Consiglio  dei
    Ministri  o  il  Ministro  delegato,  di  concerto  con  i   Ministri
    dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, del lavoro e delle
    politiche sociali e  della  gioventu',  d'intesa  con  la  Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
    autonome di Trento e di Bolzano, e'  autorizzato,  nell'ambito  delle
    risorse allo scopo disponibili a legislazione  vigente,  a  stipulare
    accordi   o   convenzioni   con   istituti   di   istruzione,   anche
    universitaria,  con  altri  enti  di  formazione  e  con  gli  ordini
    professionali per lo svolgimento di corsi orientati alla preparazione
    dei giovani operatori. 
     
    
                                 TITOLO III 
     
                             MERCATO DEL TURISMO 
     
                                   CAPO I 
     
              STRUTTURE RICETTIVE E ALTRE FORME DI RICETTIVITA 
     
                                   ART. 8 
     
                              (Classificazione) 
     
    1. Ai fini del presente decreto legislativo, nonche', in particolare,
    ai fini dell'esercizio  del  potere  amministrativo  statale  di  cui
    all'articolo 10 e strutture ricettive si suddividono in: 
    a) strutture ricettive alberghiere e paralberghiere; 
    b) strutture ricettive extralberghiere; 
    c) strutture ricettive all'aperto; 
    d) strutture ricettive di mero supporto. 
    2. Per  attivita'  ricettiva  si  intende  l'attivita'  diretta  alla
    produzione di servizi per l'ospitalita'  esercitata  nelle  strutture
    ricettive. Nell'ambito di tale attivita' rientra altresi', unitamente
    alla prestazione  del  servizio  ricettivo,  la  somministrazione  di
    alimenti e bevande alle persone  alloggiate,  ai  loro  ospiti  ed  a
    coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva  in  occasione  di
    manifestazioni  e  convegni  organizzati,  nonche'  la  fornitura  di
    giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e  di  registrazione
    audiovisiva o strumenti informatici,  cartoline  e  francobolli  alle
    persone alloggiate, nonche' la gestione, ad uso  esclusivo  di  dette
    persone, attrezzature e strutture  a  carattere  ricreativo,  per  le
    quali e' fatta salva la vigente disciplina in materia  di  sicurezza.
    Nella licenza di esercizio di attivita' ricettiva e' ricompresa anche
    la licenza per la somministrazione  di  alimenti  e  bevande  per  le
    persone non alloggiate nella  struttura  nonche',  nel  rispetto  dei
    requisiti previsti dalla normativa vigente, per le  attivita'  legate
    al benessere della persona o all'organizzazione congressuale. 
    3.  E'  fatto  divieto  ai  soggetti  che  non  svolgono  l'attivita'
    ricettiva, disciplinata dalle  previsioni  di  cui  al  comma  2,  di
    utilizzare nella ragione e nella denominazione sociale,  nell'insegna
    e in qualsiasi forma di comunicazione al pubblico, anche  telematica,
    parole e locuzioni, anche in  lingua  straniera,  idonee  ad  indurre
    confusione sulla legittimazione allo svolgimento della stessa. Per le
    violazioni a tale divieto le Regioni e le Province autonome di Trento
    e di Bolzano stabiliscono una sanzione amministrativa pecuniaria. 
     
    
                                   ART. 9 
     
             (Strutture ricettive alberghiere e paralberghiere) 
     
    1. Sono strutture ricettive alberghiere e paralberghiere: 
    a) gli alberghi; 
    b) i motels; 
    c) i villaggi-albergo; 
    d) le residenze turistico alberghiere; 
    e) gli alberghi diffusi; 
    f) le residenze d'epoca alberghiere; 
    g) i bed and breakfast organizzati in forma imprenditoriale; 
    h) le residenze della salute - beauty farm; 
    i) ogni altra struttura  turistico-ricettiva  che  presenti  elementi
    ricollegabili a uno o piu' delle precedenti categorie. 
    2. Gli  alberghi  sono  esercizi  ricettivi  aperti  al  pubblico,  a
    gestione unitaria, che forniscono alloggio,  eventualmente  vitto  ed
    altri servizi accessori, secondo  quanto  previsto  dall'articolo  8,
    comma 2, in camere ubicate in uno  o  piu'  stabili  o  in  parti  di
    stabile. 
    3. I motels sono alberghi particolarmente attrezzati per la  sosta  e
    l'assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni,  che  assicurano
    alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento di carburanti. 
    4. I villaggi albergo sono gli esercizi dotati dei  requisiti  propri
    degli alberghi e/o degli alberghi residenziali, caratterizzati  dalla
    centralizzazione dei servizi in  funzione  di  piu'  stabili  facenti
    parte di uno stesso complesso e inseriti in area  attrezzata  per  il
    soggiorno e lo svago della clientela. 
    5. Le residenze turistico alberghiere, o alberghi residenziali,  sono
    esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione  unitaria,  ubicate
    in uno o piu' stabili o parti di  stabili,  che  offrono  alloggio  e
    servizi accessori in unita' abitative arredate, costituite da  uno  o
    piu' locali, dotate di servizio autonomo di cucina. 
    6. Gli alberghi diffusi sono strutture ricettive  caratterizzati  dal
    fornire alloggi in stabili separati, vicini tra loro, ubicati per  lo
    piu' in centri storici e, comunque, collocati a breve distanza da  un
    edificio centrale nel quale  sono  offerti  servizi  di  ricevimento,
    portineria e gli altri eventuali servizi accessori. 
    7. Le residenze  d'epoca  alberghiere  sono  le  strutture  ricettive
    alberghiere ubicate in complessi immobiliari  di  particolare  pregio
    storico-architettonico, dotate  di  mobili  e  arredi  d'epoca  o  di
    particolare livello artistico,  idonee  ad  un'accoglienza  altamente
    qualificata. 
    8. I bed  and  breakfast  in  forma  imprenditoriale  sono  strutture
    ricettive  a  conduzione  ed  organizzazione  familiare,  gestite  da
    privati in  modo  professionale,  che  forniscono  alloggio  e  prima
    colazione utilizzando parti della stessa unita'  immobiliare  purche'
    funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi. 
    9. Le residenze della salute o beauty farm sono esercizi  alberghieri
    dotati di particolari strutture di  tipo  specialistico  proprie  del
    soggiorno finalizzato a cicli di trattamenti  terapeutici,  dietetici
    ed estetici. 
     
    
                                   ART. 10 
     
                   (Classificazione standard qualitativi) 
     
    1. Gli standard minimi nazionali per le imprese turistiche ricettive,
    escluse le strutture agrituristiche che sono  disciplinate  ai  sensi
    della  legge  20   febbraio   2006,   n.   96,   recante   disciplina
    dell'agriturismo, sono disciplinati con decreto  del  Presidente  del
    Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, previa consultazione
    delle associazioni di categoria e dei rappresentanti delle regioni  e
    delle province autonome di Trento e di Bolzano e  acquisita  l'intesa
    con la Conferenza permanente dei rapporti tra lo Stato, le regioni  e
    le province autonome di Trento e di Bolzano. 
    2. Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano
    introducono, ove ritenuto opportuno, livelli di standard migliorativi
    rispetto a  quelli  minimi  definiti  in  ambito  nazionale,  nonche'
    provvedono a differenziare la declinazione di dettaglio  dei  servizi
    previsti  con  indicazioni  che  piu'  aderiscano  alle  specificita'
    territoriali, climatiche o culturali dei loro territori. 
    3. Al fine di accrescere la competitivita' di promozione  commerciale
    internazionale e di  garantire  il  massimo  livello  di  tutela  del
    turista, viene istituito ed introdotto, su base nazionale, un sistema
    di rating, associabile alle stelle, che consenta la misurazione e  la
    valutazione della qualita' del  servizio  reso  ai  clienti.  A  tale
    sistema aderiscono, su  base  volontaria,  i  singoli  alberghi.  Per
    qualita' del servizio reso ai  clienti  si  intende  l'insieme  delle
    attivita', dei processi  e  dei  servizi,  misurabili  e  valutabili,
    rivolti alla soddisfazione  dei  clienti.  Il  sistema  nazionale  di
    rating e' organizzato tenendo conto della tipologia delle  strutture.
    Al fine di accrescere gli standards di sicurezza e  di  garantire  la
    massima tutela  del  turista  si  tiene  conto  della  presenza,  ove
    necessaria,  di  appositi  strumenti  salvavita.  Con   decreto   del
    Presidente del  Consiglio  dei  Ministri  o  del  Ministro  delegato,
    d'intesa con la Conferenza Stato-regioni, sentite le associazioni dei
    consumatori  e  di  categoria,  vengono  definiti  i   parametri   di
    misurazione e  valutazione  della  qualita'  del  servizio  turistico
    nonche' individuati i criteri e le  modalita'  per  l'attuazione  del
    sistema di rating. 
     
    
                                   ART. 11 
     
                    (art. 1 legge 25 agosto 1991, n. 284) 
     
                          (Pubblicita' dei prezzi) 
     
    1. I prezzi dei servizi di cui al presente  titolo  sono  liberamente
    determinati dai singoli operatori turistici, fatto salvo l'obbligo di
    comunicare i  prezzi  praticati  secondo  quanto  disciplinato  dalle
    regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano. 
    2. Le leggi regionali regolano la corretta informazione e pubblicita'
    dei prezzi stabiliti, prevedendo sanzioni  in  caso  di  inosservanza
    degli obblighi di comunicazione alle  regione,  nonche'  i  controlli
    sulla effettiva applicazione delle tariffe comunicate. 
     
    
                                   CAPO II 
     
                          ALTRE STRUTTURE RICETTIVE 
     
                                   ART. 12 
     
                    (Strutture ricettive extralberghiere) 
     
    1.  Ai  fini  del  presente  decreto  legislativo,  nonche'  ai  fini
    dell'esercizio del potere amministrativo statale di cui  all'articolo
    15, sono strutture ricettive extralberghiere: 
    a) gli esercizi di affittacamere; 
    b) le attivita' ricettive a conduzione familiare - bed and breakfast; 
    c) le case per ferie; 
    d) le unita' abitative ammobiliate ad uso turistico; 
    e) le strutture ricettive - residence; 
    f) gli ostelli per la gioventu'; 
    g) le attivita' ricettive in esercizi di ristorazione; 
    h) gli alloggi nell'ambito dell'attivita' agrituristica; 
    i) attivita' ricettive in residenze rurali; 
    l) le foresterie per turisti; 
    m) i centri soggiorno studi; 
    n) le residenze d'epoca extralberghiere; 
    o) i rifugi escursionistici; 
    p) i rifugi alpini; 
    q) ogni altra struttura  turistico-ricettiva  che  presenti  elementi
    ricollegabili a uno o piu' delle precedenti categorie. 
    2. Gli esercizi di affittacamere sono strutture ricettive composte da
    camere ubicate in piu' appartamenti ammobiliati nello stesso stabile,
    nei  quali   sono   forniti   alloggio   ed   eventualmente   servizi
    complementari. 
    3. I bed and breakfast  sono  strutture  ricettive  a  conduzione  ed
    organizzazione  familiare,  gestite   da   privati   in   forma   non
    imprenditoriale,  che   forniscono   alloggio   e   prima   colazione
    utilizzando   parti   della   stessa   unita'   immobiliare   purche'
    funzionalmente collegate e con spazi familiari condivisi. 
    4. Le case per ferie  sono  strutture  ricettive  attrezzate  per  il
    soggiorno di persone o gruppi e  gestite,  al  di  fuori  di  normali
    canali commerciali, da enti pubblici, operanti senza  fine  di  lucro
    per il conseguimento di finalita' sociali, culturali, assistenziali o
    sportive, nonche' da enti o  aziende  per  il  soggiorno  dei  propri
    dipendenti e loro familiari. Nelle case per  ferie  possono  altresi'
    essere ospitati dipendenti e relativi familiari, di altre  aziende  o
    assistiti dagli enti di cui al presente comma con i quali  sia  stata
    stipulata apposita convenzione. 
    5. Le unita' abitative ammobiliate  ad  uso  turistico  sono  case  o
    appartamenti, arredati e dotati  di  servizi  igienici  e  di  cucina
    autonomi, dati in locazione ai turisti,  nel  corso  di  una  o  piu'
    stagioni, con contratti aventi validita' non inferiore a sette giorni
    e non superiore a sei mesi consecutivi senza la prestazione di  alcun
    servizio di tipo alberghiero. Le unita' abitative ammobiliate  a  uso
    turistico possono essere gestite: 
    a) in forma imprenditoriale; 
    b)  in  forma  non  imprenditoriale,   da   coloro   che   hanno   la
    disponibilita' fino ad un massimo di quattro unita' abitative,  senza
    organizzazione  in  forma  di  impresa.  La  gestione  in  forma  non
    imprenditoriale viene attestata  mediante  dichiarazione  sostitutiva
    dell'atto di notorieta' ai sensi del  decreto  del  Presidente  della
    Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante  il  testo  unico  delle
    disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
    amministrativa, da parte di coloro che hanno la disponibilita'  delle
    unita' abitative di cui al presente articolo; 
    c) con gestione non  diretta,  da  parte  di  agenzie  immobiliari  e
    societa' di gestione immobiliare  turistica  che  intervengono  quali
    mandatarie o  sub-locatrici,  nelle  locazioni  di  unita'  abitative
    ammobiliate ad uso turistico sia  in  forma  imprenditoriale  che  in
    forma non imprenditoriale, alle quali si rivolgono i  titolari  delle
    unita' medesime che non intendono gestire  tali  strutture  in  forma
    diretta;  l'esercizio  dell'attivita'   di   mediazione   immobiliare
    relativamente a tali  immobili  e'  compatibile  con  l'esercizio  di
    attivita'  imprenditoriali  e  professionali  svolte  nell'ambito  di
    agenzie di servizi o di gestione dedicate alla locazione. 
    6.  Le  strutture  ricettive  -  residence  sono  complessi   unitari
    costituiti da uno o piu' immobili comprendenti appartamenti  arredati
    e dotati di servizi igienici e di cucina autonomi, gestiti  in  forma
    imprenditoriale, dati in locazione ai turisti, con  contratti  aventi
    validita' non inferiore a tre giorni. 
    7. Gli ostelli per la  gioventu'  sono  strutture  ricettive  per  il
    soggiorno e il pernottamento, per periodi limitati, dei giovani e dei
    loro accompagnatori, gestite, in forma diretta o indiretta, da enti o
    associazioni. 
    8. Le  attivita'  ricettive  in  esercizi  di  ristorazione  sono  le
    strutture composte da camere, ciascuna con accesso indipendente dagli
    altri  locali,  gestite  in  modo  complementare   all'esercizio   di
    ristorazione  dallo  stesso  titolare  e   nello   stesso   complesso
    immobiliare. 
    9. Gli alloggi nell'ambito delle attivita' agrituristiche sono locali
    siti in fabbricati rurali gestiti da imprenditori agricoli  ai  sensi
    della  legge  20   febbraio   2006,   n.   96,   recante   disciplina
    dell'agriturismo. 
    10. Le attivita' ricettive in residenze rurali o country  house  sono
    le strutture localizzate in ville padronali o  fabbricati  rurali  da
    utilizzare per l'animazione sportivo-ricreativa  composte  da  camere
    con  eventuale  angolo  cottura,  che  dispongono  di   servizio   di
    ristorazione aperto al pubblico. 
    11. Le foresterie per turisti sono  strutture  ricettive  normalmente
    adibite a collegi, convitti, istituti  religiosi,  pensionati  e,  in
    genere, tutte le altre strutture pubbliche o private,  gestite  senza
    finalita' di lucro che secondo quanto stabilito dalle regioni e dalle
    province autonome di Trento e di Bolzano e, per quelle gestite  dagli
    Enti parco nazionali e  dalle  aree  marine  protette,  dal  Ministro
    dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  con  proprio
    decreto, offrono ospitalita' a persone singole e a gruppi organizzati
    da enti e associazioni che operano nel campo del  turismo  sociale  e
    giovanile, per il  conseguimento  di  finalita'  sociali,  culturali,
    assistenziali, religiose e sportive, al di fuori dei  normali  canali
    commerciali. 
    12.I centri soggiorno studi sono le strutture ricettive,  gestite  da
    enti  pubblici,  associazioni,  organizzazioni  sindacali,   soggetti
    privati operanti nel settore della formazione dedicati ad ospitalita'
    finalizzata  all'educazione  e  formazione  in  strutture  dotate  di
    adeguata  attrezzatura  per  l'attivita'  didattica  e  convegnistica
    specializzata, con camere per il soggiorno degli ospiti. 
    13. Le residenze d'epoca  sono  strutture  ricettive  extralberghiere
    ubicate in complessi immobiliari  di  particolare  pregio  storico  e
    architettonico, dotate di mobili e arredi d'epoca  o  di  particolare
    livello artistico, idonee ad una accoglienza altamente qualificata. 
    14. I rifugi  escursionistici  sono  strutture  ricettive  aperte  al
    pubblico idonee ad offrire ospitalita' e ristoro ad escursionisti  in
    zone montane ubicate in luoghi favorevoli ad ascensioni,  servite  da
    strade o da altri mezzi di trasporto ordinari, anche  in  prossimita'
    di centri abitati ed anche  collegate  direttamente  alla  viabilita'
    pubblica. 
    15. I rifugi alpini sono strutture ricettive ubicate in montagna,  ad
    alta quota, fuori dai centri urbani. I rifugi alpini sono predisposti
    per il ricovero, il ristoro e per il soccorso alpino e devono  essere
    custoditi e aperti al pubblico per periodi  limitati  nelle  stagioni
    turistiche. Durante i periodi di  chiusura  i  rifugi  alpini  devono
    disporre di un locale per il ricovero  di  fortuna,  convenientemente
    dotato, sempre aperto e accessibile dall'esterno  anche  in  caso  di
    abbondanti nevicate e durante il periodo di  apertura  stagionale  il
    servizio di ricovero deve essere comunque garantito per l'intero arco
    della giornata. 
    16. I requisiti minimi per l'esercizio  delle  attivita'  di  cui  al
    presente articolo, sono stabiliti  dalle  Regioni  e  dalle  Province
    autonome di Trento e di Bolzano, tenuto conto della  disposizione  di
    cui all'articolo 15, comma 1. 
     
    
                                   ART. 13 
     
                      (Strutture ricettive all'aperto) 
     
    1.  Ai  fini  del  presente  decreto  legislativo,  nonche'  ai  fini
    dell'esercizio del potere amministrativo statale di cui  all'articolo
    15, sono strutture ricettive all'aperto: 
    a) i villaggi turistici; 
    b) i campeggi; 
    c) i campeggi nell'ambito delle attivita' agrituristiche; 
    d) i parchi di vacanza. 
    2. Sono villaggi turistici le strutture ricettive aperte al pubblico,
    a gestione  unitaria,  allestite  ed  attrezzate  su  aree  recintate
    destinate alla sosta ed  al  soggiorno  di  turisti  in  allestimenti
    minimi,  in  prevalenza  sprovvisti  di  propri   mezzi   mobili   di
    pernottamento. 
    3. I  villaggi  turistici  possono  anche  disporre  di  piazzole  di
    campeggio  attrezzate  per  la  sosta  ed  il  soggiorno  di  turisti
    provvisti di propri mezzi mobili di pernottamento. 
    4. Sono  campeggi  le  strutture  ricettive  aperte  al  pubblico,  a
    gestione  unitaria,  allestite  ed  attrezzate  su   aree   recintate
    destinate alla  sosta  ed  al  soggiorno  di  turisti  in  prevalenza
    provvisti di propri mezzi mobili  di  pernottamento.  In  alternativa
    alla dizione di campeggio puo' essere usata quella di camping. 
    5. I campeggi possono anche  disporre  di  unita'  abitative  mobili,
    quali tende, roulotte o caravan, mobilhome o maxicaravan, autocaravan
    o camper, e di unita' abitative fisse, per la sosta ed  il  soggiorno
    di turisti sprovvisti di propri mezzi mobili di pernottamento. 
    6. I campeggi nell'ambito delle attivita' agrituristiche sono aree di
    ricezione all'aperto gestite da imprenditori agricoli ai sensi  della
    legge 20 febbraio 2006, n. 96, recante disciplina dell'agriturismo. 
    7. Sono parchi di vacanza i campeggi, a gestione unitaria, in cui  e'
    praticato  l'affitto  della  piazzola  ad  un  unico  equipaggio  per
    l'intera durata del periodo di apertura della struttura. 
    8. Le strutture ricettive all'aperto sono  classificate  in  base  ai
    requisiti e alle caratteristiche posseduti  secondo  le  prescrizioni
    previste dalle regioni e dalle  province  autonome  di  Trento  e  di
    Bolzano. 
    9. Nelle strutture ricettive all'aperto sono assicurati: 
    a) la sorveglianza  continua  della  struttura  ricettiva  durante  i
    periodi di apertura; 
    b) la continua presenza all'interno  della  struttura  ricettiva  del
    responsabile o di un suo delegato; 
    c) la copertura assicurativa per i rischi di responsabilita' civile a
    favore dei clienti. 
     
    
                                   ART. 14 
     
                   (Strutture ricettive di mero supporto) 
     
    1.  Ai  fini  del  presente  decreto  legislativo,  nonche'  ai  fini
    dell'esercizio  del  potere  statale  di  cui  all'articolo  15,   si
    definiscono di mero supporto le strutture ricettive  allestite  dagli
    enti locali per coadiuvare il campeggio itinerante, escursionistico e
    locale. 
    2. Si intendono per aree di sosta le strutture ricettive, a  gestione
    unitaria, aperte al  pubblico  destinate  alla  sosta  temporanea  di
    turisti provvisti di mezzi di pernottamento autonomo. 
     
    
                                  CAPO III 
     
          DISPOSIZIONI COMUNI PER LE STRUTTURE TURISTICO RICETTIVE 
     
                                   ART. 15 
     
                           (Standard qualitativi) 
     
    1. Fatta salva la competenza delle regioni e delle province  autonome
    di Trento e di Bolzano, al fine  di  uniformare  l'offerta  turistica
    nazionale, il Presidente del Consiglio dei  Ministri  o  il  Ministro
    delegato fissa gli standard minimi  nazionali  dei  servizi  e  delle
    dotazioni per la classificazione delle  strutture  ricettive  di  cui
    agli articoli 8, 9, 12, 13 e 14, acquisita l'intesa con la Conferenza
    permanente dei rapporti tra lo Stato  e  le  regioni  e  le  province
    autonome di Trento e di Bolzano. La classificazione  delle  strutture
    ricettive agrituristiche e' disciplinata  ai  sensi  della  legge  20
    febbraio 2006, n. 96, recante disciplina dell'agriturismo. 
    2. Restano  salve  le  competenze  delle  regioni  e  delle  province
    autonome di Trento e di Bolzano di  cui  all'articolo  11,  comma  2,
    nonche' la relativa disciplina sanzionatoria prevista dalla normativa
    vigente. 
     
    
                                   ART. 16 
     
              (Semplificazione degli adempimenti amministrativi 
                   delle strutture turistico - ricettive) 
     
    1. L'avvio e l'esercizio delle strutture turistico -  ricettive  sono
    soggetti a segnalazione certificata di inizio attivita' nei limiti  e
    alle condizioni di cui all'articolo 19 della legge 7 agosto 1990,  n.
    241. 
    2. L'attivita' oggetto della segnalazione, di cui al  comma  1,  puo'
    essere iniziata dalla data  della  presentazione  della  segnalazione
    all'amministrazione competente. 
    3.  L'avvio  e  l'esercizio  delle  attivita'  in  questione  restano
    soggetti al rispetto delle norme urbanistiche, edilizie,  ambientali,
    di pubblica sicurezza, di prevenzione incendi,  igienico-sanitarie  e
    di  sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro,   nonche'   quelle   relative
    all'efficienza energetica e delle disposizioni contenute  nel  codice
    dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo  22
    gennaio 2004, n. 42. 
    4. Restano fermi i parametri dettati ai sensi dell'articolo 2,  comma
    193, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244. 
    5. Nel caso di  chiusura  dell'esercizio  ricettivo  per  un  periodo
    superiore agli otto giorni, il titolare dell'esercizio  e'  tenuto  a
    darne comunicazione all'autorita' competente. 
    6. L'esercizio delle strutture ricettive e' subordinato  al  possesso
    dei requisiti previsti dagli articoli 11 e 92 del  regio  decreto  18
    giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni. 
     
    
                                   ART. 17 
     
                              (Sportello unico) 
     
    1. Al fine di garantire l'applicazione dei principi  di  trasparenza,
    uniformita',  celerita'   del   procedimento   ovvero   la   maggiore
    accessibilita' del mercato si applicano  alle  imprese  del  presente
    capo  le  disposizioni  relative  allo   Sportello   unico   di   cui
    all'articolo 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
    con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e del  relativo
    regolamento attuativo, fatte salve le forme di  semplificazione  piu'
    avanzata previste dalle specifiche discipline regionali. 
     
    
                                  TITOLO IV 
     
                        AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO 
     
                                   CAPO I 
     
                      AGENZIE E ORGANIZZATORI DI VIAGGI 
     
                                   ART. 18 
     
                                (Definizioni) 
     
    1. Le agenzie di viaggio e turismo sono  le  imprese  turistiche  che
    esercitano congiuntamente o disgiuntamente attivita'  di  produzione,
    organizzazione ed intermediazione di viaggi e soggiorni e ogni  altra
    forma di prestazione turistica a servizio dei clienti, siano essi  di
    accoglienza che  di  assistenza,  con  o  senza  vendita  diretta  al
    pubblico, ivi compresi i compiti di assistenza e  di  accoglienza  ai
    turisti, in conformita' al decreto legislativo 6 settembre  2005,  n.
    206. 
    2.  Sono,  altresi',  considerate  agenzie  di  viaggio  le   imprese
    esercenti  in  via  principale  l'organizzazione  dell'attivita'   di
    trasporto terrestre, marittimo,  aereo,  lacuale  e  fluviale  quando
    assumono direttamente l'organizzazione di viaggi, crociere,  gite  ed
    escursioni comprendendo prestazioni e servizi aggiuntivi  rispetto  a
    quelli strettamente necessari al trasporto  ed  altresi'  quelle  che
    esercitano attivita' locali e territoriali di noleggio, nonche'  ogni
    altra impresa che svolge attivita' ricollegabili alle precedenti. 
    3. Sono escluse le mere  attivita'  di  distribuzione  di  titoli  di
    viaggio. 
    4. Fatta salva l'ulteriore competenza delle regioni e delle  province
    autonome di Trento e di Bolzano, al  fine  di  uniformare  il  regime
    delle cauzioni eventualmente richieste alle agenzie di viaggio  delle
    organizzazioni e delle associazioni che svolgono attivita' similare e
    di evitare l'alterazione del mercato, il Presidente del Consiglio dei
    Ministri  o  il  Ministro  delegato,  d'intesa  con   la   Conferenza
    permanente per i rapporti tra lo Stato,  le  regioni  e  le  province
    autonome di Trento  e  di  Bolzano,  definisce  gli  standard  minimi
    comuni, nonche' il livello minimo e massimo da applicare ad eventuali
    cauzioni. 
    5. Le agenzie di viaggio e turismo adottano denominazioni  o  ragioni
    sociali, anche in lingua straniera, che non traggano  in  inganno  il
    consumatore sulla legittimazione allo svolgimento  dell'attivita'  di
    agenzia di viaggio e turismo. 
    6. E' vietato l'uso, nella ragione o nella denominazione  sociale  ai
    soggetti che non svolgono  l'attivita'  di  cui  al  comma  1,  o  in
    qualsiasi  comunicazione  al  pubblico,  delle  parole:  'agenzia  di
    viaggio',  'agenzia  di  turismo',  'tour  operator',  'mediatore  di
    viaggio  ovvero  di  altre  parole  e  locuzioni,  anche  in   lingua
    straniera, idonee ad indurre  confusione  sulla  legittimazione  allo
    svolgimento dell'attivita' di cui al comma 1. 
    7. Chiunque contravviene alle disposizioni  di  cui  al  comma  6  e'
    punito con la  sanzione  amministrativa  pecuniaria  stabilita  dalle
    regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano competenti. 
    8. I soggetti che, alla data di  entrata  in  vigore  della  presente
    decreto, utilizzano parole o locuzioni vietate ai sensi dei commi 5 e
    6, sono tenuti ad adeguarsi entro un anno da tale data, eliminando  o
    integrando  la  ragione  o  denominazione   sociale,   nonche'   ogni
    pubblicita' o comunicazione al pubblico, in modo  da  non  ingenerare
    equivoci in ordine alle attivita' effettivamente svolte. 
    9. Non rientrano nella nozione di agenzia di viaggio  e  turismo,  di
    intermediario, di venditore o di organizzatore di viaggio, e pertanto
    ad esse non si applicano  le  relative  disposizioni  ed  i  relativi
    obblighi, le persone fisiche o giuridiche che effettuano la vendita e
    la distribuzione dei cofanetti, o voucher, regalo che  permettono  di
    usufruire di servizi turistici anche disaggregati.  La  qualifica  di
    agenzia di viaggio e turismo compete esclusivamente a  chi  emette  e
    produce i predetti cofanetti, o voucher, regalo. 
     
    
                                   ART. 19 
     
                         (Obbligo di assicurazione) 
     
    1. Per lo svolgimento della loro attivita', le agenzie di  viaggio  e
    turismo stipulano congrue polizze assicurative a garanzia dell'esatto
    adempimento degli obblighi assunti verso i clienti con  il  contratto
    di viaggio in relazione al costo complessivo dei servizi offerti. 
     
    
                                   ART. 20 
     
                             (Direttore tecnico) 
     
    1. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  o  del
    Ministro delegato sono fissati i requisiti  professionali  a  livello
    nazionale dei direttori tecnici delle agenzia di viaggio  e  turismo,
    previo intesa con la Conferenza permanente per  il  rapporti  tra  lo
    Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. 
    2. L'apertura di filiali, succursali e altri punti vendita di agenzie
    gia' legittimate ad operare non richiede la nomina  di  un  direttore
    tecnico per ciascun punto di erogazione del servizio. 
     
    
                                   ART. 21 
     
         (Semplificazione degli adempimenti amministrativi relativi 
                      alle agenzie di viaggi e turismo) 
     
    1.  L'apertura,  il  trasferimento   e   le   modifiche   concernenti
    l'operativita' delle agenzie di viaggi e turismo, sono soggette,  nel
    rispetto dei requisiti professionali, di  onorabilita'  e  finanziari
    previsti dalle leggi delle  regioni  e  delle  province  autonome  di
    Trento e Bolzano, alla segnalazione certificata di  inizio  attivita'
    nei limiti ed alle condizioni di cui all'articolo 19  della  legge  7
    agosto 1990, n. 241. 
    2. L'attivita' oggetto della segnalazione, di cui al  comma  1,  puo'
    essere iniziata dalla data  della  presentazione  della  segnalazione
    all'amministrazione competente. 
    3. L'apertura di filiali, succursali e altri punti vendita di agenzie
    gia'  legittimate  a  operare,  non  e'   soggetta   a   segnalazione
    certificata autonoma ma  a  comunicazione  alla  provincia  ove  sono
    ubicati,  nonche'  alla  provincia  a  cui  e'   stata   inviata   la
    segnalazione di inizio attivita'. 
     
    
                                  TITOLO V 
     
        TIPOLOGIE DI PRODOTTI TURISTICI E RELATIVI CIRCUITI NAZIONALI 
                                DI ECCELLENZA 
     
                                   CAPO I 
     
                            DISPOSIZIONI GENERALI 
     
                                   ART. 22 
     
                (Circuiti nazionali di eccellenza a sostegno 
                dell'offerta turistica e del sistema Italia) 
     
    1. Al fine di superare la frammentazione  della  promozione  e  della
    strutturazione dell'offerta  per  promuovere  circuiti  virtuosi,  in
    grado di collegare tutta l'Italia e di contribuire strategicamente  a
    creare un'offerta tematica idonea a soddisfare le molteplici esigenze
    dei turisti nazionali e internazionali, sono  realizzati  i  circuiti
    nazionali di  eccellenza  a  sostegno  dell'offerta  e  dell'immagine
    turistica dell'Italia, corrispondenti ai contesti turistici  omogenei
    o rappresentanti realta' analoghe e costituenti eccellenze  italiane,
    nonche' veri e propri itinerari tematici lungo  tutto  il  territorio
    nazionale. 
    2. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  o  del
    Ministro delegato, di concerto con i Ministri  degli  affari  esteri,
    dell'ambiente della tutela del territorio e del mare, dello  sviluppo
    economico, per i beni  e  le  attivita'  culturali,  delle  politiche
    agricole alimentari e forestali, della gioventu' e per  le  politiche
    europee, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra  lo
    Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano,  si
    definiscono  i  circuiti  nazionali  di  eccellenza,  i  percorsi,  i
    prodotti e gli itinerari  tematici  omogenei  che  collegano  regioni
    diverse lungo tutto il  territorio  nazionale,  anche  tenendo  conto
    della  capacita'  ricettiva  dei  luoghi   interessati.   Essi   sono
    individuati come segue: 
    a) turismo della montagna; 
    b) turismo del mare; 
    c) turismo dei laghi e dei fiumi; 
    d) turismo della cultura; 
    e) turismo religioso; 
    f) turismo della natura e faunistico; 
    g) turismo dell'enogastronomia; 
    h) turismo termale e del benessere; 
    i) turismo dello sport e del golf; 
    l) turismo congressuale; 
    m) turismo giovanile; 
    n) turismo del made in Italy e della relativa  attivita'  industriale
    ed artigianale; 
    o) turismo delle arti e dello spettacolo. 
    3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o  il  Ministro  delegato
    promuove i circuiti nazionali di eccellenza nel contesto nazionale ed
    internazionale, anche con la partecipazione degli enti locali,  delle
    regioni, delle associazioni di categoria e dei  soggetti  pubblici  e
    privati interessati che concorrono alla formazione dell'offerta. 
     
    
                                   ART. 23 
     
                         (Sistemi turistici locali) 
     
    1. Si definiscono  sistemi  turistici  locali  i  contesti  turistici
    omogenei o integrati, comprendenti ambiti  territoriali  appartenenti
    anche a regioni diverse,  caratterizzati  dall'offerta  integrata  di
    beni culturali, ambientali e di  attrazioni  turistiche,  compresi  i
    prodotti tipici dell'agricoltura e dell'artigianato locale,  o  dalla
    presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate. 
    2.  Gli  enti  locali  o  soggetti  privati,  singoli  o   associati,
    promuovono  i  sistemi   turistici   locali   attraverso   forme   di
    concertazione  con  gli  enti  funzionali,  con  le  associazioni  di
    categoria che  concorrono  alla  formazione  dell'offerta  turistica,
    nonche' con i soggetti pubblici e privati interessati. 
    3. Nell' ambito  delle  proprie  funzioni  di  programmazione  e  per
    favorire l'integrazione tra politiche  del  turismo  e  politiche  di
    governo  del  territorio  e  di  sviluppo   economico,   le   regioni
    provvedono, ai sensi del capo V del titolo II della parte I del testo
    unico delle leggi sull'ordinamento  degli  enti  locali,  di  cui  al
    decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e  del  titolo  II,  capo
    III, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, a  riconoscere  i
    sistemi turistici locali di cui al presente articolo. 
     
    
                                   CAPO II 
     
                              TURISMO CULTURALE 
     
                                   ART. 24 
     
            (Incentivazione di iniziative di promozione turistica 
               finalizzate alla valorizzazione del patrimonio 
              storico - artistico, archeologico, architettonico 
                          e paesaggistico italiano) 
     
    1. Nel rispetto dell'articolo 9 della Costituzione e del  codice  dei
    beni culturali e del paesaggio  di  cui  al  decreto  legislativo  22
    gennaio 2004, n. 42, il Presidente del Consiglio dei  Ministri  o  il
    Ministro delegato, di concerto con  il  Ministro  per  i  beni  e  le
    attivita'  culturali,  promuove  la   realizzazione   di   iniziative
    turistiche  finalizzate  ad   incentivare   la   valorizzazione   del
    patrimonio  storico  -  artistico,  archeologico,  architettonico   e
    paesaggistico  presente  sul  territorio  italiano,  utilizzando   le
    risorse umane e strumentali disponibili,  senza  nuovi  ed  ulteriori
    oneri per la finanza pubblica. 
     
    
                                   ART. 25 
     
                   (Strumenti di programmazione negoziale) 
     
    1. Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo  22,
    le  amministrazioni  interessate,  statali,   regionali   e   locali,
    promuovono ed utilizzano gli strumenti di programmazione negoziale di
    cui all'articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n.  662.
    In sede di Conferenza Stato-regioni vengono stabiliti i tempi per  la
    conclusione degli accordi, che devono comunque essere stipulati entro
    i successivi sessanta giorni. 
    2. Gli strumenti di  programmazione  negoziale  di  cui  al  comma  1
    prevedono misure finalizzate a: 
    a) promuovere, in chiave turistica, iniziative di valorizzazione  del
    patrimonio  storico  -  artistico,  archeologico,  architettonico   e
    paesaggistico  presente  sul  territorio  italiano,  con  particolare
    attenzione ai borghi, ai piccoli comuni ed a tutte le realta'  minori
    che ancora non  hanno  conosciuto  una  adeguata  valorizzazione  del
    proprio patrimonio a fini turistici; 
    b) garantire,  ai  fini  dell'incremento  dei  flussi  turistici,  in
    particolare dall'estero, che il predetto patrimonio sia completamente
    accessibile al pubblico dei visitatori anche al fine di  incrementare
    gli introiti e di destinare maggiori risorse al  finanziamento  degli
    interventi di recupero e di restauro dello stesso; 
    c) assicurare la effettiva fruibilita', da  parte  del  pubblico  dei
    visitatori,  in  particolare  di  quelli  stranieri,   del   predetto
    patrimonio attraverso la  predisposizione  di  materiale  informativo
    redatto obbligatoriamente nelle lingue inglese, francese  e  tedesco,
    e, preferibilmente, in lingua cinese. 
     
    
                                   ART. 26 
     
                         (Funzioni di monitoraggio) 
     
    1. Le funzioni di monitoraggio delle attivita', elencate all'articolo
    22, comma 2, sono svolte dal Comitato permanente  di  promozione  del
    turismo in Italia, nel rispetto delle  funzioni  e  delle  competenze
    degli uffici del Ministero per i beni  e  le  attivita'  culturali  e
    tenendo  conto  dei  contratti  relativi  ai  sevizi  di   assistenza
    culturale e ospitalita' per il pubblico, utilizzando le risorse umane
    e strumentali disponibili, senza nuovi  ed  ulteriori  oneri  per  la
    finanza pubblica. 
     
    
                                  CAPO III 
     
                               TURISMO SOCIALE 
     
                                   ART. 27 
     
                            (Fondo buoni vacanze) 
     
    1. Presso il  Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  competitivita'  del
    turismo opera il Fondo di cui alla disciplina prevista  dall'articolo
    2, comma 193, della legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  di  seguito
    denominato: "Fondo buoni vacanze". Ad esso affluiscono: 
    a)  risparmi  costituiti  da  individui,   imprese,   istituzioni   o
    associazioni   private   quali   circoli   aziendali,    associazioni
    non-profit, banche, societa' finanziarie; 
    b) risorse  derivanti  da  finanziamenti,  donazioni  e  liberalita',
    erogati da soggetti pubblici o privati; 
    c) a decorrere dall'anno di imposta 2011, parte della quota destinata
    allo Stato di cui all'articolo 47,  secondo  comma,  della  legge  20
    maggio 1985, n. 222, determinata con le procedure vigenti. 
    2. Allo scopo di favorire la crescita  competitiva  dell'offerta  del
    sistema turistico nazionale  con  appositi  decreti,  di  natura  non
    regolamentare, del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  o  del
    Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle
    finanze, sentito il Dipartimento per  le  politiche  della  famiglia,
    d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
    regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono  definite
    le modalita' per  l'erogazione  di  buoni  vacanza  da  destinare  ad
    interventi di solidarieta' in favore delle fasce sociali piu' deboli,
    anche per la soddisfazione delle esigenze di destagionalizzazione dei
    flussi turistici ed anche ai fini della valorizzazione delle aree che
    non abbiano ancora conosciuto una adeguata fruizione turistica. 
     
    
                                   CAPO IV 
     
                                ALTRI SETTORI 
     
                                   ART. 28 
     
                      (Turismo termale e del benessere) 
     
    1. Il turismo termale e' disciplinato dalla legge 24 ottobre 2000, n.
    323, e successive modificazioni. 
    2. Il turismo del benessere segue la disciplina prevista  dal  titolo
    III del presente Codice. 
     
    
                                   ART. 29 
     
                     (Turismo della natura e faunistico) 
     
    1.  L'agriturismo  e'  disciplinato  dall'articolo  3   del   decreto
    legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e dalla legge 20  febbraio  2006,
    n. 96. 
    2. Il turismo della natura comprende  le  attivita'  di  ospitalita',
    ricreative, didattiche,  culturali  e  di  servizi  finalizzate  alla
    corretta   fruizione   e   alla    valorizzazione    delle    risorse
    naturalistiche,  del  patrimonio  faunistico  e  acquatico  e   degli
    itinerari di recupero delle ippovie  e  delle  antiche  trazzere  del
    Paese. Per quanto non  specificamente  previsto  dalle  normative  di
    settore, e' disciplinato dal titolo III del presente Codice. 
     
    
                                   ART. 30 
     
                      (Turismo con animali al seguito) 
     
    1. Al fine di aumentare la competitivita' del settore e l'offerta dei
    servizi   turistici   a   favore   dei   visitatori   nazionali    ed
    internazionali, lo Stato promuove ogni iniziativa volta ad  agevolare
    e favorire l'accesso ai servizi  pubblici  e  nei  luoghi  aperti  al
    pubblico dei turisti con animali domestici al seguito. 
    2. Ai  fini  di  cui  al  comma  1,  lo  Stato  promuove  la  fattiva
    collaborazione tra  le  autonomie  locali,  gli  enti  pubblici,  gli
    operatori turistici, le associazioni di tutela del settore. 
     
    
                                   ART. 31 
     
                              (Turismo nautico) 
     
    1. Ferma restando l'osservanza della normativa statale in materia  di
    tutela dell'ambiente e del patrimonio culturale e dei regolamenti  di
    fruizione  delle  aree  naturali  protette,  la  realizzazione  delle
    strutture di interesse turistico-ricreativo dedicate alla nautica  da
    diporto di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c),  del  regolamento
    di cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 dicembre 1997, n.
    509, ivi compresi i pontili galleggianti a carattere stagionale,  pur
    se ricorrente, mediante impianti di  ancoraggio  con  corpi  morti  e
    catenarie, collegamento con la terraferma e apprestamento di  servizi
    complementari, per la quale sia stata assentita, nel  rispetto  della
    disciplina  paesaggistica   e   ambientale,   concessione   demaniale
    marittima o  lacuale,  anche  provvisoria,  non  necessita  di  alcun
    ulteriore titolo abilitativo edilizio e demaniale, ferma restando  la
    quantificazione del canone in base  alla  superficie  occupata.  Sono
    comunque fatte salve le competenze regionali in  materia  di  demanio
    marittimo, lacuale e fluviale. 
     
    
                                  TITOLO I 
     
                                  CONTRATTI 
     
                                   CAPO I 
     
                      CONTRATTI DEL TURISMO ORGANIZZATO 
     
                                   ART. 32 
     
                          (Ambito di applicazione) 
     
    1. Le disposizioni  del  presente  capo  di  applicano  ai  pacchetti
    turistici definiti dall'articolo 34, venduti od offerti in vendita  a
    chiunque    nel    territorio    nazionale    dall'organizzatore    o
    dall'intermediario, di cui all'articolo 33. 
    2. Il presente  capo  si  applica  altresi'  ai  pacchetti  turistici
    negoziati al di fuori dai locali commerciali o  a  distanza.  Restano
    ferme le disposizioni previste negli articoli da 64 a 67 del  decreto
    legislativo 6 settembre 2005, n. 206. Il tale caso il  professionista
    e' obbligato a comunicare per iscritto l'esclusione  del  diritto  di
    recesso. L'omessa comunicazione in merito all'inesistenza del diritto
    di recesso determina l'applicabilita' degli articoli 64, 65, 66 e  67
    del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 
    3. Per quanto  non  previsto  dal  presente  capo,  si  applicano  le
    disposizioni del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 
     
    
                                   ART. 33 
     
                                (Definizioni) 
     
    1. Ai fini del presente capo si intende per: 
    a) organizzatore di viaggio: il soggetto  che  si  obbliga,  in  nome
    proprio  e  verso  corrispettivo  forfetario,  a  procurare  a  terzi
    pacchetti turistici, realizzando la combinazione  degli  elementi  di
    cui all'articolo 34, o offrendo al turista, anche tramite un  sistema
    di  comunicazione  a  distanza,   la   possibilita'   di   realizzare
    autonomamente ed acquistare tale combinazione; 
    b) intermediario: il soggetto  che,  anche  non  professionalmente  e
    senza scopo di lucro,  vende,  o  si  obbliga  a  procurare  a  terzi
    pacchetti turistici realizzati ai sensi  dell'articolo  34  verso  un
    corrispettivo forfetario o singoli servizi turistici disaggregati; 
    c) turista: l'acquirente, il cessionario di un pacchetto turistico  o
    qualunque persona  anche  da  nominare,  purche'  soddisfi  tutte  le
    condizioni richieste per la fruizione del servizio, per  conto  della
    quale  il  contraente  principale  si  impegna  ad  acquistare  senza
    remunerazione un pacchetto turistico. 
    2. L'organizzatore puo' vendere pacchetti  turistici  direttamente  o
    tramite un venditore o tramite un intermediario. 
     
    
                                   ART. 34 
     
                            (Pacchetti turistici) 
     
    1. I pacchetti turistici hanno ad oggetto i  viaggi,  le  vacanze,  i
    circuiti tutto compreso, le  crociere  turistiche,  risultanti  dalla
    combinazione, da chiunque ed in qualunque modo realizzata, di  almeno
    due degli elementi di seguito indicati, venduti od offerti in vendita
    ad un prezzo forfetario: 
    a) trasporto; 
    b) alloggio; 
    c) servizi turistici non accessori al trasporto o all'alloggio di cui
    all'articolo  36,  che  costituiscano,  per  la  soddisfazione  delle
    esigenze ricreative del turista, parte  significativa  del  pacchetto
    turistico. 
    2. La fatturazione separata degli elementi di  uno  stesso  pacchetto
    turistico non sottrae l'organizzatore o il  venditore  agli  obblighi
    del presente capo. 
     
    
                                   ART. 35 
     
                       (Forma dei contratti turistici) 
     
    1. Il contratto di vendita di pacchetti turistici e' redatto in forma
    scritta  in  termini  chiari  e  precisi.  Al  turista  deve   essere
    rilasciata  una  copia  del  contratto   stipulato   e   sottoscritto
    dall'organizzatore o venditore. 
    2. Il venditore che si obbliga a procurare  a  terzi,  anche  in  via
    telematica,  un  servizio  turistico  disaggregato,   e'   tenuto   a
    rilasciare al turista i documenti relativi a questo servizio portanti
    la sua firma,  anche  elettronica.  Questi  documenti  o  la  fattura
    relativa riportano la somma pagata per il servizio. 
     
    
                                   ART. 36 
     
         (Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici) 
     
    1. Il contratto contiene i seguenti elementi: 
    a) destinazione, durata, data d'inizio  e  conclusione,  qualora  sia
    previsto un soggiorno frazionato, durata del  medesimo  con  relative
    date di inizio e fine; 
    b) nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell'autorizzazione
    all'esercizio dell'organizzatore o dell'intermediario che sottoscrive
    il contratto; 
    c) prezzo del pacchetto turistico,  modalita'  della  sua  revisione,
    diritti e tasse sui servizi di atterraggio,  sbarco  ed  imbarco  nei
    porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del turista; 
    d) importo, comunque non  superiore  al  venticinque  per  cento  del
    prezzo, da versarsi all'atto della prenotazione, nonche'  il  termine
    per il pagamento del saldo; il suddetto importo e' versato  a  titolo
    di caparra ma gli effetti di cui all'articolo 1385 del codice  civile
    non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non
    imputabile, ovvero sia giustificato  dal  grave  inadempimento  della
    controparte; 
    e)  estremi  della  copertura  assicurativa  obbligatoria   e   delle
    ulteriori polizze convenute con il turista; 
    f) mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora,  luogo
    della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato; 
    g) ove il pacchetto turistico includa il trasporto aereo, il nome del
    vettore e la sua  eventuale  non  conformita'  alla  regolamentazione
    dell'Unione europea; 
    h) ove il pacchetto turistico includa  la  sistemazione  in  albergo,
    l'ubicazione,  la  categoria  turistica,  il   livello,   l'eventuale
    idoneita' all'accoglienza di persone disabili, nonche' le  principali
    caratteristiche, la conformita'  alla  regolamentazione  dello  Stato
    membro ospitante, i pasti forniti; 
    i)  itinerario,  visite,  escursioni  o  altri  servizi  inclusi  nel
    pacchetto turistico, ivi compresa la  presenza  di  accompagnatori  e
    guide turistiche; 
    l)   termine   entro   cui   il   turista   deve   essere   informato
    dell'annullamento del viaggio per  la  mancata  adesione  del  numero
    minimo dei partecipanti eventualmente previsto; 
    m)  accordi  specifici  sulle  modalita'  del  viaggio  espressamente
    convenuti tra l'organizzatore  o  l'intermediario  e  il  turista  al
    momento della prenotazione; 
    n) eventuali spese poste a carico del turista  per  la  cessione  del
    contratto ad un terzo; 
    o) termine entro il quale il  turista  deve  presentare  reclamo  per
    l'inadempimento o l'inesatta esecuzione del contratto; 
    p) termine entro il quale  il  turista  deve  comunicare  la  propria
    scelta in relazione alle modifiche delle condizioni  contrattuali  di
    cui all'articolo 41. 
     
    
                                   ART. 37 
     
                         (Informazione del turista) 
     
    1. Nel corso delle trattative e comunque prima della conclusione  del
    contratto, l'intermediario o l'organizzatore forniscono per  iscritto
    informazioni  di  carattere  generale   concernenti   le   condizioni
    applicabili ai cittadini dello Stato membro  dell'Unione  europea  in
    materia di passaporto e visto con l'indicazione dei  termini  per  il
    rilascio, nonche' gli obblighi sanitari e le relative formalita'  per
    l'effettuazione del viaggio e del soggiorno. 
    2. Prima dell'inizio del viaggio  l'organizzatore  e  l'intermediario
    comunicano al turista per iscritto le seguenti informazioni: 
    a) orari, localita' di sosta intermedia e coincidenze; 
    b) generalita' e  recapito  telefonico  di  eventuali  rappresentanti
    locali  dell'organizzatore  o  dell'intermediario  ovvero  di  uffici
    locali contattatili dal turista in caso di difficolta'; 
    c)  recapito  telefonico  dell'organizzatore   o   dell'intermediario
    utilizzabile in caso di  difficolta'  in  assenza  di  rappresentanti
    locali; 
    d) per i viaggi ed i  soggiorni  di  minorenne  all'estero,  recapiti
    telefonici per stabilire un contatto diretto  con  questi  o  con  il
    responsabile locale del suo soggiorno; 
    e) la facolta' di  sottoscrivere  un  contratto  di  assicurazione  a
    copertura delle spese sostenute dal turista  per  l'annullamento  del
    contratto o per il rimpatrio in caso di incidente o malattia. 
    3. Quando il contratto e' stipulato nell'imminenza della partenza, le
    indicazioni   contenute   nel   comma   1   devono   essere   fornite
    contestualmente alla stipula del contratto. 
    4. E' fatto comunque  divieto  di  fornire  informazioni  ingannevoli
    sulle modalita' del  servizio  offerto,  sul  prezzo  e  sugli  altri
    elementi del contratto qualunque sia il mezzo mediante il quale dette
    informazioni vengono comunicate al turista. 
     
    
                                   ART. 38 
     
                           (Opuscolo informativo) 
     
    1. L'opuscolo indica in modo chiaro e preciso: 
    a) la destinazione, il mezzo, il  tipo,  la  categoria  di  trasporto
    utilizzato; 
    b) la sistemazione in albergo o  altro  tipo  di  alloggio,  l'esatta
    ubicazione con particolare riguardo alla  distanza  dalle  principali
    attrazioni turistiche del luogo, la  categoria  o  il  livello  e  le
    caratteristiche principali con  particolare  riguardo  agli  standard
    qualitativi offerti, la  sua  approvazione  e  classificazione  dello
    Stato ospitante; 
    c) i pasti forniti; 
    d) l'itinerario; 
    e) le informazioni di carattere generale applicabili al cittadino  di
    uno Stato membro dell'Unione europea in materia di passaporto e visto
    con indicazione dei termini per il  rilascio,  nonche'  gli  obblighi
    sanitari e le relative formalita' da  assolvere  per  l'effettuazione
    del viaggio e del soggiorno; 
    f) l'importo o la percentuale di prezzo da versare come acconto e  le
    scadenze per il versamento del saldo; 
    g) l'indicazione del  numero  minimo  di  partecipanti  eventualmente
    necessario per l'effettuazione  del  viaggio  tutto  compreso  e  del
    termine  entro  il   quale   il   turista   deve   essere   informato
    dell'annullamento del pacchetto turistico; 
    h) i termini, le modalita', il soggetto nei cui riguardi si  esercita
    il diritto di recesso ai sensi degli articoli da 64 a 67 del  decreto
    legislativo 6 settembre 2005, n. 206, nel caso di contratto negoziato
    fuori dei locali commerciali o a distanza; 
    i) gli  estremi  della  copertura  assicurativa  obbligatoria,  delle
    eventuali polizze assicurative facoltative a  copertura  delle  spese
    sostenute dal turista per  l'annullamento  del  contratto  o  per  il
    rimpatrio in caso di incidente o malattia,  nonche'  delle  eventuali
    ulteriori polizze assicurative sottoscritte dal turista in  relazione
    al contratto. 
    2. Le informazioni contenute nell'opuscolo vincolano  l'organizzatore
    e l'intermediario in relazione  alle  rispettive  responsabilita',  a
    meno che  le  modifiche  delle  condizioni  ivi  indicate  non  siano
    comunicate per iscritto  al  turista  prima  della  stipulazione  del
    contratto o vengano concordate dai contraenti, mediante uno specifico
    accordo scritto, successivamente alla stipulazione. 
    3. Sono  parificati  all'opuscolo  le  informazioni  ed  i  materiali
    illustrativi divulgati su supporto elettronico o per via telematica. 
     
    
                                   ART. 39 
     
                          (Cessione del contratto) 
     
    1. Il turista puo' sostituire a se' un terzo che  soddisfi  tutte  le
    condizioni per la fruizione del servizio, nei rapporti derivanti  dal
    contratto,   ove   comunichi   per   iscritto   all'organizzatore   o
    all'intermediario, entro e non oltre quattro giorni lavorativi  prima
    della partenza, di  trovarsi  nell'impossibilita'  di  usufruire  del
    pacchetto turistico e le generalita' del cessionario. 
    2. Il cedente  ed  il  cessionario  sono  solidamente  obbligati  nei
    confronti dell'organizzatore o dell'intermediario  al  pagamento  del
    prezzo  e  delle  spese  ulteriori  eventualmente   derivanti   dalla
    cessione. 
     
    
                                   ART. 40 
     
                           (Revisione del prezzo) 
     
    1. La  revisione  del  prezzo  forfetario  di  vendita  di  pacchetto
    turistico convenuto dalle parti e'  ammessa  solo  quando  sia  stata
    espressamente prevista nel contratto, anche con la definizione  delle
    modalita' di calcolo, in conseguenza della variazione del  costo  del
    trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali quelle  di
    atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti  o  negli  aeroporti,  del
    tasso di  cambio  applicato.  I  costi  devono  essere  adeguatamente
    documentati dal venditore. 
    2. La revisione al rialzo non puo' in ogni caso essere  superiore  al
    dieci per cento del prezzo nel suo originario ammontare. 
    3. Quando l'aumento del prezzo supera la percentuale di cui al  comma
    2, l'acquirente puo' recedere dal contratto,  previo  rimborso  delle
    somme gia' versate alla controparte. 
    4. Il prezzo non puo' in ogni caso essere aumentato nei venti  giorni
    che precedono la partenza. 
     
    
                                   ART. 41 
     
                  (Modifiche delle condizioni contrattuali) 
     
    1. Prima della partenza l'organizzatore o l'intermediario  che  abbia
    necessita' di modificare in modo significativo uno  o  piu'  elementi
    del contratto, ne da' immediato avviso in forma scritta  al  turista,
    indicando il tipo di modifica e  la  variazione  del  prezzo  che  ne
    consegue, ai sensi dell'articolo 40. 
    2. Ove non accetti la proposta di modifica di  cui  al  comma  1,  il
    turista puo' recedere, senza pagamento di penali,  ed  ha  diritto  a
    quanto previsto nell'articolo 42. 
    3.  Il  turista  comunica  la  propria  scelta  all'organizzatore   o
    all'intermediario entro due giorni lavorativi dal momento in  cui  ha
    ricevuto l'avviso indicato al comma 2. 
    4. Dopo la partenza, quando una parte essenziale dei servizi previsti
    dal contratto non puo' essere effettuata, l'organizzatore  predispone
    adeguate  soluzioni  alternative  per  la  prosecuzione  del  viaggio
    programmato non comportanti oneri di  qualsiasi  tipo  a  carico  del
    turista, oppure rimborsa quest'ultimo nei limiti della differenza tra
    le prestazioni originariamente previste e quelle effettuate, salvo il
    risarcimento del danno. 
    5. Se non e' possibile alcuna soluzione alternativa o il turista  non
    l'accetta per un giustificato motivo,  l'organizzatore  gli  mette  a
    disposizione un mezzo di trasporto  equivalente  per  il  ritorno  al
    luogo di partenza o ad altro luogo convenuto, e  gli  restituisce  la
    differenza tra il costo delle prestazioni  previste  e  quello  delle
    prestazioni effettuate fino al momento del rientro anticipato. 
     
    
                                   ART. 42 
     
           (Diritti del turista in caso di recesso o annullamento 
                                del servizio) 
     
    1. Quando il turista recede dal contratto  nei  casi  previsti  dagli
    articoli 40 e 41, o il pacchetto  turistico  viene  cancellato  prima
    della partenza  per  qualsiasi  motivo,  tranne  che  per  colpa  del
    turista, questi  ha  diritto  di  usufruire  di  un  altro  pacchetto
    turistico di qualita' equivalente o superiore  senza  supplemento  di
    prezzo o di un pacchetto turistico qualitativamente inferiore, previa
    restituzione della differenza del prezzo, oppure gli  e'  rimborsata,
    entro sette  giorni  lavorativi  dal  momento  del  recesso  o  della
    cancellazione, la somma di danaro gia' corrisposta. 
    2. Nei casi previsti dal comma 1 il  turista  ha  diritto  ad  essere
    risarcito di ogni ulteriore danno dipendente dalla mancata esecuzione
    del contratto. 
    3. Il comma 2 non si applica quando la  cancellazione  del  pacchetto
    turistico dipende dal mancato raggiungimento  del  numero  minimo  di
    partecipanti  eventualmente  richiesto  ed  il  turista   sia   stato
    informato in forma scritta  almeno  venti  giorni  prima  della  data
    prevista per la partenza, oppure da causa di forza maggiore,  escluso
    in ogni caso l'eccesso di prenotazioni. 
     
    
                                   ART. 43 
     
                      (Mancato o inesatto adempimento) 
     
    1. Fermo restando gli obblighi previsti dall'articolo 42 in  caso  di
    mancato o inesatto adempimento  delle  obbligazioni  assunte  con  la
    vendita del pacchetto turistico,  l'organizzatore  e  l'intermediario
    sono  tenuti  al  risarcimento  del  danno,  secondo  le   rispettive
    responsabilita'. Si considerano inesatto adempimento  le  difformita'
    degli standard qualitativi del servizio promessi o pubblicizzati. 
    2.  L'organizzatore  o  l'intermediario  che  si  avvale   di   altri
    prestatori di  servizi  e'  comunque  tenuto  a  risarcire  il  danno
    sofferto  dal  turista,  salvo  il  diritto  di  rivalersi  nei  loro
    confronti. 
     
    
                                   ART. 44 
     
                  (Responsabilita' per danni alla persona) 
     
    1. Il danno derivante alla persona dall'inadempimento o dall'inesatta
    esecuzione  delle  prestazioni  che  formano  oggetto  del  pacchetto
    turistico e' risarcibile secondo le norme stabilite dalle convenzioni
    internazionali, di cui sono parte l'Italia o  l'Unione  europea,  che
    disciplinano le singole prestazioni che formano oggetto del pacchetto
    turistico, cosi' come recepite nell'ordinamento italiano. 
    2. Il diritto al risarcimento del danno  si  prescrive  in  tre  anni
    dalla data del rientro del turista nel luogo di  partenza,  salvo  il
    termine   di   diciotto   o   dodici   mesi   per   quanto    attiene
    all'inadempimento di prestazioni di trasporto comprese nel  pacchetto
    turistico per le quali si applica l'articolo 2951 del codice civile. 
    3. E' nullo ogni accordo che stabilisca limiti di risarcimento per  i
    danni di cui al comma 1. 
     
    
                                   ART. 45 
     
         (Responsabilita' per danni diversi da quelli alla persona) 
     
    1. Le parti contraenti possono  convenire  in  forma  scritta,  fatta
    salva  in  ogni  caso  l'applicazione  delle  norme  sulle   clausole
    vessatorie, limitazioni al risarcimento del danno, diverso dal  danno
    alla persona, derivante dall'inadempimento o dall'inesatta esecuzione
    delle prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico. 
    2. La limitazione di cui al comma  1  non  puo'  essere,  a  pena  di
    nullita', comunque inferiore  a  quanto  previsto  dalle  convenzioni
    internazionali che disciplinano le prestazioni  che  formano  oggetto
    del pacchetto turistico e dagli  articoli  1783  e  1784  del  codice
    civile. 
    3. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in un  anno  dal
    rientro del turista nel luogo della partenza. 
     
    
                                   ART. 46 
     
                        (Esonero di responsabilita') 
     
    1. Fatte salve le ipotesi di responsabilita' oggettiva,  previste  da
    norme speciali,  l'organizzatore  e  l'intermediario  sono  esonerati
    dalla responsabilita' di cui agli articoli 43,  44  e  45  quando  la
    mancata o inesatta esecuzione del contratto e' imputabile al  turista
    o e' dipesa dal  fatto  di  un  terzo  a  carattere  imprevedibile  o
    inevitabile, ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore. 
    2. L'organizzatore o  l'intermediario  apprestano  con  sollecitudine
    ogni rimedio utile al soccorso del turista al fine di consentirgli la
    prosecuzione  del  viaggio,  salvo  in  ogni  caso  il   diritto   al
    risarcimento del danno nel caso in  cui  l'inesatto  adempimento  del
    contratto sia a questo ultimo imputabile. 
     
    
                                   ART. 47 
     
                         (Danno da vacanza rovinata) 
     
    1. Nel caso  in  cui  l'inadempimento  o  inesatta  esecuzione  delle
    prestazioni che formano oggetto del pacchetto turistico  non  sia  di
    scarsa importanza ai sensi dell'articolo 1455 del codice  civile,  il
    turista puo' chiedere, oltre ed indipendentemente  dalla  risoluzione
    del contratto, un  risarcimento  del  danno  correlato  al  tempo  di
    vacanza inutilmente trascorso ed  all'irripetibilita'  dell'occasione
    perduta. 
    2. Ai fini della prescrizione si applicano  i  termini  di  cui  agli
    articoli 44 e 45. 
     
    
                                   ART. 48 
     
                          (Diritto di surrogazione) 
     
    1. L'organizzatore o l'intermediario che hanno risarcito  il  turista
    sono surrogati, nei limiti del risarcimento corrisposto, in  tutti  i
    diritti e le azioni di quest'ultimo verso i terzi responsabili. 
    2. Il turista fornisce all'organizzatore o all'intermediario tutti  i
    documenti, le informazioni e gli elementi in suo possesso  utili  per
    l'esercizio del diritto di surroga. 
     
    
                                   ART. 49 
     
                                  (Reclamo) 
     
    1. Ogni mancanza nell'esecuzione del contratto deve essere contestata
    dal turista, mediante tempestiva presentazione di  reclamo  affinche'
    l'organizzatore, il suo rappresentante locale o  l'accompagnatore  vi
    pongano tempestivamente rimedio. 
    2. Il turista puo' altresi'  sporgere  reclamo  mediante  l'invio  di
    raccomandata o di altri mezzi che garantiscono la prova dell'avvenuto
    ricevimento,  all'organizzatore  o  all'intermediario,  entro   dieci
    giorni lavorativi dalla data di rientro nel luogo di partenza. 
    3. La mancata presentazione del reclamo puo' essere valutata ai  fini
    dell'articolo 1227 del codice civile. 
     
    
                                   ART. 50 
     
                               (Assicurazione) 
     
    1.  L'organizzatore  e  l'intermediario  devono  essere  coperti   da
    contratto di assicurazione per la responsabilita' civile a favore del
    turista per il risarcimento dei danni di cui agli articoli 44,  45  e
    47. 
    2. In ogni caso i contratti di  turismo  organizzato  possono  essere
    assistiti da polizze  assicurative  che,  per  i  viaggi  all'estero,
    garantiscano il rientro immediato del turista a  causa  di  emergenze
    imputabili   o   meno   al   comportamento    dell'organizzatore    o
    dell'intermediario, e che assicurino al turista assistenza  anche  di
    tipo economico. Tali polizze possono altresi' garantire, nei casi  di
    insolvenza o fallimento dell'intermediario o  dell'organizzatore,  il
    rimborso del prezzo versato per l'acquisto del  pacchetto  turistico.
    Qualora le spese per l'assistenza e per il rimpatrio siano  sostenute
    o anticipate dall'amministrazione pubblica competente, l'assicuratore
    e' tenuto ad effettuare il rimborso direttamente nei suoi confronti. 
    3. Gli  organizzatori  e  gli  intermediari  possono  costituirsi  in
    consorzi   o   altre   forme   associative   idonee   a    provvedere
    collettivamente, anche mediante la costituzione di un apposito fondo,
    per la copertura dei rischi di cui  al  comma  2.  Le  finalita'  del
    presente  comma  possono  essere   perseguite   anche   mediante   il
    coinvolgimento diretto nei consorzi e nelle altre  forme  associative
    di imprese e associazioni  di  categoria  del  settore  assicurativo,
    anche prevedendo forme di riassicurazione. 
    4. L'obbligo, di cui al comma 1, non sussiste per  il  prestatore  di
    uno Stato membro dell'Unione europea che si stabilisce sul territorio
    nazionale se sussistono le condizioni  di  cui  all'articolo  33  del
    decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59. 
    5. In ogni caso, il Ministero degli affari esteri puo' chiedere  agli
    interessati il rimborso, totale o parziale, delle spese sostenute per
    il soccorso e il rimpatrio delle persone che,  all'estero,  si  siano
    esposte  deliberatamente,   salvi   giustificati   motivi   correlati
    all'esercizio di attivita'  professionali,  a  rischi  che  avrebbero
    potuto conoscere con l'uso della normale diligenza. 
    6. E' fatta salva  la  facolta'  di  stipulare  anche  altre  polizze
    assicurative di assistenza al turista. 
     
    
                                   ART. 51 
     
                        (Fondo nazionale di garanzia) 
     
    1. Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per
    lo sviluppo e la competitivita' del turismo opera il fondo  nazionale
    di garanzia, per consentire, in caso di insolvenza  o  di  fallimento
    del venditore o dell'organizzatore, il rimborso del prezzo versato ed
    il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi  all'estero,  nonche'
    per fornire una immediata disponibilita' economica in caso di rientro
    forzato  di  turisti  da  Paesi  extracomunitari  in   occasione   di
    emergenze, imputabili o meno al comportamento dell'organizzatore. 
    2. Il fondo e' alimentato annualmente da una quota pari  al  due  per
    cento  dell'ammontare  del  premio  delle  polizze  di  assicurazione
    obbligatoria  di  cui  all'articolo  50,  comma  1,  che  e'  versata
    all'entrata del bilancio dello  Stato  per  essere  riassegnata,  con
    decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, al fondo  di  cui
    al comma 1. 
    3. Il fondo interviene, per le finalita'  di  cui  al  comma  1,  nei
    limiti dell'importo corrispondente alla quota cosi' come  determinata
    ai sensi del comma 2. 
    4. Le istanze di rimborso al fondo non sono soggette ad alcun termine
    di decadenza, fatta salva comunque la  prescrizione  del  diritto  al
    rimborso. 
    5. Il fondo potra' avvalersi del diritto di rivalsa nei confronti del
    soggetto inadempiente. 
    6. Le modalita'  di  gestione  e  di  funzionamento  del  fondo  sono
    determinate con decreto del Presidente del Consiglio dei  Ministri  o
    con decreto del  Ministro  delegato,  di  concerto  con  il  Ministro
    dell'economia e delle finanze  e  con  il  Ministero  dello  sviluppo
    economico. 
     
    
                                   CAPO II 
     
                         DELLE LOCAZIONI TURISTICHE 
     
                                   ART. 52 
     
              (Locazioni di interesse turistico e alberghiere) 
     
    1. All'articolo 27 della legge 27 luglio 1978, n. 392, il primo comma
    e' sostituito dal seguente: "La durata delle locazioni e sublocazioni
    di immobili urbani non puo'  essere  inferiore  a  sei  anni  se  gli
    immobili sono  adibiti  ad  una  delle  attivita'  appresso  indicate
    industriali, commerciali e artigianali di interesse turistico,  quali
    agenzie di viaggio e turismo, impianti sportivi e ricreativi, aziende
    di soggiorno ed altri organismi di promozione turistica e simili.". 
    2. All'articolo 27 della legge 27 luglio 1978, n. 392, il terzo comma
    e' sostituito dal seguente:  "La  durata  della  locazione  non  puo'
    essere  inferiore  a  nove  anni  se  l'immobile  urbano,  anche   se
    ammobiliato, e' adibito ad attivita'  alberghiere,  all'esercizio  di
    imprese assimilate ai sensi dell'articolo 1786 del  codice  civile  o
    all'esercizio di attivita' teatrali.". 
     
    
                                   ART. 53 
     
            (Locazioni ad uso abitativo per finalita' turistiche) 
     
    1. Gli alloggi locali esclusivamente  per  finalita'  turistiche,  in
    qualsiasi luogo ubicati, sono regolati dalle disposizioni del  codice
    civile in tema di locazione. 
     
    
                                 TITOLO VII 
     
                                 ORDINAMENTO 
     
                                   CAPO I 
     
                               ORGANIZZAZIONE 
     
                                   ART. 54 
     
          (Funzioni di indirizzo e vigilanza dello Stato in materia 
                                 di turismo) 
     
    1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o  il  Ministro  delegato
    adotta atti di indirizzo ed esercita la vigilanza su ACI  e  CAI,  in
    modo da istituire forme di collaborazione nell'ambito dei  rispettivi
    settori di competenza. 
     
    
                                   ART. 55 
     
      (Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita' del turismo) 
     
    1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita' del turismo e'
    la struttura  di  supporto  delle  politiche  del  Governo  nell'area
    funzionale relativa al settore turismo. 
    2. Il Dipartimento per lo  svolgimento  delle  proprie  attivita'  si
    avvale degli altri organismi costituiti e delle societa' partecipate. 
     
    
                                   ART. 56 
     
                     (Conferenza nazionale del turismo) 
     
    1. La Conferenza nazionale del turismo e' indetta dal Presidente  del
    Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato almeno ogni  due  anni
    ed e'  organizzata  d'intesa  con  la  Conferenza  permanente  per  i
    rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento  e
    di Bolzano. 
    2.  Sono  convocati  per  la  Conferenza:  i   rappresentanti   della
    Presidenza del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato,  della
    Conferenza dei Presidenti delle regioni e delle province autonome  di
    Trento e di Bolzano, i rappresentanti dell'Associazione nazionale dei
    comuni italiani (ANCI), dell'Unione delle province d'Italia  (UPI)  e
    dell'Unione nazionale comuni  comunita'  enti  montani  (UNCEM),  del
    Consiglio  nazionale  dell'economia   e   del   lavoro   (CNEL),   di
    UNIONCAMERE,  dell'ISTAT  e  delle  altre  autonomie  territoriali  e
    funzionali,  i   rappresentanti   delle   associazioni   maggiormente
    rappresentative degli imprenditori turistici,  dei  consumatori,  del
    turismo sociale, delle  associazioni  pro  loco,  delle  associazioni
    senza  scopo  di  lucro  operanti  nel  settore  del  turismo,  delle
    associazioni  ambientaliste  e   animaliste,   delle   organizzazioni
    sindacali dei lavoratori. 
    3. La Conferenza  esprime  orientamenti  per  la  definizione  e  gli
    aggiornamenti del documento  contenente  le  linee  guida  del  piano
    strategico nazionale. 
    4. La Conferenza, inoltre, ha lo  scopo  di  verificare  l'attuazione
    delle  linee  guida,  con  particolare  riferimento  alle   politiche
    turistiche e a quelle  intersettoriali  riferite  al  turismo,  e  di
    favorire il confronto tra le  istituzioni  e  le  rappresentanze  del
    settore. Gli atti conclusivi di ciascuna  Conferenza  sono  trasmessi
    alle Commissioni parlamentari competenti. 
    5.  Agli  oneri  derivanti  dal  funzionamento  della  Conferenza  si
    provvede nell'ambito degli ordinari stanziamenti  di  bilancio  della
    Presidenza del Consiglio dei Ministri afferenti il  Dipartimento  per
    lo sviluppo e la competitivita' del  turismo,  con  le  risorse  allo
    scopo trasferite ai sensi del decreto-legge 18 maggio 2006,  n.  181,
    convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233. 
     
    
                                   ART. 57 
     
              (Ente nazionale italiano del turismo (E.N.I.T.) - 
                       Agenzia nazionale del turismo) 
     
    1. L'E.N.I.T., Agenzia nazionale del turismo, e' un  ente  dotato  di
    personalita' giuridica di diritto pubblico, con autonomia statutaria,
    regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di  gestione,
    di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile  2006,  n.
    207, e successive modificazioni. 
    2. L'Agenzia  svolge  tutte  le  funzioni  di  promozione  all'estero
    dell'immagine  unitaria  dell'offerta  turistica   nazionale   e   ne
    favorisce  la  commercializzazione  anche   al   fine   di   renderla
    competitiva sui mercati internazionali. 
    3. L'Agenzia e' sottoposta alla  diretta  attivita'  di  indirizzo  e
    vigilanza del Presidente del Consiglio dei Ministri  o  del  Ministro
    delegato. 
     
    
                                   ART. 58 
     
          (Comitato permanente di promozione del turismo in Italia) 
     
    1. Al fine di promuovere un'azione coordinata dei  diversi  soggetti,
    che  operano  nel  settore  del  turismo,  con  la  politica   e   la
    programmazione nazionale, con decreto del  Presidente  del  Consiglio
    dei Ministri o del Ministro delegato, da adottarsi, d'intesa  con  la
    Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le
    province autonome di Trento e di Bolzano, entro sessanta giorni dalla
    data di entrata in vigore  del  presente  decreto,  e'  istituito  il
    Comitato permanente di promozione del turismo in Italia,  di  seguito
    denominata  Comitato.  Con  il  medesimo  decreto  sono  regolati  il
    funzionamento e l'organizzazione del Comitato. 
    2. Il Comitato  e'  presieduto,  dal  Presidente  del  Consiglio  dei
    Ministri o dal Ministro delegato, che puo' all'uopo delegare  un  suo
    rappresentante. Il decreto di istituzione del  Comitato  assicura  la
    rappresentanza di tutti i soggetti pubblici e  privati  operanti  nel
    settore turistico. 
    3. Il Comitato promuove le azioni relative ai seguenti ambiti: 
    a) identificazione omogenea  delle  strutture  pubbliche  dedicate  a
    garantire i servizi del turista; 
    b)  accordi  di  programma  con   le   regioni   e   sviluppo   della
    strutturazione  turistica  sul  territorio  progetti  di   formazione
    nazionale al fine di promuovere lo sviluppo turistico; 
    c) sostegno ed assistenza alle imprese che concorrono a riqualificare
    l'offerta turistica nazionale; 
    d)  promozione  dell'immagine  dell'Italia,  nel  settore  turistico,
    all'interno confini nazionali, con 
    particolare riguardo ai sistemi turistici di  eccellenza,  garantendo
    sul territorio pari opportunita' di 
    propaganda ed una comunicazione unitaria; 
    e) organizzazione dei momenti e degli eventi di carattere  nazionale,
    ad impulso turistico che 
    coinvolgano territori, soggetti pubblici e privati; 
    f) raccordo e cooperazione  tra  regioni,  province  e  comuni  e  le
    istituzioni di governo; 
    g) promozione a fini turistici del marchio Italia. 
    4. L'istituzione ed il  funzionamento  del  Comitato  non  comportano
    oneri aggiuntivi per la finanza 
    pubblica e la relativa partecipazione e' a titolo gratuito. 
     
    
                                   CAPO II 
     
                PROMOZIONE DELL'ECCELLENZA TURISTICA ITALIANA 
     
                                   ART. 59 
     
              (Attestazione di eccellenza turistica nel settore 
                       enogastronomico ed alberghiero) 
     
    1. Al fine di promuovere l'offerta turistica italiana,  e'  istituita
    l'attestazione di eccellenza turistica, denominata Maestro di  cucina
    italiana, da attribuire, ogni anno, alle imprese  della  ristorazione
    italiana che, con la propria attivita', abbiano contribuito  in  modo
    significativo e  protrattosi  nel  tempo,  per  l'alta  qualita',  la
    ricerca e la professionalita', alla formazione  di  un'eccellenza  di
    offerta  tale  da  promuovere  l'immagine   dell'Italia   favorendone
    l'attrattiva turistica nel mondo e la caratterizzazione  e  tipicita'
    della relativa  offerta.  Ai  medesimi  fini  e'  altresi'  istituita
    l'attestazione   di   eccellenza   turistica,   denominata    Maestro
    dell'ospitalita' italiana, da attribuire,  ogni  anno,  alle  imprese
    alberghiere  italiane  che,  con  la   propria   attivita',   abbiano
    contribuito in modo significativo e protrattosi nel tempo, per l'alta
    qualita', la  ricerca  e  la  professionalita',  alla  formazione  di
    un'eccellenza di offerta tale da  promuovere  l'immagine  dell'Italia
    favorendone l'attrattiva turistica nel mondo e la caratterizzazione e
    tipicita' della relativa offerta. 
    2. Ai fini di cui  al  comma  1,  il  Presidente  del  Consiglio  dei
    Ministri o il Ministro delegato e' autorizzato  a  disciplinare,  con
    proprio decreto, sul quale e' acquisito il  parere  della  Conferenza
    unificata di cui agli articoli 8  e  9  del  decreto  legislativo  28
    agosto 1997, n. 281, le modalita' organizzative e procedurali  idonee
    al conferimento  della  'attestazione  di  eccellenza  turistica,  da
    rilasciare   sulla   base   di   criteri   oggettivi    di    agevole
    verificabilita'. Con il medesimo decreto viene individuato il  numero
    massimo di imprese da premiare ogni anno, comunque  non  superiore  a
    venti per ciascuna onorificenza. 
    3. L'impresa di ristorazione  ed  alberghiera  alla  quale  e'  stata
    attribuita l'attestazione di eccellenza turistica  puo'  utilizzarla,
    per un biennio, anche a fini promozionali o  pubblicitari.  Trascorso
    il biennio il titolare dell'autorizzazione  conserva  il  diritto  di
    indicarla  nel  proprio  logo  e  nella  propria  insegna,   con   la
    precisazione del biennio di riferimento. 
    4. E' autorizzata la realizzazione di vetrofanie  ed  altri  oggetti,
    con sopra riprodotto il  simbolo  della  attestazione  di  eccellenza
    turistica con l'indicazione del biennio  di  conferimento,  idonei  a
    segnalare adeguatamente il possesso della  predetta  attestazione  da
    parte dell'impresa di ristorazione. 
    5. E' autorizzato l'inserimento delle  denominazioni  delle  imprese,
    cui sia stata attribuita l'attestazione di  eccellenza  turistica  di
    cui ai commi che precedono nel portale Italia.it. 
     
    
                                   ART. 60 
     
                (Attestazione Medaglia al merito del turismo 
              per la valorizzazione dell'immagine dell'Italia) 
     
    1. E' istituita l'attestazione della Medaglia al merito  del  turismo
    per  la  valorizzazione  dell'immagine   dell'Italia,   destinata   a
    tributare un giusto riconoscimento alle  persone  che,  per  il  loro
    impegno e valore professionale, nonche' per la qualita' e durata  dei
    servizi resi,  hanno  efficacemente  contribuito  allo  sviluppo  del
    settore turistico ed alla valorizzazione e  diffusione  dell'immagine
    dell'Italia nel mondo. 
    2. A tali fini,  il  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri  o  il
    Ministro delegato  disciplina,  con  proprio  decreto  sul  quale  e'
    acquisito il parere della Conferenza unificata di cui agli articoli 8
    e 9 del decreto legislativo 28 agosto  1997,  n.  281,  le  modalita'
    organizzative e procedurali idonee al conferimento dell'attestazione,
    da  rilasciare  sulla  base   di   criteri   oggettivi   di   agevole
    verificabilita' individuati con riferimento ai parametri  di  cui  al
    comma 1. Con il medesimo decreto viene individuato il numero  massimo
    di imprese da premiare ogni anno. 
     
    
                                   ART. 61 
     
                     (Caratteristiche dell'attestazione) 
     
    1. L'attestazione  di  cui  all'articolo  60  comprende  tre  livelli
    crescenti: stella di bronzo, stella d'argento e stella d'oro. 
    2. Ciascuna medaglia e' raffigurata secondo il disegno approvato  con
    decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  o  del  Ministro
    delegato. 
    3. Il contingente annuale di attestazioni e' fissato in  10  medaglie
    d'oro, 25 medaglie d'argento e 50 medaglie di bronzo. 
     
    
                                   ART. 62 
     
                         (Modalita' di attribuzione) 
     
    1. Le attestazioni sono conferite nel giorno della giornata  mondiale
    del turismo - 27 settembre - con decreto del Presidente del Consiglio
    dei Ministri,  su  proposta  del  Ministro  delegato,  sul  quale  e'
    acquisito il parere della Conferenza unificata di cui agli articoli 8
    e 9 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. 
    2. L'accertamento dei titoli per il conferimento dell'attestazione e'
    fatto da una Commissione nominata  con  decreto  del  Presidente  del
    Consiglio dei  Ministri  o  del  Ministro  dallo  stesso  delegato  e
    composta: 
    a) dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro delegato,
    che la presiede; 
    b) dal Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita'  del
    turismo o da un suo delegato; 
    c) dal Coordinatore della  Struttura  di  missione  per  il  rilancio
    dell'immagine dell'Italia, ove esistente; 
    d) dal Presidente dell'Agenzia nazionale per il turismo - ENIT  o  da
    un suo delegato; 
    e) da tre membri, scelti dal Presidente del Consiglio dei Ministri  o
    dal Ministro delegato fra persone in possesso di adeguata  esperienza
    nel settore turistico. 
    3. La partecipazione alla Commissione di cui al comma 2, e' a  titolo
    gratuito. 
     
    
                                   ART. 63 
     
              (Istituzione della Medaglia al merito del turismo 
                        per gli italiani all'estero) 
     
    1. E' istituita l'attestazione della Medaglia al merito  del  turismo
    per  gli  italiani  all'estero,  destinata  a  tributare  un   giusto
    riconoscimento alle persone  operanti  all'estero  che  per  il  loro
    impegno e valore professionale, nonche' per la qualita' e durata  dei
    servizi resi  hanno  illustrato  il  Made  in  Italy  in  modo  tanto
    esemplare da divenire promotori turistici per il nostro Paese. 
     
    
                                   ART. 64 
     
                     (Caratteristiche dell'attestazione) 
     
    1. L'attestazione  di  cui  all'articolo  63  comprende  tre  livelli
    crescenti: medaglia di bronzo, medaglia d'argento e medaglia d'oro. 
    2. Ciascuna medaglia e' raffigurata secondo il disegno approvato  con
    decreto del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  o  del  Ministro
    delegato. 
    3. Il contingente annuale di attestazione e' fissato in  10  medaglie
    d'oro, 25 medaglie d'argento e 50 medaglie di bronzo. 
     
    
                                   ART. 65 
     
                         (Modalita' di attribuzione) 
     
    1. Le attestazioni sono conferite nel giorno della giornata  mondiale
    del turismo - 27 settembre - con decreto del Presidente del Consiglio
    dei Ministri su proposta del Ministro delegato, di  concerto  con  il
    Ministro degli affari esteri. 
    2. L'accertamento dei titoli per il conferimento  delle  attestazioni
    e' fatto da una Commissione nominata con decreto del  Presidente  del
    Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato e composta: 
    a) dal Presidente del Consiglio dei Ministri o dal Ministro  delegato
    che la presiede; 
    b) dal Capo del Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita'  del
    turismo o da un suo delegato; 
    c) dal Coordinatore della  Struttura  di  missione  per  il  rilancio
    dell'immagine dell'Italia; 
    d) dal Presidente dell'Agenzia nazionale per il turismo-ENIT o da  un
    suo delegato; 
    e) da tre membri, scelti dal Presidente del Consiglio dei Ministri  o
    dal Ministro delegato fra persone in possesso di elevata esperienza e
    professionalita' nel settore turistico; 
    f) da un membro designato  dal  Ministero  degli  affari  esteri  fra
    persone in possesso di  elevata  esperienza  e  professionalita'  nel
    settore turistico. 
    3. La partecipazione alla Commissione, di cui al comma 2, e' a titolo
    gratuito. 
     
    
                                  CAPO III 
     
         LA QUALITA' DEL SERVIZIO E LA SOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE 
     
                              CARTA DEI SERVIZI 
     
                                   ART. 66 
     
            (Standard dell'offerta di servizi turistici pubblici 
                          sul territorio nazionale) 
     
    1. Al fine di aumentare la qualita' e la competitivita'  dei  servizi
    turistici pubblici sul territorio nazionale le amministrazioni di cui
    all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30  marzo  2001,  n.
    165, nell'ambito delle attivita' istituzionali adottano la carta  dei
    servizi turistici da esse erogati. 
    2. Le carte definiscono quali servizi turistici si intendono erogare,
    con quali  modalita'  e  quali  standard  di  qualita'  si  intendono
    garantire. 
    3. Le carte dei servizi  di  cui  al  comma  1  sono  trasmesse  alla
    Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per lo sviluppo e
    la competitivita' del turismo. 
    4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il  Ministro  delegato,
    previa intesa con la Conferenza permanente  per  i  rapporti  tra  lo
    Stato, le regioni e le province autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,
    determina con proprio decreto i livelli essenziali delle  prestazioni
    dei servizi turistici concernenti i diritti civili e  sociali,  sulla
    base di parametri stabiliti con legge dello Stato. 
     
    
                                   ART.67 
     
           (Composizione delle controversie in materia di turismo) 
     
    1. La procedura di mediazione, finalizzata alla  conciliazione  delle
    controversie in materia  di  turismo,  e'  disciplinata  dal  decreto
    legislativo  4  marzo  2010,  n.  28,  e  costituisce  condizione  di
    procedibilita' della  domanda  giudiziale  o  arbitrale  se  cio'  e'
    previsto da una clausola del contratto di fornitura dei servizi. Tale
    clausola  deve  essere  specificamente  approvata  per  iscritto  dal
    turista. 
    2. Resta salva la facolta' del turista di ricorrere  a  procedure  di
    negoziazione  volontaria   o   paritetica   o   alla   procedura   di
    conciliazione innanzi alle commissioni arbitrali o  conciliative  per
    la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti
    inerenti la  fornitura  di  servizi  turistici,  istituite  ai  sensi
    dell'articolo 2, comma 4, lettera a), della legge 29  dicembre  1993,
    n. 580. Nella procedura di conciliazione i turisti hanno facolta'  di
    avvalersi delle  associazioni  dei  consumatori.  Tale  procedura  di
    conciliazione e' disciplinata dagli articoli 140 e  141  del  decreto
    legislativo 6 settembre 2005, n. 206. 
     
    
                                   ART. 68 
     
                           (Assistenza al turista) 
     
    1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita'  del  turismo,
    nell'ambito delle attivita' istituzionali, assicura  l'assistenza  al
    turista, anche attraverso  cali  center.  E'  altresi'  istituito  lo
    sportello del turista, attivo ai recapiti e negli  orari,  comunicati
    sul  sito  istituzionale,  presso  il  quale  le  persone  fisiche  e
    giuridiche, nonche' gli enti esponenziali per la rappresentanza degli
    interessi dei turisti possono proporre istanze, richieste reclami nei
    confronti  di  imprese  ed  operatori  turistici  per  l'accertamento
    dell'osservanza delle disposizioni previste nel presente codice. 
    2. Ai fini di  assistenza  il  Dipartimento  per  lo  sviluppo  e  la
    competitivita' del turismo assicura l'omogeneita' di informazioni  in
    ordine ai diversi servizi previsti per i  turisti,  anche  attraverso
    l'individuazione  di  denominazioni  standard,   da   attribuirsi   a
    strutture pubbliche che operano in tale settore. E'  fatta  salva  la
    possibilita' di utilizzare le procedure di negoziazione volontaria  e
    paritetica previste dall'articolo 2, comma 2, del decreto legislativo
    4 marzo 2010, n. 28. 
    3. Le regioni e le province autonome di Trento e di  Bolzano  possono
    prevedere la istituzione di sportelli del  turista  la  cui  gestione
    puo' essere delegata agli enti locali. 
     
    
                                   ART. 69 
     
                           (Gestione dei reclami) 
     
    1. Il Dipartimento per lo sviluppo e la competitivita'  del  turismo,
    ricevuta l'istanza  di  cui  all'articolo  68,  avvia  senza  ritardo
    l'attivita' istruttoria, informando  contestualmente  il  reclamante,
    l'impresa o l'operatore turistico interessato, entro  il  termine  di
    quindici giorni dal ricevimento dell'istanza. 
    2. Nel corso dell'istruttoria il Dipartimento per e lo sviluppo e  la
    competitivita' del turismo puo' richiedere dati, notizie o  documenti
    ai soggetti proponenti  il  reclamo,  alle  imprese,  agli  operatori
    turistici  e  ai  soggetti  sui  quali  esercita  la  vigilanza,  che
    rispondono nel termine di trenta giorni 
    dalla ricezione della richiesta. In  tale  caso  il  procedimento  e'
    sospeso fino alla scadenza del suddetto termine. 
    3. Il Dipartimento per lo sviluppo e la  competitivita'  del  turismo
    comunica ai  soggetti  di  cui  al  comma  2  l'esito  dell'attivita'
    istruttoria entro il termine di quarantacinque giorni dalla ricezione
    del reclamo, fatti salvi i casi di sospensione dovuti alla  richiesta
    di informazioni o all'acquisizione di dati. 
    4. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o  il  Ministro  delegato
    disciplina con regolamento  la  procedura  di  gestione  reclami,  da
    svolgere nell'ambito delle attivita' istituzionali, che  si  conclude
    entro il termine di sessanta giorni dalla ricezione del reclamo. 
     
    
    
    Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Giugno 2011 16:07
     

    trasmissione per via telematica dei certificati di malattia

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      PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
    CIRCOLARE 23 febbraio 2011 , n. 1

    Art. 55-septies del  decreto  legislativo  30  marzo  2001,  n.  165,
    introdotto dall'art. 69 del decreto legislativo 27 ottobre  2009,  n.
    150 - trasmissione per via telematica dei  certificati  di  malattia.
    Ulteriori indicazioni. (11A07426) 
    in G.U.R.I. del 6 giugno 2011, n. 129
    

     
     
     
                                           Alle pubbliche amministrazioni 
                                           di cui all'art.1, comma 2, del 
                                                  d. lgs. n. 165 del 2011 
    Premessa. 
      Con  circolari  n.  1/2010/DFP/DDI  dell'11   marzo   2010   e   n.
    2/2010/DFP/DDI del 28 settembre 2010 sono state  fornite  indicazioni
    operative  relativamente  all'avvio  del  sistema   di   trasmissione
    telematica  dei  certificati  e  degli  attestati   medici   per   la
    giustificazione delle  assenze  per  malattia  dei  dipendenti  delle
    pubbliche amministrazioni previsto dall'art. 55-septies del d.lgs. n.
    165 del 2001, introdotto dall'art.  69  del  decreto  legislativo  27
    ottobre 2009, n. 150. Nelle circolari, al cui  contenuto  si  rinvia,
    sono stati dati chiarimenti relativamente al  funzionamento  generale
    del sistema, ai soggetti tenuti alla  trasmissione  telematica,  agli
    oneri e vantaggi per i lavoratori, ai  tempi  di  attuazione  e  alle
    sanzioni per l'inosservanza degli obblighi di trasmissione secondo le
    nuove modalita'. In particolare, al paragrafo 4 della circolare n. 2,
    a proposito delle  sanzioni,  era  stata  evidenziata  l'esigenza  di
    monitorare il processo di trasmissione  telematica  dei  certificati,
    visto che durante i lavori della commissione di collaudo erano emerse
    criticita' organizzative, soprattutto  per  alcuni  settori  ed  aree
    territoriali.  Veniva  quindi  precisato  che  "...  fermo   restando
    l'obbligo dei medici di continuare a trasmettere  i  certificati  per
    via telematica in presenza delle condizioni organizzative e  tecniche
    che lo rendono possibile, per il  periodo  transitorio,  sino  al  31
    gennaio 2011, durante il quale le piu' rilevanti criticita'  dovranno
    essere affrontate, e' opportuno che le Amministrazioni competenti  si
    astengano dalla contestazione degli addebiti specificamente  riferiti
    all'adempimento.". Considerato  che  il  predetto  termine  e'  ormai
    decorso, si  ritiene  opportuno  fornire  ulteriori  informazioni  ed
    indicazioni, tenendo conto anche del fatto che, a partire dal mese di
    settembre 2010, e' stato avviato un confronto tra le  Amministrazioni
    centrali interessate e le Regioni per l'esame ed il superamento delle
    criticita' inerenti l'introduzione della nuova procedura, al fine  di
    accelerare  il  processo  in  corso,  con  l'istituzione  presso   la
    Conferenza Stato - Regioni di un tavolo tecnico congiunto. In  questo
    ambito sono stati approfonditi - mediante appositi gruppi di lavoro -
    gli  aspetti   normativi,   organizzativi   e   medico-legali   della
    trasmissione telematica, gli aspetti  tecnici  di  sistema  e  quelli
    giuridico amministrativi per l'applicazione delle sanzioni. I  gruppi
    hanno concluso i propri lavori  a  fine  gennaio  individuando  delle
    linee operative che sono state valutate, per  quanto  di  competenza,
    nell'elaborazione delle indicazioni contenute in questa circolare. 
    1. La modifica normativa apportata dalla l. n.  183  del  2010  (c.d.
      collegato lavoro) al regime del rilascio e della  trasmissione  dei
      certificati di assenza per malattia. 
      Preliminarmente, e' utile segnalare che l'art. 25 della l.  n.  183
    del 2010 ha previsto che "Al fine di assicurare  un  quadro  completo
    delle assenze per malattia nei settori pubblico e privato, nonche' un
    efficace sistema di  controllo  delle  stesse,  a  decorrere  dal  1°
    gennaio 2010, in tutti i casi di assenza per malattia dei  dipendenti
    di datori di lavoro privati, per il rilascio e la trasmissione  della
    attestazione di malattia si applicano le  disposizioni  di  cui  all'
    art. 55-septies del decreto legislativo  30  marzo  2001,  n.  165.".
    Pertanto, con l'approvazione della menzionata legge, che  e'  entrata
    in vigore il 24 novembre 2010, e' stato uniformato il  regime  legale
    del rilascio e della trasmissione delle certificazioni per il caso di
    assenza per malattia per i dipendenti pubblici e per quelli  privati,
    ivi compresi gli aspetti sanzionatori. Infatti, il citato art. 25  ha
    previsto un rinvio generale all'art. 55-septies del d.lgs. n. 165 del
    2001. 
    2. La responsabilita' specifica per  violazione  della  normativa  in
      materia di trasmissione telematica dei certificati. 
      Come accennato, con le menzionate circolari n. 1  e  2  sono  state
    fornite informazioni anche relativamente alle sanzioni  previste  per
    l'inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica  dei
    certificati (rispettivamente ai paragrafi 6  e  4).  In  questa  sede
    giova ribadire che affinche'  si  configuri  un'ipotesi  di  illecito
    disciplinare    devono    ricorrere    sia    l'elemento    oggettivo
    dell'inosservanza dell'obbligo di trasmissione per via telematica sia
    l'elemento soggettivo  del  dolo  o  della  colpa.  Quest'ultimo,  in
    particolare, e' escluso nei  casi  di  malfunzionamento  del  sistema
    generale,  guasti  o  malfunzionamenti  del  sistema  utilizzato  dal
    medico, situazioni  che  debbono  essere  considerate  dalle  aziende
    sanitarie e dalle altre strutture interessate ai fini  dell'esercizio
    dell'azione disciplinare. Pertanto,  la  contestazione  dell'addebito
    nei confronti del medico dovra' essere effettuata soltanto  se  dagli
    elementi acquisiti in fase istruttoria, anche mediante  consultazione
    del cruscotto di monitoraggio reso disponibile dal  SAC  (sistema  di
    accoglienza centrale), descritto al successivo paragrafo  3,  risulti
    che non si sono verificate anomalie di funzionamento. 
      Inoltre, l'applicazione delle sanzioni deve  avvenire  in  base  ai
    criteri di gradualita' e proporzionalita' secondo le previsioni degli
    accordi e contratti collettivi di riferimento. Cio'  vale  anche  nei
    casi di reiterazione della condotta  illecita,  per  i  quali  l'art.
    55-septies, comma 4, del d.lgs. n. 165 del 2001 prevede  la  sanzione
    del licenziamento per il dipendente pubblico e della decadenza  dalla
    convenzione per il medico convenzionato. In  proposito,  si  rammenta
    che la reiterazione e' da intendersi come recidiva ovvero irrogazione
    di successive sanzioni a carico di un soggetto gia' sanzionato per la
    violazione dell'obbligo di trasmissione telematica  dei  certificati.
    La valutazione circa l'irrogazione  delle  sanzioni  piu'  gravi  del
    licenziamento e  della  decadenza  dalla  convenzione  va  effettuata
    tenendo   conto   dei   menzionati   criteri   di    gradualita'    e
    proporzionalita', in base alle previsioni degli accordi  e  contratti
    collettivi di riferimento, che consentono  di  modulare  la  gravita'
    della sanzione anche nelle ipotesi di reiterazione. A tal riguardo e'
    inoltre opportuno segnalare che i contratti collettivi di riferimento
    prevedono   delle   clausole   di    salvaguardia    nei    confronti
    dell'incolpato, secondo le quali, decorso un certo periodo di  tempo,
    non puo' tenersi conto, ai fini di altro  procedimento  disciplinare,
    delle sanzioni disciplinari gia' irrogate (art. 7 CCNL del  6  maggio
    2010 per la dirigenza medica e veterinaria, area IV, che  prevede  il
    termine del biennio; art. 30 dell'Accordo collettivo nazionale per la
    disciplina dei rapporti con i medici  di  medicina  generale  del  20
    gennaio 2005, come modificato dall'Accordo del  27  gennaio  2009,  e
    art. 27 dell'Accordo  collettivo  nazionale  per  la  disciplina  dei
    rapporti  con  i  medici  specialisti  ambulatoriali  interni  del  9
    febbraio 2005, come modificato dall'Accordo del 27 maggio  2009,  che
    prevedono termini anche ancorati alla gravita' dell'infrazione). 
      Sara', comunque,  cura  delle  Regioni,  eventualmente  tramite  la
    Conferenza  delle  Regioni  e  delle  Province  Autonome,   e   della
    Conferenza Stato - Regioni,  anche  sentendo  le  rappresentanze  dei
    medici, adottare gli opportuni provvedimenti per la  regolamentazione
    degli aspetti procedurali  e  di  dettaglio  legati  ai  procedimenti
    disciplinari, al fine di assicurare  l'omogeneita'  di  comportamento
    sul territorio nazionale.  In  tale  ambito,  particolare  attenzione
    dovra'  essere  dedicata  alle  verifiche  tecniche  in   ordine   al
    funzionamento della rete e di tutti i supporti hardware  e  software,
    che rappresentano il presupposto per la valutazione della sussistenza
    delle condizioni per l'avvio di procedimenti disciplinari  e  per  il
    superamento delle criticita' e problemi  gia'  segnalati  dai  tavoli
    tecnici. Piu'  a  monte,  lo  stesso  funzionamento  del  sistema  e'
    naturalmente condizionato dalla messa a disposizione degli  strumenti
    tecnici  e  delle  apparecchiature  necessari  in  ogni  struttura  e
    presidio pubblico interessato dal processo, che per la sua attuazione
    richiede l'attiva collaborazione ed  iniziativa  di  tutti  gli  enti
    istituzionalmente coinvolti. 
      Per quanto  riguarda  i  professionisti  convenzionati,  si  potra'
    valutare anche in sede di Conferenza delle Regioni e  delle  Province
    Autonome e di Conferenza Stato - Regioni l'opportunita' di  integrare
    gli Accordi collettivi nazionali vigenti per la definizione di quanto
    chiarito al presente paragrafo. 
      Al fine di  agevolare  l'applicazione  della  nuova  procedura,  le
    Regioni possono individuare specifiche  strutture  o  servizi  per  i
    quali ritengono non sussistere, per periodi  limitati  di  tempo,  le
    condizioni   tecniche   necessarie    all'avvio    di    procedimenti
    disciplinari.  Cio'  anche  per   evitare   che   le   procedure   di
    certificazione  possano  interferire  negativamente  con  l'attivita'
    clinica o determinare un utilizzo inappropriato dei servizi. 
      Inoltre, allo scopo di perseguire uno sviluppo graduale, armonico e
    condiviso, si raccomanda la continuazione delle attivita' del  tavolo
    tecnico  congiunto  Amministrazioni  centrali  -  Regioni,   con   il
    coinvolgimento  delle  rappresentanze  dei  medici,  ai  fini   della
    verifica, del monitoraggio e dell'implementazione delle procedure per
    la  trasmissione  telematica  delle   certificazioni   di   malattia,
    raccomandando alle Regioni il massimo coinvolgimento  delle  medesime
    rappresentanze li' dove, in sede locale, siano costituite commissioni
    tecniche per le stesse finalita'. 
      Si segnala che non sussiste responsabilita' del medico  che  redige
    un certificato in forma cartacea nelle "aree di esenzione", che  sono
    state indicate nella circolare n. 2 al paragrafo 2 (per  le  sezioni:
    2.1 "I dipendenti della pubblica amministrazione interessati"  e  2.2
    "I  medici  obbligati  all'utilizzo  del  sistema   di   trasmissione
    telematica") sino a quando non sara' comunicato  un  mutamento  della
    situazione per interventi di  natura  tecnica  ed  organizzativa  che
    potranno essere effettuati rispetto al sistema vigente. 
      Per quanto riguarda la trasmissione telematica della certificazione
    di  malattia  dalle  strutture  di  pronto  soccorso,  le   strutture
    ospedaliere individuano le soluzioni tecniche  e  organizzative  piu'
    idonee a garantirne l'applicabilita', sulla  base  delle  indicazioni
    regionali, utilizzando i servizi resi  disponibili  dal  SAC,  tra  i
    quali  il  sistema  WEB,  ovvero  tramite  integrazione  dei   propri
    applicativi con il  sistema  SAC,  in  modo  che  il  certificato  di
    malattia possa essere predisposto  e  inviato  da  parte  del  medico
    contestualmente alla compilazione del verbale di pronto soccorso. 
      Per quanto riguarda i documenti elaborati dagli ospedali al momento
    del ricovero e della  dimissione,  eventualmente  con  prognosi  post
    ricovero,  le  problematiche  sono  state  discusse  nell'ambito  del
    menzionato tavolo congiunto Amministrazioni centrali -  Regioni,  con
    la valutazione di iniziative tecniche ed organizzative necessarie per
    la loro gestione nell'ambito del sistema di  trasmissione  telematica
    che saranno implementate nei prossimi mesi con la collaborazione  dei
    soggetti istituzionali  interessati.  Pertanto,  sino  all'attuazione
    delle  idonee  soluzioni,  tali  documenti   continuano   ad   essere
    rilasciati al lavoratore in forma cartacea, ai fini  della  fruizione
    delle agevolazioni previste dalla normativa. 
      Si chiarisce che in questi casi, come pure nelle aree di  esenzione
    sopra indicate, le amministrazioni non devono comunicare la ricezione
    della documentazione cartacea, in luogo del  certificato  telematico,
    all'azienda sanitaria competente. 
    3. Cruscotto di monitoraggio reso disponibile dal S.A.C. 
      Il sistema di accoglienza centrale (SAC) rende disponibile  per  le
    regioni, le aziende sanitarie e le altre  strutture  interessate,  un
    apposito cruscotto di  monitoraggio  del  sistema,  che  consente  di
    acquisire  informazioni  circa  il  tasso  di  utilizzo  del  sistema
    (certificati inviati  e  servizi  utilizzati),  nonche'  informazioni
    puntuali  circa  eventuali  disservizi  (rallentamenti  e/o  blocchi)
    registrati dal sistema SAC stesso. 
      Il cruscotto di monitoraggio rende anche disponibili servizi per  i
    medici, per  segnalare  eventuali  malfunzionamenti  non  riguardanti
    direttamente  il  sistema  SAC,  quali  ad   esempio,   mancanza   di
    connettivita', malfunzionamenti del proprio PC, malfunzionamenti  del
    call center telefonico per l'invio dei certificati, e  per  acquisire
    informazioni circa eventuali disservizi (rallentamenti  e/o  blocchi)
    registrati dal sistema SAC stesso. 
      Il cruscotto di monitoraggio rende infine disponibili anche servizi
    per le aziende sanitarie per inviare al SAC le informazioni  relative
    ai certificati cartacei rilasciati dai propri medici e comunicati dai
    datori di  lavoro  pubblici,  cosi'  come  previsto  dalla  Circolare
    1/2010/DFP/DDI dell'11 marzo 2010, paragrafo  6  "Le  amministrazioni
    che, in qualita'  di  datori  di  lavoro,  abbiano  conoscenza  della
    violazione delle norme  relative  alla  trasmissione  telematica  dei
    certificati  di  malattia  e,   senza   corrispondente   trasmissione
    telematica da parte dell'Inps, ricevano dal dipendente  un  attestato
    di malattia in forma cartacea, sono tenute a segnalare tale  anomalia
    alla ASL di riferimento entro 48 ore dal  ricevimento  dello  stesso,
    inviando apposita comunicazione alla  casella  di  posta  elettronica
    certificata dell'Azienda di riferimento del medico". 
      Combinando  queste  informazioni  con  le  informazioni   circa   i
    certificati  cartacei  ricevuti  dall'INPS,  che  saranno  comunicate
    automaticamente dall'Istituto al SAC, il  cruscotto  di  monitoraggio
    fornira' quindi anche indicazioni  circa  il  numero  di  certificati
    cartacei  rilasciati  da  un  medico  in  un   dato   periodo.   Tali
    informazioni sono comunque da assumersi quale  indicazione  indiretta
    di comportamento, in quanto non  comprensiva  dei  dati  relativi  ai
    certificati cartacei rilasciati dai medici a lavoratori  del  settore
    privato non indennizzati dall'INPS. 
    4. Ulteriori servizi resi disponibili ai medici prescrittori 
      Come segnalato  con  le  precedenti  circolari,  oltre  ai  servizi
    informatici, il medico ha la possibilita' di utilizzare  il  servizio
    telefonico basato su un risponditore automatico reso disponibile  dal
    SAC al numero 800 013 577. Tale servizio e'  considerato  di  secondo
    livello, per ovviare a problemi di invio tramite  il  sistema  web  o
    problemi di accesso alla rete internet. Si chiarisce che il medico ha
    la possibilita' di redigere il certificato in forma cartacea nel caso
    in cui i tempi richiesti dal risponditore automatico,  in  situazioni
    contingenti, confliggano con il  dovere  primario  di  assolvere  gli
    obblighi assistenziali. 
     
                           Raccomandazioni finali 
     
      Si  invitano  le  Amministrazioni   destinatarie   della   presente
    circolare a voler portare a conoscenza il contenuto della  stessa  ai
    propri dipendenti. 
      Si chiede  inoltre  al  Ministero  della  salute,  alle  Regioni  e
    Province autonome, alle Aziende sanitarie e agli Ordini professionali
    di riferimento di volerne dare diffusione  presso  gli  esercenti  la
    professione medica. 
      Sara'  cura  dei  Dipartimenti  della  funzione  pubblica,  per  la
    digitalizzazione  della  pubblica  amministrazione  e   l'innovazione
    tecnologica e delle altre Amministrazioni competenti  comunicare  nel
    prosieguo ulteriori informazioni. 
        Roma, 23 febbraio 2011 
     
                                            Il Ministro per la pubblica   
                                          amministrazione e l'innovazione 
                                                         Brunetta         
    
    Registrato alla Corte dei conti il 28 aprile 2011 
    Ministeri istituzionali -  Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri,
    registro n. 9, foglio n. 351 
    
            
    
    Ultimo aggiornamento Martedì 07 Giugno 2011 12:06
     

    Gare d'appalto: l'offerta deve essere "chiara, precisa e concordante"...

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    N. 785/2011 Reg. Prov. Coll.
    N. 1222 Reg. Ric.
    ANNO 2010
    REPUBBLICA ITALIANA
    IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) ha pronunciato la presente
    SENTENZA
    sul ricorso numero di registro generale 1222 del 2010, integrato da motivi aggiunti, proposto da:
    Società C., rappresentato e difeso dagli avv. Eugenio Dalli Cardillo, Giuseppe Gallenca, con domicilio eletto presso l'avv. Giuseppe Gallenca in Torino, via XX Settembre, 60;
    contro
    Unione dei Comuni - Comunità Collinare "Colline Alfieri" c/o Comune di S. Damiano D'Asti, rappresentata e difesa dagli avv. Gaetano Alfarano, Maria Grazia Lanero, con domicilio eletto presso l'avv. Maria Grazia Lanero in Torino, c.so Vittorio Emanuele II, 83; Il Responsabile del Procedimento di Gara, Commissione di Gara;
    nei confronti di
    M. S.r.l., P. S.C.R.L.; Ati M. Srl- P. Scrl, rappresentate e difese dagli avv. Riccardo Montanaro, Donatella Valsania, con domicilio eletto presso l'avv. Riccardo Montanaro in Torino, via del Carmine, 2;
    per l'annullamento
    della determina di aggiudicazione definitiva n. 94 emanata in data 20.9.2010, comunicata con la nota n. 2184 in data 23.9.2010, con la quale aggiudica la gara avente ad oggetto la gestione del servizio di refezione scolastica per il periodo settembre 2010 - giugno 2018 presso le scuole dei Comuni facenti parte della Comunità Collinare "Colline Alfieri";
    della determina di aggiudicazione provvisoria n. 89 del 8.9.2010;
    di tutti i verbali di gara adottati dalla Commissione giudicatrice del 18. 23, 25, 30 agosto;
    del bando, del capitolato, del disciplinare di gara;
    di tutti gli atti e dei dinieghi di accesso agli atti della Stazione appaltante;
    del diniego espresso nei confronti dell'istanza di esclusione dell'ATI M. - P. presentata dalla Società C. in data 9/9/2010;
    degli eventuali provvedimenti emanati dalla Stazione appaltante che affidano o anticipano gli effetti dell'aggiudicazione del servizio all'ATI M. - P.;
    degli eventuali atti di verifica dei requisiti dell'aggiudicatario e di ogni altro atto propedeutico alla stipulazione del contratto e della sua eventuale sottoscrizione;
    di ogni altro atto presupposto, connesso e conseguente
    Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;
    Visti gli atti di costituzione in giudizio di Unione dei Comuni - Comunità Collinare "Colline Alfieri" c/o Comune di S. Damiano D'Asti e di Ati M. Srl- P. Scrl;
    Visto l'atto di costituzione in giudizio ed il ricorso incidentale proposto dal ricorrente incidentale M. S.r.l. A.T.I. con P. S.C.R.L., rappresentato e difeso dagli avv. Riccardo Montanaro, Donatella Valsania, con domicilio eletto presso Riccardo Montanaro in Torino, via del Carmine, 2;
    Viste le memorie difensive;
    Visti tutti gli atti della causa;
    Relatore nell'udienza pubblica del giorno 13 luglio 2011 il dott. Alfonso Graziano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
    Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
    FATTO E DIRITTO
    1.1. Viene in decisione nel merito il ricorso in epigrafe con il quale la ricorrente cooperativa impugna l'aggiudicazione definitiva, chiedendo il subentro nel relativo contratto, del servizio di refezione scolastica per il periodo settembre 2010 - giugno 2018 presso le scuole dei comuni della Comunità collinare "Colline Alfieri".
    Con atto di motivi aggiunti ritualmente notificato e depositato il 29.11.2010 la ricorrente a seguito dell'accesso agli atti messi a disposizione in esito all'informativa di precontenzioso, arricchiva l'impugnativa di altri motivi, il secondo dei quali fatto oggetto di delibazione in sede cautelare.
    1.2. Si costituiva l'amministrazione con atto formale del 9.11.2010 depositando poi memoria il 16.11.2010 ed ulteriori memorie il 30.11.2010 e il 31.12.2010.
    Anche la controinteressata si costituiva con atto di costituzione e memoria il 13.11.2010 poi producendo memorie il 30.11.2010, il 30.12.2010 e il 22.2.2011 nonché replica il 30.6.2011.
    Interponeva altresì l'ATI controinteressata un ricorso incidentale depositato il 22.12.2010 previamente notificato il 13.12.2010.
    Anche la ricorrente cooperativa produceva memorie il 30.11.2010, il 27.12.2010 e replica il 26.2.2011 e il 23.6.2011.
    Alla Camera di consiglio del 2.12.2010 la Sezione accoglieva la domanda cautelare motivando diffusamente sui profili di qualificato fumus del gravame con Ordinanza n. 902/2010 con la quale sospendeva gli atti impugnati decretando l'inibitoria alla stipula del contratto e contestualmente fissava l'Udienza di trattazione del merito per il 13.1.2011.
    L'udienza veniva rinviata per malattia del relatore al 10.3.2011 laddove subiva ulteriore differimento per la medesima causale alla pubblica Udienza del 13.7.2011 durante la quale udita la discussione dei patroni delle parti e la Relazione del Referendario Avv. Alfonso Graziano il complessivo materiale di causa veniva introitato per la definitiva decisione.
    2.1. Deve preliminarmente il Collegio, anche in ossequio ai dettami di cui alla sentenza dell'Adunanza Plenaria n. 4/2011, procedere allo scrutinio del ricorso incidentale, che si atteggia di tipo paralizzante in quanto tende alla declaratoria di illegittimità dell'ammissione alla gara della ricorrente principale, talché il suo eventuale accoglimento importerebbe la dichiarazione di inammissibilità del ricorso per difetto di legittimazione della ricorrente principale.
    Al riguardo, il mezzo incidentale, prima ancora che infondato poiché l'invocata previsione di cui all'art. 11, penultimo periodo del capitolato speciale che prevedeva che il personale e gli automezzi fossero in numero sufficiente a far sì che il lasso temporale occorrente al trasporto dei pasti fosse in ogni caso non superiore a 30 minuti non contempla alcuna sanzione per la sua inosservanza né tanto meno l'esclusione dalla gara e dovendo le cause di esclusione essere interpretate restrittivamente in omaggio al principio del favor partecipationis, si appalesa ictu oculi irricevibile per tardività della sua notifica siccome avvenuta oltre il termine di trenta giorni sancito dall'art. 120 cod. proc. amm.
    2.1. Invero, rammenta il Collegio come la predetta norma, nella parte in cui stabilisce che i ricorsi e i motivi aggiunti nelle materie di cui all'art. 119 - tra cui gli appalti di servizi - vanno proposti nel termine di trenta giorni dalla conoscenza dell'aggiudicazione, si estende di necessità anche al ricorso incidentale.
    Controdeduce sul punto la controinteressata invocando T.A.R. Puglia - Lecce, Sez. II, n. 113/2001 che ha ritenuto che il predetto termine dimezzato di 30 giorni astringe il solo ricorso principale e i motivi aggiunti, applicandosi invece al ricorso incidentale il termine ordinario di 60 giorni di cui all'art. 42 c.p.a.
    2.3. Deve il Collegio dissentire dall'esegesi compiuta dal T.A.R. Lecce nell'invocato precedente. Il quale oltre a collidere con l'indistinta ed ampia formulazione dell'art. 120 cod. proc. amm., impatta anche con la ratio legis ad esso sottesa oltre che con il principio di uguaglianza di rilievo costituzionale.
    Invero, non può a parere della Sezione opinarsi che stante il silenzio della norma in punto di ricorso incidentale il termine dimidiato di trenta giorni astringa il solo ricorso principale e i motivi aggiunti.
    Osta a siffatta inaccoglibile ermeneusi, intanto, il dato letterale della norma che usa il termine "il ricorso e i motivi aggiunti" senza precisare "il ricorso principale", dimodoché la predetta indistinta e generalizzata formula legislativa non autorizza l'interprete a sottrarre dal fuoco della norma il ricorso incidentale, che è e rimane pur sempre un ricorso che del principale partecipa la medesima natura di azione diretta contro un provvedimento di ammissione alla gara, specie ove sia - quale quello all'esame - di tipo paralizzante.
    Del resto, là dove, invece, il legislatore abbia inteso riferirsi al solo ricorso principale, lo ha nominativamente indicato, come avviene nell'art. 119, ove vengono espressamente sottratti alla regola del dimezzamento dei termini il ricorso principale, quello incidentale e i motivi aggiunti, ma salvo quanto stabilito all'art. 120, il quale, come detto, contempla indistintamente il ricorso e i motivi aggiunti, con una locuzione che deve intendersi estesa al ricorso incidentale e ai relativi motivi aggiunti proposti sul ricorso incidentale medesimo.
    2.4. Ma ciò che maggiormente contrasta la tesi che si critica è la patente infrazione del principio di uguaglianza delle parti nel processo che essa avallerebbe e produrrebbe allorché dovesse ritenersi che solo il ricorrente principale ha a disposizione trenta giorni per proporre la sua impugnativa mentre il ricorrente incidentale beneficerebbe dell'ordinario termine decadenziale di sessanta giorni.
    L'ordinamento non ritaglia, a ben guardare, alcuna iper protezione al ricorrente incidentale, privilegio che si risolverebbe in una palese inammissibile violazione del principio di uguaglianza delle parti processuali nel processo, oltre che in una evidente frustrazione della ratio legis che informa la novella legislativa, la quale muove nel segno dell'accelerazione delle procedure di ricorso nella materia degli appalti.
    2.4. Conclusivamente, a parere della Sezione, il ricorso incidentale in materia di appalti, ai sensi del combinato disposto dell'art. 42 e 120 c.p.a., deve proporsi nel termine di trenta giorni decorrenti dalla conoscenza del ricorso principale e non più dalla scadenza del termine stabilito dalla legge per il suo deposito come avveniva nel regime previgente.
    Da ciò consegue nel caso di specie che il ricorso in scrutinio è tardivo poiché avviato alla notifica il 13 dicembre 2010 mentre il ricorso principale, come riconosce la stessa controinteressata, le è pervenuto il 22 ottobre 2010, per cui il mezzo incidentale andava notificato il 21 novembre 2010, discendendone la sua palese tardività siccome notificato il 13 dicembre.
    Può ora approdarsi alla disamina del gravame principale.
    3.1. Con il primo mezzo la ricorrente rubrica violazione del principio di cui alla Direttiva CE 2004/18 e degli artt. 2, 74 e 82 del d.lgs.. n. 163/2006, inammissibilità dell'offerta condizionata della cooperativa aggiudicataria, inammissibilità ed indeterminatezza dell'offerta tecnica presentata dalla predetta ATI, violazione della par condicio, eccesso di potere per carenza di istruttoria e sviamento, violazione del favor partecipationis e del principio di uguaglianza nonché dell'art. 97 Cost.
    Si duole al riguardo che la cooperativa controinteressata ha da sempre utilizzato nella gestione pregressa del servizio in contesa, due soli automezzi. La legge di gara disponeva che gli automezzi ed il personale impiegato dovevano essere in numero sufficiente affinché i tempi di percorrenza non superassero in ogni caso 30 minuti.
    Tuttavia l'ATI aggiudicataria metteva a disposizione della s.a. ben 10 automezzi onde presumibilmente lucrare un maggior punteggio per l'offerta tecnica ed infatti le venivano assegnati ben 8 punti per la stessa.
    Pur tuttavia, la controinteressata condizionava la sua offerta manifestando la disponibilità a mettere a disposizione della S.A. una somma di euro 500 fino ad un massimo di euro 4.000 per ogni automezzo non utilizzato per l'espletamento del servizio per ogni anno scolastico. Il che fornirebbe prova che il servizio poteva essere svolto con soli due automezzi. La ricorrente presentava istanza di esclusione dell'offerta predetta assumendone il carattere condizionato ma la P.A. la rigettava adducendo che la delineata messa a disposizione delle somme indicate per gli automezzi non utilizzati non rendeva l'offerta stessa condizionata non avendo l'ATI subordinato la propria adesione al contratto alla cennata previsione.
    La ricorrente pretende che l'offerta della ATI controinteressata dovesse essere esclusa ed invoca giurisprudenza recente sull'inammissibilità dell'offerta condizionata anche in difetto di apposita previsione della lex specialis.
    3.2. Ritiene il Collegio che la riassunta doglianza si presti a positiva considerazione e vada pertanto accolta, dovendosi confermare la delibazione di fondatezza del motivo già diffusamente motivata in sede cautelare.
    E' anzitutto riscontrabile in atti che l'ATI aggiudicataria odierna controinteressata ha offerto alla Unione dei Comuni resistente la somma di euro 500 per ciascuno dei dieci automezzi offerti non utilizzato; come pure è provato che essa intendeva svolgere il servizio con due soli automezzi.
    Ebbene, la dichiarazione di disponibilità ad erogare all'amministrazione un corrispettivo pari a 500 euro per ciascun automezzo non autorizzato arreca un incontrovertibile vulnus alla par condicio e alla concorrenza, dal momento che consente alla offerente ati di lucrare un sensibile quid pluris rispetto al corrispettivo contrattuale.
    Siffatta manifestazione di intenti introduce inoltre un quid novi nelle regole di gara sancite dalla lex specialis ed inoltre altera sensibilmente l'equilibrio contrattuale coniato dagli atti di natura economico finanziaria che sottendono la predisposizione del procedimento di gara.
    Appare pertanto fondata la censura formulata sul punto dalla ricorrente.
    Ma, più in radice, osserva il Collegio come l'offerta dell'ATI si prospetti indeterminata e pertanto nulla.
    Invero, va rilevato che dall'esame dell'estratto del piano di gestione del trasporto dei pasti dell'ATI, effettivamente la stessa ha dichiarato di impiegare 10 automezzi, contestualmente mettendo a disposizione della S.A. euro 500 per ciascun automezzo non utilizzato, nell'ipotesi in cui l'Amministrazione avesse ritenuto che il servizio potesse essere garantito mercé l'impiego di soli 2 automezzi.
    Devesi peraltro evidenziare che l'offerta stessa, come si evince a chiare note nel prodotto piano di gestione (doc. 17 ricorrente) con i relativi percorsi (doc. 18 ricorrente), dov'è descritto il percorso di soli due automezzi, contempla l'espletamento del servizio mediante due soli automezzi.
    Il documento che raffigura i percorsi dei mezzi che l'ATI aveva in animo di impiegare, contempla infatti due soli veicoli, collidendo dunque con la previsione di mettere a disposizione ben dieci automezzi.
    Siffatta discrasia pone anzitutto in luce, verosimilmente, l'intento della controinteressata di "gonfiare" ad arte il numero di mezzi impiegandi per l'appalto, all'evidente fine di lucrare un punteggio elevato, tant'è che, come esattamente denota la ricorrente, l'ATI ha conseguito ben 8 punti per l'offerta tecnica.
    Sul piano dell'equilibrio contrattuale e della serietà ed univocità della proposta negoziale espresa all'Amministrazione, poi, la delineata aporia tra i dieci dichiarati mezzi e i due effettivamente contemplati ed ipotizzati per l'espletamento del servizio in controversia, palesa un'intima indeterminatezza e contraddittorietà che introduce un elemento di incertezza nella proposta contrattuale che doveva condurre alla sua esclusione siccome trattavasi di un'offerta sostanzialmente nulla perché formulata in modo contraddittorio con due diverse ed alternative quantificazioni all'interno della stessa busta economica (T.A.R. Abruzzo L'Aquila, Sez. I, 1 dicembre 2008, n. 1271).
    3.3. Ritiene la Sezione che le offerte tecniche nelle pubbliche gare debbano essere improntate alla massima linearità e chiarezza, onde prefigurare all'Amministrazione un quadro certo dei rispettivi doveri ed obblighi contrattuali e che qualsivoglia elemento che introduca nel sinallagma negoziale profili di indeterminatezza o di incertezza, anche se vantaggiosi, in ipotesi per la P.A., vale a conferire all'offerta la natura di offerta indeterminata o condizionata che ne deve comportare l'esclusione dalla gara.
    E ciò,come la giurisprudenza ha già condivisibilmente sancito, a prescindere dalla presenza o meno nella legge di gara di un'espressa comminatoria di esclusione, stante la superiorità del principio che vieta le offerte condizionate e le rende inammissibili (T.A.R. Campania - Napoli, Sez. I, 26.11.2009, n. 8082).
    L'offerta della ATI M. doveva essere pertanto esclusa dalla gara siccome condizionata e/o indeterminata e pertanto nulla.
    Il primo motivo di ricorso è pertanto fondato e va accolto.
    4.1. Assume ora rilievo dirimente l'esame dei motivi aggiunti, dei quali si presenta fondato ed assorbente il secondo (V della numerazione complessiva) con il quale la ricorrente rubrica violazione della legge di gara che prevede a pena di esclusione l'obbligo per le imprese partecipanti di effettuare il sopralluogo; eccesso di potere e carenza di istruttoria, violazione del principio del favor partecipationis e dell'art. 97 della Costituzione.
    Lamenta in proposito che l'art. 3 del disciplinare di gara stabilisce a pena di esclusione, l'obbligo per le imprese partecipanti, di effettuare il sopralluogo dei locali ove si svolgeranno i servizi oggetto di appalto.
    La medesima norma di gara dispone poi che l'incaricato dell'impresa non possa eseguire il sopralluogo per conto di altre imprese.
    Orbene, la controinteressata è un'ATI in cui la P. S.c.a.r.l. svolgerà il 35% del servizio oggetto di gara, ma dall'accesso agli atti eseguito dalla deducente il 25.10.2010 emerge che il sopralluogo è stato effettuato dalla sola impresa M. ma non anche dalla P. predetta.
    Ne consegue che l'ATI dovesse essere esclusa dalla procedura di gara per mancata effettuazione del sopralluogo da parte della P..
    4.2. Come delibato in sede cautelare il Collegio ritiene fondato il profilo di censura dianzi illustrato.
    E' stata invero infranta la prescrizione, assistita dalla comminatoria espressa dell'esclusione, recata dall'art. 3 del disciplinare, il quale faceva obbligo a tutte le imprese partecipanti, con espresso divieto del sopralluogo per conto terzi, di corredare la loro offerta dell'attestazione di sopralluogo, laddove risulta agli atti il sopralluogo della sola impresa M. s.r.l (doc. 21 ricorrente) ma non anche quello della mandante P. scarl che dichiarava di assumere il 35% del servizio posto in gara (doc. 20 ricorrente).
    A nulla vale opporre, come fa la controinteressata e la stessa amministrazione, che era sufficiente l'effettuazione dell'incombente da parte della sola M., che è mandataria e capogruppo della costituenda ATI, invocandosi la giurisprudenza che ritiene sufficiente il solo sopralluogo della impresa capogruppo.
    Quella giurisprudenza risulta infatti, ad avviso del Collegio, inconferente sia per la rilevata presenza nell'art. 3 del disciplinare dell'espressa disposizione che faceva divieto dell'effettuazione del sopralluogo per conto terzi, sia per la natura di ati costituenda del raggruppamento controinteressato.
    4.3. Ritiene il Collegio di dover fissare il principio per il quale il sopralluogo richiesto in sede di gara debba essere effettuato da ogni singola impresa facente parte di un'ATI costituenda e che non sia sufficiente il solo sopralluogo espletato dalla impresa mandataria, dal momento che le ATI costituende si caratterizzano per autonomia delle singole componenti e per l'assenza di qualsivoglia vincolo di mandato in capo all'impresa che solo nel futuro raggruppamento ne assumerà la veste di mandataria, conseguendone che prima della formale costituzione del vincolo di mandato collettivo speciale con rappresentanza alla capogruppo, la futura mandataria non può effettuare dichiarazioni ed attività che ridondino nella sfera giuridica delle mandanti, stante la delineata autonomia delle medesime e l'assenza di qualsivoglia vincolo di mandato tra di loro.
    Nel caso all'esame della Sezione, dunque, poiché il sopralluogo effettuato dalla mandataria Impresa M. non si riverbera e ipso nella sfera giuridica della P. che invece non lo ha effettuato, risulta infranta la prescrizione di cui all'art. 3 del disciplinare di gara che ricollegava alla violazione l'espressa comminatoria dell'esclusione dalla gara.
    L'intero futuro raggruppamento doveva pertanto essere estromesso dalla gara e non poteva risultarne aggiudicatario.
    Il motivo in scrutinio è pertanto fondato e va accolto.
    In definitiva, sulla scorta delle argomentazioni che precedono il ricorso principale e relativi motivi aggiunti si profilano fondati e vanno accolti, mentre irricevibile va dichiarato il gravame incidentale.
    Possono essere dichiarati assorbiti i residui motivi di ricorso stante la portata cruciale delle censure finora esaminate che comportano il travolgimento dell'aggiudicazione alla controinteressata.
    In sintesi il ricorso incidentale in materia di appalti deve essere notificato nel termine ti trenta giorni decorrenti dalla notifica del ricorso principale e l'attestazione di sopralluogo per le ATI costituende va resa da ciascuna impresa facente parte del futuro raggruppamento.
    5. In esecuzione della presente sentenza, atteso che la cooperativa ricorrente è risultata seconda in graduatoria e che ha articolato domanda di subentro nel contratto l'amministrazione dovrà pronunciare, in ottemperanza alla presente decisione, l'aggiudicazione a favore della ricorrente con la quale stipulerà poi il contratto d'appalto.
    Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo.
    P. Q. M.
    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, così provvede:
    dichiara irricevibile per tardività della notifica il ricorso incidentale;
    accoglie il ricorso principale e i motivi aggiunti per l'effetto annulla i provvedimenti con essi impugnati.
    Condanna l'Amministrazione resistente a pagare alla ricorrente le spese di lite che liquida in euro 2.000,00 oltre iva e CNPA e rimborso dei due contributi unificati versati all'Erario.
    Ordina che la presente Sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.
    Così deciso in Torino nella camera di consiglio del giorno 13 luglio 2011 con l'intervento dei magistrati:
     
    IL PRESIDENTE
    Franco Bianchi
    L'ESTENSORE
    Alfonso Graziano
    IL PRIMO REFERENDARIO
    Richard Goso
     
    Depositata in Segreteria il 14 luglio 2011
    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)
     

    Modifica al regolamento degli Uffici della Giustizia amministrativa

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      CONSIGLIO DI STATO
    DECRETO 23 maggio 2011

    Modifica  del  decreto  15  febbraio  2005  recante  regolamento   di
    organizzazione   degli   Uffici   amministrativi   della    Giustizia
    amministrativa. (11A07052) 
    in G.U.R.I. del 6 giugno 2011, n. 129
    

     
     
     
                    IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI STATO 
     
      Visto  il  proprio  decreto  in  data  15  febbraio  2005,  recante
    Regolamento  di  organizzazione  degli  Uffici  amministrativi  della
    Giustizia amministrativa, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del  12
    aprile 2005, n. 84; 
      Viste le delibere  del  Consiglio  di  Presidenza  della  Giustizia
    amministrativa in data 11 marzo 2010 e 11 marzo 2011 
     
                                  E m a n a 
     
      Le seguenti modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente del
    Consiglio di Stato in data 15 febbraio 2005: 
                                   Art. 1 
     
     
           Istituzione dell'Ufficio studi, massimario e formazione 
     
      1. L'art. 13 del decreto del Presidente del Consiglio di  Stato  15
    febbraio  2005  -  Regolamento   di   organizzazione   degli   uffici
    amministrativi della giustizia amministrativa  -  e'  sostituito  dal
    seguente: 
      «Art. 13.  (Ufficio  studi,  massimario  e  formazione)»  -  1.  E'
    istituito, quale organismo della giustizia amministrativa,  l'Ufficio
    studi, massimario e formazione, di seguito  denominato  Ufficio,  che
    cura,  in  posizione  di  autonomia,  l'attivita'  scientifica  e  di
    aggiornamento professionale a supporto dei magistrati  amministrativi
    ai quali assicura il diritto alla formazione continua. 
      2.  L'Ufficio   elabora   autonomamente   l'attivita'   scientifica
    afferente i temi di cui alle seguenti lettere e, a tal fine: 
      a) cura lo studio normativo, dottrinario e giurisprudenziale  delle
    questioni, giuridiche e socio economiche, di rilevante importanza per
    la Giustizia amministrativa anche su  richiesta  del  Presidente  del
    Consiglio  di  Stato,  dei  Presidenti  titolari  delle  Sezioni  del
    Consiglio di  Stato,  dei  Presidenti  dei  Tribunali  amministrativi
    regionali; 
      b) esamina la giurisprudenza della Corte di  giustizia  dell'Unione
    europea, della Corte  europea  dei  diritti  dell'uomo,  della  Corte
    costituzionale, delle giurisdizioni superiori nazionali elaborando le
    questioni di maggiore interesse per  la  giustizia  amministrativa  e
    diffondendone i risultati; 
      c) segnala le ordinanze  di  rimessione  alla  Corte  di  giustizia
    dell'Unione europea ed alla Corte costituzionale delle  questioni  di
    maggiore rilievo per la giustizia amministrativa; 
      d) massima le pronunce ed i pareri del Consiglio di  Stato  nonche'
    le sentenze dei Tribunali amministrativi regionali, se  di  rilevante
    importanza per la Giustizia amministrativa, anche su segnalazione dei
    presidenti dei collegi o delle adunanze ovvero dei singoli magistrati
    amministrativi; 
      e) promuove, coordina  e  verifica  l'acquisizione  dei  contributi
    scientifici dei  singoli  magistrati  amministrativi,  quali  autori,
    relatori o docenti; 
      f) promuove la divulgazione  della  propria  attivita'  scientifica
    anche mediante pubblicazioni. 
      3. In base alle linee guida elaborate annualmente dal Consiglio  di
    presidenza della giustizia amministrativa, l'Ufficio: 
      a) fornisce il supporto giuridico -  scientifico  al  Consiglio  di
    Presidenza ed al Segretario generale della giustizia amministrativa; 
      b) fornisce il supporto giuridico  -  scientifico,  anche  mediante
    proposte e pareri: 
      1) al Servizio  centrale  per  l'informatica  e  le  tecnologie  di
    comunicazione; 
      2) alla Direzione generale delle risorse umane ed organizzative, ai
    fini della formazione professionale del personale  amministrativo  in
    base all'art. 16, comma 1, del  presente  regolamento,  indicando  le
    specifiche tecnico - giuridiche ed il  glossario  che  devono  essere
    utilizzati dagli uffici addetti alla ricezione dei  ricorsi  e  dalle
    segreterie; 
      c) cura i rapporti con le organizzazioni  internazionali,  l'Unione
    europea e  gli  Stati  stranieri,  quale  autorita'  referente  della
    giustizia amministrativa; 
      d) segue, presso le competenti  sedi  parlamentari  e  governative,
    l'attivita' di elaborazione normativa di interesse per  la  giustizia
    amministrativa; 
      e)  redige  una  relazione  sull'andamento  dell'attivita'   svolta
    indirizzata al Consiglio di presidenza. 
      4. In materia di formazione,  anche  linguistica,  e  nel  rispetto
    delle direttive deliberate annualmente dal Consiglio  di  Presidenza,
    l'Ufficio: 
      a) sottopone al Consiglio di  Presidenza,  per  l'approvazione,  il
    progetto del programma annuale della formazione; 
      b) in attuazione del programma di cui alla precedente lettera a): 
      1) organizza, assicurando un razionale decentramento, gli  incontri
    di studio, i convegni, le visite di lavoro ed ogni  altra  iniziativa
    formativa  e  culturale  da  svolgersi  prioritariamente  a   livello
    centrale; 
      2) individua le modalita' ed elabora i contenuti della  formazione,
    anche socio economica, adeguandoli costantemente alle esigenze emerse
    in sede di attuazione; 
      3)  coordina  le  autonome  iniziative   culturali   proposte   dai
    presidenti dei Tribunali amministrativi regionali  e,  verificata  la
    coerenza dell'iniziativa con la programmazione di cui alla precedente
    lettera  a),  la  sottopone  al  Consiglio  di  presidenza   per   le
    determinazioni di sua competenza. 
      5. L'Ufficio e' diretto dal presidente aggiunto  del  Consiglio  di
    Stato che puo' nominare  annualmente  un  Coordinatore  organizzativo
    scelto fra i magistrati addetti che  fruisce  di  una  riduzione  del
    carico di lavoro pari alla meta'. 
      6. All'Ufficio sono addetti fino ad un massimo di dodici magistrati
    amministrativi,  scelti  in  modo  da   assicurare   il   tendenziale
    equilibrio fra le diverse componenti, di cui non  oltre  la  meta'  a
    tempo pieno e la  restante  parte  a  tempo  parziale.  I  magistrati
    addetti svolgono, nell'ambito dei compiti di cui ai commi 2, 3  e  4,
    attivita' di studio, ricerca e docenza. Sono  nominati  magistrati  a
    tempo pieno quelli che  non  beneficiano  di  incarichi  soggetti  al
    regime  dell'autorizzazione  ad  eccezione  di  quelli   di   ricerca
    scientifica e docenza, purche' compatibili con  l'impegno  richiesto;
    per tutta la durata dell'incarico i magistrati addetti a tempo  pieno
    non   possono   beneficiare   di   incarichi   soggetti   al   regime
    dell'autorizzazione. 
      7. I magistrati addetti all'Ufficio: 
      a) sono nominati dal presidente del Consiglio di Stato, su proposta
    del Consiglio di presidenza che delibera previo interpello; 
      b) se a tempo pieno, rimangono in carica per la durata di tre  anni
    e sono confermati per una sola volta e salvo demerito; 
      c) se a tempo parziale, rimangono in carica per un anno  e  possono
    essere confermati, non oltre  l'arco  del  successivo  quinquennio  e
    salvo demerito, nei limiti  delle  valutazioni  di  bilancio  operate
    annualmente dal Consiglio di Presidenza. 
      8. Il Consiglio di  presidenza  e  l'Ufficio  si  avvalgono  di  un
    comitato  di  indirizzo  scientifico  ed  organizzativo,  di  seguito
    denominato  comitato,  presieduto  dal  direttore   dell'Ufficio,   e
    composto da: 
      a) tre componenti del Consiglio di presidenza; 
      b)  un  magistrato  nominato  dal   direttore   fra   gli   addetti
    all'Ufficio; 
      c) due professori universitari ordinari, nelle materie  giuridiche,
    della scienza dell'organizzazione o della formazione. 
      9. I componenti del comitato di cui al precedente comma 8,  lettere
    a) e c): 
      a) sono nominati dal presidente del Consiglio di Stato, su proposta
    del  Consiglio  di  presidenza  della  giustizia  amministrativa  che
    delibera previo interpello; 
      b) rimangono in carica per la durata di tre anni, salvo conferma; i
    componenti  del  Consiglio  di  presidenza  cessano  in   ogni   caso
    dall'incarico a conclusione della consiliatura. 
      10. Il comitato: 
      a) propone annualmente al Consiglio di presidenza le linee guida  e
    le direttive di cui ai commi 3 e 4; 
      b) delibera in ordine: 
          1) agli obblighi di servizio dei magistrati addetti, tenuti  in
    ogni caso ad assicurare una  presenza  settimanale  minima  pari,  di
    norma, a due giorni se a tempo pieno e  di  un  giorno,  se  a  tempo
    parziale; 
          2)   alle   modalita'   organizzative   e   di    funzionamento
    dell'Ufficio, nominando fra i magistrati addetti di estrazione T.a.r.
    un referente per la formazione, nonche' della struttura di  supporto,
    fissando annualmente gli indirizzi  e  gli  obbiettivi  operativi  di
    quest'ultima; 
        c) nell'ambito delle disponibilita' dell'apposito stanziamento di
    bilancio, stabilisce i compensi da erogare ai docenti,  agli  esperti
    ed ai magistrati amministrativi, diversi da quelli  addetti,  per  le
    attivita' prestate ai sensi dei precedenti commi 2, lettera e)  e  4,
    lettera b), numero 1); 
        d) puo' promuovere la stipulazione di convenzioni senza  oneri  a
    carico dell'amministrazione della giustizia amministrativa: 
      1) con le universita', per lo svolgimento  presso  l'Ufficio  delle
    attivita' di studio e di ricerca scientifica  da  parte  di  docenti,
    ricercatori e dottorandi di ricerca; 
      2)  con  le  scuole,  gli  organismi  di  formazione  delle   altre
    magistrature ed istituzioni  pubbliche,  per  lo  svolgimento  presso
    l'Ufficio  del  tirocinio  dei  magistrati  e  degli  altri  soggetti
    ammessi; 
        e) puo' promuovere la valorizzazione, sotto il profilo economico,
    dei risultati dell'attivita' di elaborazione scientifica,  editoriale
    e formativa dell'Ufficio. 
      11. Ai componenti del  comitato  di  cui  al  precedente  comma  8,
    lettera c), ai magistrati addetti a  tempo  pieno  ed  ai  magistrati
    addetti a tempo parziale, e' corrisposto un  compenso  annuale  lordo
    come disciplinato dal Regolamento di Autonomia Finanziaria della G.A.
    L'importo dei compensi e' rivalutato ogni tre anni in base  al  tasso
    di inflazione registrato dall'Istat. Ai componenti dell'Ufficio e del
    comitato, ove ricorrano i presupposti di legge, spetta il trattamento
    di missione. 
      12. L'Ufficio si avvale di una apposita struttura di  supporto  cui
    e' preposto un dirigente di seconda fascia; la struttura e'  composta
    da una segreteria e dall'ufficio amministrativo per  le  biblioteche;
    alla struttura e' assegnato un  adeguato  contingente  di  funzionari
    dell'area C e di personale di altre qualifiche. 
      L'ufficio amministrativo per le biblioteche: 
      a) assiste l'Ufficio nell'espletamento dei suoi compiti; 
      b) gestisce la biblioteca centrale; 
      c)  fornisce  collaborazione   alle   biblioteche   dei   Tribunali
    amministrativi  regionali  e  degli  altri  organi  della   giustizia
    amministrativa; 
      d) assiste direttamente i  magistrati  amministrativi  e  cura,  in
    funzione delle esigenze degli stessi, i rapporti con  le  biblioteche
    delle altre magistrature ed istituzioni. 
      13. Ciascun magistrato, all'atto della richiesta di  autorizzazione
    a svolgere incarichi extra istituzionali, puo' dichiarare la  propria
    disponibilita'   alla   collaborazione   scientifica    eventualmente
    richiesta dall'Ufficio studi in relazione all'oggetto dell'incarico». 
    
            
          
                                   Art. 2 
     
     
                   Disposizioni finali e di coordinamento 
     
      1. Sono abrogati: 
        a) i commi 1, lettera c), 2 e 4, dell'art.  14  del  decreto  del
    Presidente del Consiglio di Stato 15 febbraio 2005; 
        b)  l'art.  37  del  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  di
    Presidenza della Giustizia Amministrativa 6 febbraio 2004; 
        c) l'art. 32 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  21
    aprile 1973, n. 214. 
      2. Il comma 3 dell'art. 14 del decreto del Presidente del Consiglio
    di Stato 15 febbraio 2005 e' sostituito dal seguente: «3. Agli uffici
    di cui al comma 1, lettere a) e b) sono preposti dirigenti di seconda
    fascia». 
      3. All'art. 9, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio di
    Presidenza della giustizia amministrativa 6 febbraio  2004,  dopo  il
    numero 3) e' inserito il seguente numero: «4) esercita, in  relazione
    all'Ufficio studi, massimario e formazione,  le  competenze  previste
    dall'art. 13 del decreto del Presidente del  Consiglio  di  Stato  15
    febbraio 2005». 
      4. Il presente regolamento entra in  vigore  il  giorno  successivo
    alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 
        Roma, 23 maggio 2011 
     
                                                   Il Presidente: de Lise 
     


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