Home ARCHIVIO 2004-2010 ORDINANZA DI DEMOLIZIONE E ISTANZA DI SANATORIA
  • Venerdì 11 Giugno 2004 21:26
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    Archivio/2004-2010

    ORDINANZA DI DEMOLIZIONE E ISTANZA DI SANATORIA

    TAR Palermo n. 924 del 11/06/2004

    Edilizia - Abusi - Ordinanza di demolizione - Interesse all'annullamento - In pendenza di un'istanza di concessione in sanatoria - Insussistenza - In caso di esito negativo dell'istanza - Conseguenze

    non sussiste alcun interesse alla decisone di un ricorso contro un ordine di demolizione di opere edili in considerazione della presentazione - in data anteriore alla presentazione del ricorso - di un'istanza per la concessione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria , in quanto quest'ultimo determina la sospensione delle procedure amministrative sanzionatorie sino alla definizione della detta istanza, sia in caso di esito positivo che in caso di esito negativo; in particolare in tale seconda ipotesi l’interesse del ricorrente si traslerebbe sulla impugnativa del nuovo provvedimento che respinga detta istanza e disponga ex novo la demolizione;

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    REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DE POPOLO ITALIANOIl Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia, sede di Palermo, Sezione Prima, ha pronunziato la seguente N. 924-04 Reg.Sent.N. 1851 Reg.R.Anno 2004S E N T E N Z Asul ricorso n. 1851/2004 Sezione Prima, proposto da: Castelli Giuseppe e Pitti Rosalia entrambi rappresentati e difesi dall’Avv. Giacomo Di Misa, presso il cui studio in Palermo, via Narbone n. 42, sono elettivamente domiciliati, C O N T R O- il Comune di Palermo, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Daniela Bartolone, elettivamente domiciliato in Palermo, P.zza Marina 39, presso l’Avvocatura Comunale;PER L’ANNULLAMENTO - dell’ordinanza n. 244 prot. 11045 del 10.12.03 con la quale si ingiunge al ricorrente la demolizione delle opere edili ed il ripristino dello stato dei luoghi meglio in essa descritte e specificate.Visto il ricorso con i relativi allegati;Designato relatore alla camera di consiglio del 21/04/2004 il Consigliere Dott. C. Di Paola;Visti gli artt. 21 e 26 l. 6.12.1971 n. 1034, come modificati dagli artt. 3 e 9 l. 21.07.2000 n. 205, che consentono – in sede di camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare - la definizione del giudizio con sentenza succintamente motivata, anche con riferimento a precedenti analoghi, in ipotesi di manifesta inammissibilità del ricorso;Ritenuto : -che risulta documentata la presentazione - in data anteriore alla proposizione del ricorso all’esame (notificato il 12/03/2004 e depositato il 25/03/2004) - di istanza per la concessione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria ex art. 32 del D.L. 30/09/2003, n. 269, convertito in legge con L. 24/11/2003 n. 326 e successive modifiche, per le opere abusive di cui all’impugnata ordinanza di demolizione ( istanza presentata il 06/2/04 e 12/03/04);-che conseguentemente non sussiste alcun interesse alla decisone del presente gravame in considerazione del fatto che la presentazione della istanza per la concessione del titolo abilitativo edilizio in sanatoria determina la sospensione delle procedure amministrative sanzionatorie sino alla definizione della detta istanza, sia in caso di esito positivo che in caso di esito negativo; -che, in particolare in tale seconda ipotesi l’interesse del ricorrente si traslerebbe sulla impugnativa del nuovo provvedimento che respinga detta istanza e disponga ex novo la demolizione; - che, la definizione del presente giudizio con sentenza ex art. 21 e 26 L. 1034/71, come modificata dalla legge 205/2000, non appare impedita dalla sospensione dei procedimenti giurisdizionali, di cui all’art. 44 legge n. 47/85, giacchè trattasi di esito legale della fase cautelare non oggetto di detta sospensione; Considerato, pertanto, che il presente ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di interesse all’impugnazione dell’atto censurato;Considerato che non vi è luogo a provvedere in ordine alle spese, in assenza di costituzione dell’amm.ne comunale intimata;P. Q. M.il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione prima, dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe.Nulla per le spese.Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.Così deciso in Palermo, nella Camera di Consiglio del 21 aprile 2004, con l'intervento dei Sigg.ri Magistrati:- SALVATORE VENEZIANO - Presidente f.f. - COSIMO DI PAOLA - Consigliere, est- MARIA CRISTINA QUILIGOTTI - ReferendarioAngelo Pirrone, Segretario.Depositata in Segreteria il 28/05/2004 Il Funzionario Laura MalerbaI.B.
     
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