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  • Venerdì 28 Maggio 2004 11:24
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    Archivio/2004-2010

    ORDINANZA DI DEMOLIZIONE E CONDONO EDILIZIO

    T..A.R. CAMPANIA - NAPOLI - SEZIONE II n. 8871 del 28/05/2004

    Edilizia – Abusi – Ordinanza di demolizione – Adozione - In pendenza dei termini per la presentazione delle domande di condono – Và annullataEdilizia – Abusi – Ordinanza di sospensione dei lavori – Una volta adottata l’ordinanza di demolizione – Perde efficacia – Ricorso - Improcedibilità per difetto d’interesse

    Và annullata l’ordinanza di demolizione adottata in pendenza del termine per la presentazione delle domande di condono, ai sensi dell’art. 32 comma 25° del d. l. 30 settembre 2003 n. 269, conv. in l. 24 novembre 2003, n. 326 (termine già fissato al 31 marzo 2004 e prorogato sino al 31 luglio 2004 dal d. l. 31 marzo 2004, n. 82); tale norma, infatti, richiama l’art. 44 ultimo comma della l. 28 febbraio 1985, n. 47, il quale prevede che, in pendenza del termine per la presentazione di siffatte domande, sono sospesi tutti i procedimenti sanzionatori in materia edilizia. Poiché l’ordinanza di sospensione dei lavori ai sensi dell’articolo 4 comma 3 della legge 47/85 “ha effetto fino all’adozione dei provvedimenti definitivi di cui ai successivi articoli, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni dall’ordine di sospensione dei lavori”, ne consegue che una volta adottato il provvedimento di demolizione essa perde efficacia e non possiede più alcuna attitudine lesiva della sfera giuridica del ricorrente; sicchè, per tale parte il ricorso và dichiarato improcedibile, per difetto d’interesse.

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    REPUBBLICA ITALIANA N. 8871 Reg.SentIN NOME DEL POPOLO ITALIANO Anno 2004IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA CAMPANIA SECONDA SEZIONE composto dai magistrati:Presidente dott. Antonio OnoratoConsigliere dott. Andrea PannoneReferendario dott. Paolo Severini, est.ha pronunciato la seguenteSENTENZA(ai sensi degli artt. 21 e 26 l. 6 dicembre 1971 n. 1034)sul ricorso n. 4527 del 2004, proposto da Guadagnuolo Rosanna, rappresentata e difesa dagli Avv. Umberto Nudo e Antonio Maria De Leva, e con gli stessi elettivamente domiciliato in Napoli, alla via Toledo 156, presso lo studio dell’Avv. Riccardo Soprano; controil Comune di Massa Lubrense, in persona del Sindaco p. t., rappresentato e difeso dagli Avv. Ferdinando Pinto, Giulio Renditiso e Rosa Persico, e con gli stessi elettivamente domiciliato in Napoli, alla via Cesario Console 3, presso lo studio dell’Avv. Erik Furno; per l’annullamento a) dell’ingiunzione di demolizione d’opere edili, n. 10, prot. 737, del 13.01.2004, a firma del Dirigente del 3° Settore – Uffici Urbanistici – Edilizia Privata ed Ambiente del Comune di Massa Lubrense; b) dell’ordinanza di sospensione lavori n. 707, prot. 24041 del 31.12.2003, a firma del Dirigente del 3° Settore – Uffici Urbanistici – Edilizia Privata ed Ambiente del Comune di Massa Lubrense;c) d’ogni altro atto preordinato, collegato, susseguente o comunque connesso, e, in particolare, della comunicazione del Comando di P. M. n. 4327/10- A/2003 del 26.11.2003, in atti al prot. 22324 del 2.12.03, richiamata nel provvedimento impugnato sub a); Visto il ricorso con i relativi allegati;Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione; Relatore, all’udienza del 6 maggio 2004, il Referendario dr. Paolo Severini; Uditi i difensori presenti, come da verbale;Ritenuto e considerato, in fatto e diritto, quanto segue. FATTO E DIRITTOCom’è stato rappresentato ai difensori delle parti, ai sensi degli artt. 21 e 26 l. 6 dicembre 1971 n. 1034, il ricorso può essere immediatamente definito nel merito con sentenza in forma semplificata, adottata in camera di consiglio.Tanto, perché lo stesso risulta manifestamente fondato. L’impugnata ordinanza di demolizione, emessa dal Dirigente del 3° Settore del Comune di Massa Lubrense, prot. n. 737, reca la data del 13.01.2004, e, pertanto, risulta adottata in pendenza del termine per la presentazione delle domande di condono, ai sensi dell’art. 32 comma 25° del d. l. 30 settembre 2003 n. 269, conv. in l. 24 novembre 2003, n. 326 (termine già fissato al 31 marzo 2004 e prorogato sino al 31 luglio 2004 dal d. l. 31 marzo 2004, n. 82). Ne consegue che la suddetta ordinanza si pone chiaramente in contrasto con l’art. 44 ultimo comma della l. 28 febbraio 1985, n. 47, richiamato dalla norma sopra indicata, il quale prevede che, in pendenza del termine per la presentazione di siffatte domande, sono sospesi tutti i procedimenti sanzionatori in materia edilizia. Tanto basta per ritenere che è fondato il primo motivo di ricorso, con inevitabile annullamento del provvedimento di demolizione impugnato, ed assorbimento degli altri motivi.Quanto, poi, all’impugnativa del provvedimento di sospensione lavori, è più che evidente che detto provvedimento non possiede più alcuna attitudine lesiva della sfera giuridica del ricorrente, essendo stata successivamente emessa l’ordinanza di demolizione di cui sopra. L’ordinanza di sospensione lavori, infatti, “ha effetto fino all’adozione dei provvedimenti definitivi di cui ai successivi articoli, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni dall’ordine di sospensione dei lavori”; ne consegue che una volta adottato il provvedimento di demolizione, l’ordinanza ex art. 4 co. 3° l. 47/85 (oggi art. 27 co. 3° del d.P.R. 380/2001) perde efficacia, determinando così il venir meno dell’interesse alla decisione del ricorso. Per tale parte, il presente ricorso va pertanto dichiarato improcedibile, per difetto d’interesse.Ricorrono giustificati motivi per compensare integralmente, tra le parti, le spese di giudizio.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione Seconda, definitivamente decidendo sul ricorso in epigrafe, l’accoglie, limitatamente all’impugnativa del provvedimento di demolizione, e per l’effetto annulla detto provvedimento; dichiara improcedibile il ricorso, per carenza d’interesse, limitatamente all’impugnativa dell’altro atto indicato in epigrafe. Spese compensate.Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità Amministrativa.Così deciso, in Napoli, nella Camera di Consiglio del 6 maggio 2004. IL PRESIDENTE (dott. Antonio Onorato) IL REFERENDARIO EST. (dott. Paolo Severini)
     
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