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  • Venerdì 28 Maggio 2004 10:46
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    Archivio/2004-2010

    Diritto Comunitario

    Giorgia Motta del 28/05/2004

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    L'attenzione al territorio come cuore dello sviluppo è un elemento costante di riferimento del processo di programmazione ed utilizzazione dei Fondi Strutturali. A conferma di ciò basti rilevare la presenza all'interno del Quadro Comunitario di Sostegno e dei Documenti Unici di Programmazione (e come attuazione di questi ultimi nei Programmi Operativi e nei Complementi di Programmazione che da essi derivano) di Assi Prioritari dedicati in maniera specifica allo "Sviluppo Locale", sotto i diversi profili della valorizzazione delle risorse naturali, culturali, sociali e del sistema economico delle imprese. Tutto il percorso di attivazione dei Fondi Europei,è studiato per dare risposta alle esigenze che nascono negli ambiti strettamente locali, destinando risorse economiche e finanziarie a progetti e programmi specifici, tali da valorizzare da un lato il contesto economico già esistente di una determinata area con interventi volti nel contempo a far emergere settori con forti potenzialità di crescita. Uno strumento, profondamente valorizzato all'interno dell'Area Obiettivo 1, è lo strumento dei Progetti Integrati Territoriali (PIT). Le regioni Obiettivo 1 infatti hanno riconosciuto una rilevanza particolare ai Progetti Integrati Territoriali, conformemente alle indicazioni delle "Linee Guida per la programmazione" redatte nel 1999 dal Dipartimento per le Politiche di Sviluppo e Coesione del Ministero del Tesoro del Bilancio e della Programmazione,in coerenza con la Delibera CIPE del 14 Maggio 1999. Le "Linee Guida" e la Delibera CIPE del 1999, le cui indicazioni sono poi confluite nel Piano di Sviluppo per il Mezzogiorno (PSM), costituiscono il dato normativo di partenza per la definizione e la costruzione di un PIT. La definizione dei Progetti Integrati Territoriali è avvenuta all'interno del PSM, per divenire più puntuale nel contesto di ciascun Programma Operativo Regionale (POR). Nelle "Linee Guida" viene così focalizzata la definizione dei PIT "intesi come un complesso di azioni intersettoriali, strettamente coerenti e collegate tra di loro, che convergono verso il conseguimento di un comune obiettivo di sviluppo del territorio". Emergono così in modo inequivocabile due elementi caratterizzanti: il riferimento diretto al territorio innanzitutto, e la integrazione progettuale che combina risorse, soggetti e procedure. Le procedure per l'attuazione dei PIT vedono il coinvolgimento della Regione in primo luogo, responsabile del coordinamento e del finanziamento dei progetti degli enti territoriali e dei soggetti privati in secondo luogo, cui spetta la progettazione e la realizzazione delle iniziative selezionate. E' evidente allora, che il primo passo per la definizione di un PIT è l'identificazione di un ambito territoriale specifico, che costituisca un'area prioritaria per l'intervento. Assumendo il territorio come "nucleo" e motore dello sviluppo, è necessario individuare un Progetto con finalità ben precise ed identificate da più obiettivi specifici, appartenenti anche a diversi assi prioritari.Ciò convalida senz'altro il principio dell'integrazione delle risorse, come principio cardine della Riforma dei Fondi Strutturali. E' inoltre necessario, identificare in maniera puntuale le linee di intervento attivabili anche su più misure del Complemento di Programmazione,funzionali al raggiungimento di quegli obiettivi. Elemento di raccordo e di coerenza, ma anche prerequisito per l'ammissibilità di un PIT è l'esistenza di un "comune obiettivo di sviluppo", cioè di "un'idea-forza di sviluppo" esplicitata e condivisa dai diversi attori dello sviluppo locale": I PIT dunque sono finalizzati allo sviluppo di una determinata area e intervengono su un tema, un oggetto o una risorsa che presenti una potenzialità di sviluppo, ed in questo contesto rappresentano uno strumento privilegiato ma che nello stesso tempo è necessario sia adeguato per la valorizzazione di un territorio e di un ambito di sviluppo. I promotori di un PIT non possono presentare un'idea che non sia un "collante" per tutti gli attori dello sviluppo locale di una determinata area.Devono inoltre di dimostrare la necessità e la convenienza di quel determinato intervento proposto per attingere alle risorse destinate al territorio. Perché è al territorio che si deve dare una risposta. Lo strumento o il metodo, come lo si voglia intendere, dei PIT è uno strumento "raffinato" di gestione ed attuazione dei Programmi di attuazione dei Fondi Strutturali. I rischi connessi all'attivazione e al suo coordinamento sono molteplici. Se un "idea-forza" su cui si basa un PIT non è credibile e condivisa, l'obiettivo finale del Progetto sarà realizzato in maniera parziale o il territorio finirà per essere destinatario degli interventi, ma non avrà quel ruolo motore che il PIT gli richiede e che costituisce la ragione per cui lo stesso PIT è stato attivato. Un secondo aspetto di possibile disfunzione nell'utilizzo di tale strumento può derivare dalle difficoltà dei soggetti gestori del Progetto. Le difficoltà potrebbero sorgere a monte, per la carenza di professionalità adeguate:le procedure ed i percorsi amministrativi attraverso cui si snoda un Progetto Integrato Territoriale richiedono specifiche capacità di analisi ed al contempo una visione d'insieme dei problemi del territorio, che sovente non sono possedute dagli amministratori locali. Inoltre il raccordo tra gli enti locali e le parti economiche e sociali,e quindi tra il pubblico e il privato (necessario in questa sede come ulteriore momento di attuazione del principio del partenariato) rischia di non essere reale e concreto:con il pericolo che,senza un'effettiva partecipazione ai tavoli delle trattative sui PIT, i soggetti coinvolti propongano progetti ripetitivi o bocciati da altre linee di finanziamento (ad es. non finanziati dalla Legge 488/92, o dai Patti Territoriali). Queste le variabili nella messa in moto dei PIT. Con maggiori o minori gradi di incertezza nelle varie Regioni, secondo il differente stadio di attivazione dei Progetti delle diverse realtà territoriali. Per chiudere il cerchio che parte dal territorio ed al territorio torna.
     
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