Home ARCHIVIO 2004-2010 Sull'esigenza di evocare in giudizio un controinteressato
  • Gioved√¨ 22 Aprile 2004 11:25
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    Archivio/2004-2010

    Sull'esigenza di evocare in giudizio un controinteressato

    T.A.R. Catania, Sezione II n. 581 del 22/04/2004

    1 Giudizio amministrativo - Procedura - Ciontrointeressato - - Esigenza di evocarlo in giudizio.2 Giudizio amministrativo - Procedura - Ciontrointeressato - - In materia di finanziamenti - Necessità - Sussiste.

    1 L'esigenza di evocare in giudizio un controinteressato si prospetta allorché sia individuabile, in base al tenore del provvedimento impugnato, un soggetto, al quale l'atto direttamente si riferisce, sia nel caso di espressa menzione di un soggetto interessato al mantenimento in vita dell'atto sia nell'ipotesi d'individuabilità in base ad un'indicazione logico-deduttiva delle statuizioni contenute nell'atto stesso.2 La obiettiva limitazione quantitativa della somma oggetto del finanziamento implica strutturalmente, in ipotesi di ammissione dell’istanza della parte ricorrente, la perdita, da parte di altro soggetto in atto incluso fra i beneficiari, del bene della vita costituito dalla somma assegnata, in conseguenza della inevitabile decurtazione dei finanziamenti già ammessi, in misura corrispondente all’eventuale ammissione di istanze ad oggi non incluse in graduatoria, atteso il vincolo di bilancio rappresentato dall’ammontare complessivo finanziabile comporta che il ricorso sia dichiarato inammissibile per difetto di contraddittorio

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    REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Sezione II, ha pronunziato la seguente N.581/04 R.Sent. N. 554 R.Gen.ANNO 2004SENTENZAAi sensi dell’art. 9 della legge 205/2000sul ricorso 554/04, Sezione II, proposto da Ditta THE VIP’S di Bellavia Carolina, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Francesco Buscaglia, presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Palermo, via S. Latteri n. 10;CONTRO l’Assessorato reg.le dell’Industria, in persona dell’Assessore pro-tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria ope legise nei confronti diEnte Gestore R.T.I. I.R.F.I.S. Banco di Sicilia, in persona del legale rappresentante pro-tempore, rappresentato e difeso dall’avv. Michele Virzì, ed elettivamente domiciliato in Palermo, via G. Bonanno n. 47, presso la sede dell’IRFIS,PER L’ANNULLAMENTO (previa sospensione)- del decreto 1 ottobre 2003 del dirigente generale del dipartimento regionale industria, nella parte in cui esclude la ricorrente dall’ammissione dei benefici di cui al P.O.R. 2000-2006, Sottomisura 4.03b, Nuova Imprenditoria giovanile e femminile, collocandola nell’elenco dei soggetti esclusi riportato nell’allegato B9 parte integrante del decreto impugnato;- della nota prot. n. 5762 del 13.10.03 dell’Assessorato regionale Industria, Dipartimento Industria, Servizio IV - Promozione dell’imprenditoria.Visto il ricorso con i relativi allegati;Vista la domanda incidentale di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato;Visti gli atti tutti della causa;Designato relatore il Referendario Giovanni Tulumello;uditi all’udienza camerale del 3 marzo 2004 i procuratori delle parti come da verbale di udienza;Visto l’art. 21 della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, nel testo risultante dalle modifiche ed integrazioni introdotte dagli artt. 1 e 3 della legge n. 205/2000, nonché l’art. 9 della stessa legge, che consentono al Giudice amministrativo, chiamato a pronunciarsi sulla domanda cautelare, di decidere il merito della causa con sentenza succintamente motivata, ove la stessa sia di agevole definizione in rito o nel merito;Ritenuto di potere adottare tale tipologia di sentenza, stante la superfluità di ulteriore istruzione;Considerato che il ricorso non è stato notificato ad alcun controinteressato;rilevato che, secondo la giurisprudenza (Consiglio di Stato, V, 29 novembre 2002, n. 6546), “l'esigenza di evocare in giudizio un controinteressato si prospetta allorché sia individuabile, in base al tenore del provvedimento impugnato, un soggetto, al quale l'atto direttamente si riferisce, sia nel caso di espressa menzione di un soggetto interessato al mantenimento in vita dell'atto sia nell'ipotesi d'individuabilità in base ad un'indicazione logico-deduttiva delle statuizioni contenute nell'atto stesso (C. Stato, sez. IV, 24-02-2000, n. 981). In senso analogo, la Sezione (C. Stato, sez. V, 01-12-1999, n. 2032) ha ripetutamente chiarito che, nel processo amministrativo, la qualità di controinteressato in senso tecnico deve essere riconosciuta a coloro che da un lato siano portatori di un interesse qualificato alla conservazione del provvedimento impugnato, di natura eguale e contraria a quello del ricorrente (c.d. elemento sostanziale), e dall'altro siano nominativamente indicati nel provvedimento stesso o comunque siano agevolmente individuabili in base ad esso (c.d. elemento formale) (C. Stato, sez. IV, 06-04-2000, n. 1982)”;considerato che, secondo le precisazioni rese in sede di discussione orale dal difensore della parte ricorrente, la domanda proposta non mira direttamente alla sostituzione della ricorrente ad altro soggetto beneficiario dei finanziamenti, ma unicamente all’ammissione della ricorrente medesima fra i presentatori di istanze ammesse al finanziamento;ritenuto, tuttavia, che la obiettiva limitazione quantitativa della somma oggetto del finanziamento in questione implica strutturalmente, in ipotesi di ammissione dell’istanza (allo stato esclusa) della parte odierna ricorrente, la perdita, da parte di altro soggetto in atto incluso fra i beneficiari, del bene della vita costituito dalla somma assegnata, in conseguenza della inevitabile decurtazione dei finanziamenti già ammessi (come da graduatoria in atti), in misura corrispondente all’eventuale ammissione di istanze ad oggi non incluse in detta graduatoria, atteso il vincolo di bilancio rappresentato dall’ammontare complessivo finanziabile;ritenuto, conseguentemente, che il ricorso appare inammissibile per difetto di contraddittorio;considerato che sussistono giusti motivi per la compensazione delle spese del giudizio.P.Q.M.Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione II, dichiara inammissibile il ricorso in epigrafe.-------------------------Spese compensate. -----------------------------------------------------Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.---------------------------------------------------------------Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 3 marzo 2004, con l’intervento dei signori magistrati:- Calogero Adamo, Presidente;- Giovanni Tulumello, Referendario, estensore.- Francesco Guarracino, Referendariodepositata in segreteria il 26.03.04Il Direttore M. Rosa Lenza
     
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