Home ARCHIVIO 2004-2010 L'INTEGRAZIONE DOCUMENTALE COME FACOLTA'GENERALE DELLA P.A.
  • Venerd√¨ 11 Giugno 2004 11:33
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    Archivio/2004-2010

    L'INTEGRAZIONE DOCUMENTALE COME FACOLTA'GENERALE DELLA P.A.

    TAR Toscana, Firenze n. 1611 del 11/06/2004

    1. Procedimento amministrativo - Istruttoria - Richiesta di integrazione documentale - Attività di supporto e collaborazione - Obbligatorietà - Esclusione2. Procedimento amministrativo - Istruttoria - Richiesta di integrazione documentale - Presupposti - Presentazione di documenti dal contenuto equivoco - Rispetto della par condicio3. Procedimento amministrativo - Istruttoria - Richiesta di integrazione documentale - Ratio - Temperamento eccessivo rigore formalistico - Applicazione di esplicita previsione del bando o a causa dell'ambiguità dello stessoOmissioni od errori significativi documentazione - Conseguenze sul concorrente

    1. Il principio di cui all'art. 6, comma 1 lett. b), della legge n. 241 del 1990, secondo cui è consentito all'Amministrazione procedente di consentire il superamento di eventuali carenze documentali mediante la richiesta di chiarimenti, integrazioni o rettifiche, fa riferimento ad una generale facoltà dell'Amministrazione di invitare l'interessato alla integrazione documentale, senza che da esso scaturisca un vero e proprio obbligo per la P.A. di esercitare tale attività di supporto e collaborazione nei confronti dell'interessato.2. Il potere dell'Amministrazione procedente di invitare i privati alla regolarizzazione della documentazione prodotta nel corso ed in occasione di una selezione pubblica, postula come necessaria condizione l'avvenuta presentazione di certificati, documenti o dichiarazioni il cui contenuto sia carente od equivoco e quella (connessa e conseguente) del rispetto della par condicio fra tutti i partecipanti 3. Il principio derivante dalle disposizioni contenute nell'art. 6 della legge n. 241 del 1990 conduce a ritenere che, la facoltà di invitare il partecipante alla selezione ad integrare i documenti presentati, può essere esercitata, come temperamento all'eccessivo rigore delle forme, solo in base ad un'esplicita previsione del bando di gara o, comunque, alla stregua di considerazioni oggettive (ad esempio carenze documentali dovute alla ambiguità di alcune clausole del bando) e non per supplire a carenze della documentazione prodotta, addebitabili solo al concorrente. Pertanto, il potere di chiedere la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee, attribuito al responsabile del procedimento dall'art. 6, comma 1 lett. b), della legge n. 241 del 1990, non può essere applicato allorquando nella presentazione della documentazione ovvero nel processo formativo della dichiarazione vi siano stati errori od omissioni significativi, perché ciò comporterebbe l'alterazione del principio di parità delle condizioni fra i partecipanti alla selezione

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